Primavera 1
Verona, Montorio: “Partita difficile, ma in casa paura di nessuno”
Montorio guiderà il Verona contro il Parma: “Abbiamo lavorato sodo, daremo battaglia”. Analisi e chiavi della sfida.
Verona-Parma, l’analisi di Montorio
Vigilia diversa dal solito in casa Verona Primavera: contro il Parma, all’Olivieri, in panchina ci sarà Montorio, tecnico dell’Under 18, chiamato a guidare i gialloblù nella 27ª giornata di Primavera 1 a causa della squalifica di Moro. E le sue parole, alla vigilia, tracciano subito il perimetro del match: rispetto massimo per l’avversario, ma nessun timore. “Sarà sicuramente una partita difficile. Il Parma è in una posizione di classifica che rispecchia le loro qualità e le idee che riescono a portare in campo”.
“Abbiamo lavorato sodo”: la risposta dopo Monza
Montorio insiste soprattutto sul lavoro settimanale, come chiave per ripartire dopo lo 0-2 di Monza. Il messaggio è diretto: la squadra deve trasformare la delusione in energia, senza perdere compattezza e mentalità. “Abbiamo lavorato sodo in settimana perché vogliamo tornare a fare punti…”. È qui che il tecnico concentra l’attenzione: non sulle difficoltà, ma sulla reazione, sulla capacità di rimettersi in carreggiata attraverso intensità e applicazione.
“Rispetto sì, paura no”: l’Olivieri come fattore
Il passaggio più forte è quello legato alla mentalità, soprattutto in casa. Montorio non fa giri di parole e rilancia il concetto di campo come identità: “Abbiamo grande rispetto di loro, ma come sempre paura di nessuno, soprattutto in casa nostra”. In una partita che mette di fronte un Parma terzo in classifica, il Verona vuole aggrapparsi al proprio ambiente e alla voglia di invertire il trend interno, puntando su aggressività e coraggio fin dai primi minuti.
“Daremo battaglia”: il tono della gara
La chiusura è un manifesto di atteggiamento, più che un pronostico: “Daremo battaglia e venderemo cara la pelle”. Montorio chiede una squadra pronta a reggere l’urto, a stare dentro i duelli e a non concedere nulla gratis, consapevole che contro avversari strutturati i dettagli pesano. E dentro questa cornice, anche i singoli diventano conseguenza: Vermesan e la sua vena realizzativa, i duelli con Mikołajewski, la voglia di rivincita dopo il 3-0 dell’andata. Ma il centro del discorso resta uno solo: l’atteggiamento.
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