Primavera 1
The Dynamic Trio: Pannozzo col mantello da Superman, i soliti bomber e Sugamele dominatore
Primo appuntamento della rubrica “The Dynamic Trio”: i tre protagonisti principali di ogni turno del Primavera 1.
Da Pannozzo ai gol pesanti dei bomber: il Dynamic Trio del ventiquattresimo weekend
Inauguriamo questa nuova rubrica analizzando i picchi massimi della 24a giornata di Primavera 1. Tra conferme, nuovi protagonisti nel cast di attori principali del torneo, e qualche sorpresa, il campionato regala sempre emozioni. Ecco dunque i tre giocatori (più una licenza poetica) che hanno inciso maggiormente negli equilibri di questo turno. Benvenuti a The Dynamic Trio.
Pannozzo, un eroe con i guanti
C’è un nuovo sceriffo in città, ma non lo sappiamo di certo da ieri. Citare Nicolò Pannozzo questa settimana è più che altro l’elogio ad un lavoro partito da lontano, più precisamente il 7 dicembre scorso. Da quel Lazio-Frosinone, il classe 2008 non ha più abbandonato i pali biancocelesti. Vi chiedete perché? Basta dare una rapida occhiata alle statistiche: negli ultimi due mesi, 11 presenze in cui è riuscito a mettere il lucchetto alla porta 7 volte. Avete letto bene, siamo a sette clean sheet nelle ultime undici uscite: non si tratta di una fiammata tanto intensa quanto casuale, ma di una serie di prestazioni mostruose che si ripropongono senza soluzione di continuità. Para rigori, si esibisce in riflessi impressionanti e abbassa la saracinesca con una naturalezza imbarazzante.
Si può dire, senza troppa paura di sbagliarsi, che Pannozzo sia il “Fattore X” della rimonta prepotente della Lazio, imbattuta (guarda caso) proprio dal momento in cui si è concretizzato il passaggio di consegne tra i pali. Da lì in poi, 6 vittorie, 5 pareggi e soltanto 6 reti incassate (media di 0,54 per partita). Tanti indizi, che ci portano su un’unica pista: il nuovo leader di una Lazio sempre più a contatto con la zona playoff, è quel ragazzone di 187 centimetri, che indossa i guanti ma a cui spesso piace mettere il mantello da Superman. Nota a margine: nelle nostre pagelle è andato sotto il 6 soltanto in una occasione, con una media del 6,28 dal 7 dicembre ad oggi. Ma non chiamateci faziosi, è semplicemente il frutto delle sue ottime prestazioni.
I soliti noti: Braschi ed Esteban
A distanza e senza esclusione di colpi, continua ad accendersi la lotta per il titolo di capocannoniere del Primavera 1. Gli inseguitori più credibili di Mikolajewski, che ha cercato la prima fuga, sono Riccardo Braschi e Paco Esteban. Non ci limiteremo ad un vuoto esercizio di stile, citando delle statistiche che ormai conosciamo a memoria: siamo a 13 centri in campionato per entrambi, la conferma principale di un fatto indiscusso, ovvero che i due sono animali da area di rigore. Killer silenti, non silenziosi, perché si insinuano nelle crepe delle difese, ma ogni volta che mirano la porta fanno rumore.
Un rumore che viene rappresentato molto bene dalla loro incidenza sulla classifica di Fiorentina e Lecce: Braschi aggiunge anche 2 assist al proprio bottino, indirizzando 28 dei 42 punti totali dei viola (circa il 66% del totale); Esteban invece è presente in 30 dei 36 punti dei salentini (percentuale dell’83%), con un’impressionante fiammata da 6 timbri nelle ultime 8 uscite. Insomma, anche in questo caso la citazione è d’obbligo sia per l’impatto avuto sul 24esimo weekend, che per quanto riguarda il rendimento in tutta l’annata.
Sugamele: a Cagliari c’è un’aria diversa
Il cambio di passo è abbastanza evidente: da quando è arrivato a Cagliari, Alessandro Sugamele ha alzato i giri del motore, un po’ per archiviare la prima metà di stagione sottotono con la Roma, un po’ per dare la sterzata decisiva ad una carriera che deve ancora decollare. Il classe 2007 ha raccolto solo 9 presenze in giallorosso, per un totale di 146 minuti in campo e un doppio zero alla casella gol e assist. In Sardegna, con 3 partite all’attivo ha già messo la freccia del sorpasso per quanto riguarda l’impiego, con 189 minuti, ma soprattutto considerando la consistenza delle giocate e la qualità offerta. Assist alla seconda apparizione, nel 2-2 molto tirato di Genova, e soprattutto doppietta contro l’Inter che aveva spianato la strada verso una vittoria sfumata solo per un secondo tempo in cui la squadra sbanda nel finale. E ad Anagni (suo luogo di nascita) direbbero: “tanta roba”…
Luca Ottaviano
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