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Reggiana, gennaio come spartiacque: con Costa la Primavera cambia passo
Dal rischio play-out alla risalita: con Andrea Costa la Reggiana Primavera cambia passo e guarda ai playoff.
Reggiana Primavera, l’effetto Costa: dal baratro play-out all’obiettivo play-off
La sosta invernale, nel calcio giovanile, è spesso un confine: o ti rimetti in carreggiata, o ti porti dietro le crepe per mesi. La Reggiana ha scelto di cambiare rotta proprio lì, affidando la Primavera ad Andrea Costa il 2 gennaio 2026, prima del rientro ufficiale contro il Como (1-1) del 10 gennaio. Da quel pomeriggio di gennaio in poi, i numeri raccontano un’altra squadra: più solida, più continua, soprattutto più “dentro” le partite. E in un girone dove davanti corrono Como e Lecco, la Reggiana ha ripreso ossigeno e credibilità.
L’immagine della svolta
C’è una fotografia che spiega tutto: una capolista che passa avanti, e una Reggiana che non si spegne. Contro il Como, il 10 gennaio, i lombardi segnano al 28’ con Pisati, ma nella ripresa arriva la risposta immediata: al 47’ Diletto firma l’1-1. Non è solo un pareggio: è il primo segnale di una squadra che, dopo settimane altalenanti, ricomincia a credere di poter governare i momenti.
Il cambio in panchina
La decisione arriva durante la pausa: il club solleva Turrini e “ha scelto di affidare la panchina ad Andrea Costa”, ex granata e già allenatore nel settore giovanile, reduce dall’esperienza da vice a Perugia.
Una scelta che non parla di rivoluzione tattica, ma di identità: rimettere al centro un allenatore che conosce l’ambiente e sa cosa significa crescere ragazzi, non solo gestire risultati.
Prima di Costa: tanti episodi, poca continuità
Fino alla sosta, la Reggiana viveva di strappi: qualche vittoria pesante, ma anche passaggi a vuoto che la lasciavano in una zona grigia. Nei 13 match prima del rientro col Como, il bilancio è da 3 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte: 12 punti, con 16 gol fatti e 22 subiti. Tradotto: attacco capace di accendersi, ma squadra spesso esposta e fragile nei momenti chiave.
Dopo Costa: una marcia diversa
Dal 10 gennaio in avanti, la musica cambia. In 6 partite la Reggiana costruisce un filotto da 3 vittorie e 3 pareggi, senza sconfitte: 12 punti anche qui, ma in metà delle gare. E cambia pure la differenza reti: 12 gol segnati e 6 subiti. È il dato più pulito per spiegare l’effetto immediato: più equilibrio, meno partite “che scappano via”. Dentro questo pacchetto ci sono le tre vittorie consecutive più recenti (2-0 alla Pro Vercelli, 3-2 a Cittadella, 3-0 all’AlbinoLeffe), che hanno dato sostanza alla risalita.
Classifica: la zona tranquilla torna visibile
Oggi la Reggiana è ottava con 24 punti in 19 giornate, in un gruppo centrale molto compresso. Non è ancora una squadra “arrivata”, ma è una squadra che ha rimesso in ordine le priorità: non concedere inerzia agli avversari e trasformare le partite in un percorso, non in una serie di scosse.
Una storia che resta aperta
Il bello – e il difficile – arriva adesso: confermare questa continuità quando torneranno settimane pesanti, campi complicati, dettagli che fanno classifica. L’impatto di Costa è evidente, ma il passo successivo è trasformarlo in identità stabile. Perché nel Primavera 2, come tra i grandi, la vera crescita non è la fiammata: è la capacità di ripeterla.
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