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Lecce-Cesena, le pagelle dei romagnoli: attacco spento, Domeniconi leader
Le pagelle del Cesena dopo la partita con il Lecce
A vincere è la noia al Deghi Center: si abbassa clamorosamente la temperatura nella ripresa, con Lecce e Cesena che non si fanno male ma prestano il fianco alla rimonta in classifica delle dirette concorrenti. Un pareggio che sposta in chiave playoff, ma più per le avversarie. Di seguito le pagelle del Cesena di MondoPrimavera.com.
Le pagelle dei romagnoli
Fontana 5,5: spesso mostra qualche crepa nella presa, con il terreno scivoloso che lo destabilizza su una punizione di Di Pasquale esponendolo ad una potenziale figuraccia.
Casadei 6: rischia il giusto sulle avanzate di Esteban, ma è preciso e pulito in copertura.
Kebbeh 6: si nota poco nella ripresa, ma forse è un bene considerato che non arrivano mai pericoli.
Ribello 6: partecipa ad una fase di copertura attenta e sollecitata poco dagli avversari.
Biguzzi 6: perde inerzia solo tra il tramonto del primo tempo e l’inizio della seconda parte. Per il resto, buona prestazione di attenzione difensiva.
Ridolfi 6: partita ordinata, con poche sbavature ma anche pochi sussulti in positivo.
Bertaccini 5,5: si nota solo a sprazzi, sfruttando l’arma dei calci piazzati, ma non è il solito 14 con le idee chiare e incisivo negli ultimi trenta metri.
Carbone 5,5: senza ritmo né idee, si fa inghiottire da una partita che gli sfila via senza possibilità di risposta. Dal 64′ Amadori 6: entra col piglio giusto e guida anche qualche ripartenza interessante.
Domeniconi 6,5: il Cesena del primo tempo è tutto nei suoi spunti; conduce, indirizza la prima costruzione e si inserisce a fari spenti. L’unico nei primi 45 minuti a dare dinamismo e qualche opzione alla proposta di gioco. Nella ripresa abbassa il livello di intensità e si adegua al ritmo blando del match.
Wade 5,5: i suoi 64 minuti la dimostrazione di quanto muoversi tanto non coincida sempre con le corse giuste e con gli spunti decisivi. Dal 64′ Rossetti 6: allunga la linea difensiva e si fa vedere con più propensione al sacrificio rispetto ai compagni di reparto.
Galvagno 5,5: devitalizzato dalla presenza fisica di Pehlivanov, che di fatto lo cancella dal campo per 90 minuti. L’unico sussulto? Una rovesciata, più di istinto che di convinzione, che sorvola la traversa e lascia quel senso di amaro in bocca vissuto dall’attaccante per tutta la partita.
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