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Verona, parla Sogliano: “Cissé, sorpresa Egharevba e futuro Sammarco”

Sean Sogliano, direttore sportivo dell’Hellas Verona, ha parlato in conferenza toccando diversi temi tra allenatore, giovani e futuro

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Sogliano, Verona
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Sogliano e il futuro del Verona: le parole del direttore sportivo

Il Verona respira un’aria pesante, schiacciato dall’ultimo posto in classifica a soli 15 punti, in un’inedita e preoccupante coabitazione con il Pisa. In questo scenario di crisi tecnica e identitaria, il Direttore Sportivo Sean Sogliano è sceso in campo mediatico per fare chiarezza. Non ha cercato alibi, ma ha tracciato il perimetro di una realtà societaria complessa, dove la sopravvivenza sportiva è indissolubilmente legata alla sostenibilità finanziaria. I tifosi, delusi e disorientati, chiedono risposte su una gestione che sembra privilegiare il bilancio rispetto al campo, ma Sogliano è stato perentorio: “Abbiamo sempre detto che il Verona è obbligato a fare plusvalenze ed a vendere i giocatori per mantenere la Serie A”. Un dogma che definisce il lavoro della presidenza Setti, elogiata dal DS per la capacità di galleggiare nel massimo campionato nonostante le croniche difficoltà economiche.

La linea verde come ancora di salvezza: da Cissé a Egharevba

In un mercato dove la necessità di vendere appare agli occhi della piazza come una smobilitazione, Sogliano rivendica la bontà dello scouting e della valorizzazione dei talenti. Il caso emblematico è quello di Cissé, un’operazione che il dirigente difende con forza: “Su Cissé: abbiamo avuto l’intuizione di mandarlo in prestito in B. Abbiamo ricevuto due offerte importanti, che il Verona non poteva rifiutare. E il giocatore non vedeva l’ora di accettarle”. Il sacrificio dei pezzi pregiati non è però fine a se stesso, ma serve a finanziare un vivaio che continua a produrre frutti, come dimostrano i lanci di Coppola e Ghilardi. Lo sguardo è già rivolto al futuro, con l’annuncio del blindaggio di un talento giovanissimo: “Faremo un contratto a un ragazzo del 2010, Fortune Egharevba, un impegno per una società come il Verona, lo volevano due club europei”. Per Sogliano, investire sui giovani è l’unico modo per dare ossigeno a un club che non può permettersi passi falsi finanziari.

L’enigma Sammarco e il tramonto dell’era Zanetti

Il punto più dolente riguarda la guida tecnica. L’addio a Paolo Zanetti non è stato un fulmine a ciel sereno, ma il risultato di un logorio psicologico evidente. Sogliano ha ammesso il fallimento personale dietro l’esonero: “Per me cambiare allenatore è una sconfitta. Ho visto Zanetti un po’ scoraggiato… era stanco”. La scelta di affidare la panchina a Paolo Sammarco ha sollevato dubbi, specialmente per la dicitura “ad interim” che sembra trasmettere provvisorietà. Tuttavia, il DS ha cercato di proteggere il nuovo tecnico: “Sammarco è giovane, conosce questa realtà. Sa bene che è difficile per lui. Interim? Per quello che penso io vuol dire tutto e niente”. L’obiettivo è togliere pressione a un allenatore che si trova a gestire una situazione di classifica complicata, consapevole che, nel calcio moderno, solo il risultato immediato può trasformare un traghettatore in un salvatore della patria.

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