Primavera 3
ESCLUSIVA MP – Campisi: “L’Alcione si giocherà fino alla fine il campionato. In Italia troppa tattica, servono più Under 23”
Intervista esclusiva a Luisito Campisi: il progetto Alcione Milano, la crescita dei giovani e i limiti del calcio italiano.
Alcione Milano, intervista esclusiva a mister Campisi: “Lavoriamo in ottica prima squadra”
Seconda parte di stagione tutta da vivere nel girone A del campionato di Primavera 3. Occhi puntati sulle zone che contano della classifica, con ben quattro squadre raccolte in appena tre punti. Il pareggio pirotecnico nella scontro diretto contro la Carrarese ha confermato le ottime potenzialità dell’Alcione Milano, in piena corsa per il salto di categoria. Il progetto degli Orange non è incentrato solo sui risultati, ma anche sulla crescita di un settore giovanile che si sta togliendo tante soddisfazioni Lione, Rebaudo e non solo: questi solo alcuni dei giovani dell’Alcione che negli ultimi anni sono arrivati fino in prima squadra . Merito di una filosofia ambiziosa, portata avanti dalla società e dal tecnico della Primavera dell’Alcione Milano Luisito Campisi. Arrivato nel 2021, ha ottenuto traguardi di spessore, tra cui la vittoria nel 2023-24 dello Scudetto di Juniores Nazionali e la promozione in Primavera 3 nella passata stagione. Intervenuto in esclusiva ai microfoni di MondoPrimavera.com, con lui abbiamo analizzato il rendimento della sua Under 19, soffermandosi anche su alcune tematiche di attualità del calcio italiano.
Alcione Milano, da Cenerentola a realtà del Primavera 3
Mister Campisi, da neopromosso l’Alcione è in piena lotta per la promozione in Primavera 2 e al momento si trova nelle zone altissime della classifica: come giudica la stagione dei suoi ragazzi?
“Al momento è una stagione al di sopra delle aspettative.Stiamo facendo molto bene in un campionato, al quale partecipano compagini rodate. Il nostro obiettivo è quello di disputare i playoff, il tutto ovviamente finalizzato a portare il numero maggiore possibile di ragazzi in prima squadra. Comunque vogliamo rimanere in alto per giocarci questo campionato fino alla fine. I risultati che stiamo ottenendo sono il frutto di un lavoro intrapreso qualche stagione fa, con lo scudetto Juniores Nazionali. La cultura del lavoro e l’ambizione sono delle peculiarità che ci contraddistinguono”.
Una compagine del girone A di Primavera 3 che la sta stupendo positivamente?
“La squadra più completa, per quanto riguarda la struttura della rosa, è il Mantova. Un’altra formazione che invece mi ha fatto un’ottima impressione è la Carrarese, i cui valori stanno gradualmente emergendo”.
Il modello Orange: l’analisi di mister Campisi
I risultati che sta ottenendo l’Alcione Milano sono sotto gli occhi di tutti: nelle ultime stagioni, sono diversi i giovani, cresciuti nella vostra Primavera, in grado di esordire e accumulare esperienza in un contesto complesso come quello professionistico…
“A livello giovanile si possono intraprendere due strade: la prima è sfruttare i risultati per dare prestigio al proprio vivaio. L’altra alternativa è portare avanti un progetto finalizzato alla crescita e all’approdo dei giovani nel calcio dei grandi. Tra il vivaio e la nostra prima squadra esiste un canale diretto. Negli ultimi anni, dalla mia Primavera, sono usciti diversi giovani che sono arrivati in prima squadra. Basti pensare ai classe 2005 Caremoli e Rebaudo, ma anche ai più giovani Lione, Mocchi e Gallazzi. Una soddisfazione importante, raggiunta anche grazie al lavoro portato avanti da mister Cusatis e il suo staff”.
Le difficoltà del calcio italiano e la soluzione seconde squadre
Una delle tematiche di attualità del calcio italiano è legata alla difficoltà che i nostri giovani hanno di imporsi ad alti livelli. A livello di Serie C, che tipo di soluzioni potrebbero essere adottate per diminuire il gap tra il settore giovanile e il calcio dei grandi?
“Una soluzione concreta per velocizzare lo sviluppo professionistico dei ragazzi è l’incremento del numero delle squadre U23. Condivido la Riforma Zola ma ho il timore che, in assenza di uniformità di regole tra le tre leghe professionistiche, non porterà a dei risultati concreti. Non è concepibile che mentre in Serie C, con questa Riforma, si cerchi di stabilizzare in prima squadra i ragazzi del vivaio, in Serie A invece non ci siano iniziative che vadano nella stessa direzione: penso ad esempio ad un tetto per il numero di stranieri per squadra. Un altro esempio, che esula dal tema giovani, ma che fa capire la mancanza di un filo comune tra i principali campionati professionistici è legato al Var: come mai in Serie C esiste il Var a chiamata, mentre in Serie A no?”.
La crescita dei nostri giovani è frenata anche da una concezione del gioco del calcio che in Italia è profondamente cambiata…
“Certamente. Nel “nostro” calcio, la componente atletica e tattica stanno assumendo un peso specifico troppo importante, andando a trascurare peculiarità fondamentali di questo sport come la qualità e la tecnica individuale. Mentre all’estero vengono strutturate tipologie di allenamento incentrate su questi aspetti, in Italia no”.
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