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Come sarebbe il Lecce con soli giocatori del vivaio? Ecco l’ipotetica squadra giallorossa
Come sarebbe il Lecce usando solo i giocatori cresciuti nel vivaio? Da Dorgu a Berisha, l’ipotetica formazione fatta in casa.
Il Lecce in casa: la formazione con i prodotti del vivaio
Come sarebbe la Serie A se ogni squadra potesse schierare solo giocatori cresciuti nel proprio vivaio? Una domanda che negli anni ha acceso curiosità e qualche rimpianto. Perché dietro ogni club c’è un mondo sommerso fatto di talenti scoperti, coltivati, lanciati – o lasciati andare – che spesso continuano la loro carriera altrove, diventando protagonisti ai massimi livelli.
Noi di Mondoprimavera abbiamo deciso di trasformare questa domanda in un viaggio: una serie dedicata a tutte le squadre del massimo campionato, immaginando rose complete e formazioni titolari composte esclusivamente dai giocatori passati dal loro settore giovanile. Una sorta di universo parallelo in cui non contano i milioni spesi sul mercato, ma la qualità del lavoro svolto nel vivaio.
Per rendere l’esperimento credibile e coerente, abbiamo considerato solo i calciatori che hanno realmente fatto parte del percorso formativo del club per almeno una stagione completa nelle giovanili, arrivando fino alla categoria Primavera o comunque completando un ciclo significativo. Dalle stelle affermate agli outsider inattesi, da chi è rimasto a chi è diventato grande lontano da casa: tutti riconducibili a una radice comune.
Dopo aver dedicato le prime puntate a vivai di alto livello come quelli di Atalanta, Fiorentina, Inter e Juventus (e non solo), è il turno del Lecce. Pronti a scoprire come sarebbe la squadra salentina costruita soltanto con i figli della sua cantera? Iniziamo il nostro viaggio.
I portieri made in Salento
Partiamo dai pali, dove la maglia da titolare spetta a Marco Bleve (1995). Il portiere leccese doc, dopo una vita passata a difendere i colori della propria città, sta vivendo una nuova giovinezza in Serie B con la maglia della Carrarese. Alle sue spalle, come alternative, troviamo due profili giovani che hanno completato il percorso nel settore giovanile giallorosso: il rumeno Alexandru Borbei (2003), oggi al Foggia, e Antonino Viola (2003), che sta maturando esperienza con il Team Altamura.
La difesa cresciuta in Puglia
La retroguardia di scuola giallorossa mescola esperienza e talenti che hanno generato plusvalenze record. Al centro della difesa spicca il nome di Sebastiano Luperto (1996), oggi pilastro della Cremonese ma cresciuto proprio nel vivaio del Lecce – e poi del Napoli – prima del salto nel grande calcio. Al suo fianco schieriamo il giovane Sebastian Esposito (2005), volato in Australia al Melbourne Victory. Sulle fasce, a destra spazio a Ilario Monterisi (2001), protagonista in cadetteria con il Frosinone, mentre a sinistra brilla la stella di Patrick Dorgu (2004): il danese, lanciato in Serie A proprio dai salentini, è diventato un uomo mercato finendo al Manchester United.
Come alternative nel reparto difensivo troviamo l’esperto Gianmarco Ingrosso (1989), oggi alla Virtus Verona, e il giovane rumeno Razvan Pascalau (2004), tornato in patria al CS Dinamo Bucarest.
Il centrocampo di scuola giallorossa
Andiamo avanti con la linea mediana, dove il mix tra fisicità e tecnica è garantito dai ragazzi che hanno vinto lo Scudetto Primavera nel 2023. In cabina di regia ci affidiamo a Catalin Vulturar (2004), tornato al Rapid Bucarest dopo gli anni da capitano delle giovanili salentine. Ai suoi lati agiscono Medon Berisha (2003), l’unico della lista attualmente ancora in forza al Lecce, e l’esperto Samuele Parlati (1997), mezzala dell’Albinoleffe.
Tra le opzioni a disposizione nel reparto mediano figurano anche Sergio Maselli (2001), oggi all’AZ Picerno, e l’irlandese Ed McJannet (2004), che sta cercando spazio e fortuna con la maglia della Ternana.
L’attacco formato nel vivaio del Lecce
Chiudiamo il nostro percorso nel vivaio salentino con il tridente offensivo, composto da profili internazionali che si sono messi in mostra nel Salento negli ultimi anni. Il punto di riferimento centrale è Rares Burnete (2004), capocannoniere dello scudetto giovanile e oggi impegnato a farsi le ossa con la Juve Stabia. Ai suoi lati agiscono il finlandese Henri Salomaa (2003), tornato a giocare in patria nell’Inter Turku, e Francesco Di Mariano (1996) palermitano cresciuto nel vivaio del club salentino: oggi gioca in Serie B, con la maglia del Padova.
Tra le alternative trova spazio il tedesco Till Winkelmann (2005), che ha recentemente iniziato una nuova avventura con la maglia del Trapani. Altri nomi interessanti sono gli esperti Marco Rosafio (1994) del Team Altamura e Alessandro Gatto (1994) della Fidelis Andria.
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