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Come sarebbe la Lazio con soli giocatori del vivaio? Ecco l’ipotetica squadra biancoceleste
Come sarebbe la Lazio usando solo i giocatori cresciuti nel vivaio? Da Cataldi a Keita, l’ipotetica formazione fatta in casa.
La Lazio in casa: la formazione con i prodotti del vivaio
Come sarebbe la Serie A se ogni squadra potesse schierare solo giocatori cresciuti nel proprio vivaio? Una domanda che negli anni ha acceso curiosità e qualche rimpianto. Perché dietro ogni club c’è un mondo sommerso fatto di talenti scoperti, coltivati, lanciati – o lasciati andare – che spesso continuano la loro carriera altrove, diventando protagonisti ai massimi livelli.
Noi di Mondoprimavera abbiamo deciso di trasformare questa domanda in un viaggio: una serie dedicata a tutte le squadre del massimo campionato, immaginando rose complete e formazioni titolari composte esclusivamente dai giocatori passati dal loro settore giovanile. Una sorta di universo parallelo in cui non contano i milioni spesi sul mercato, ma la qualità del lavoro svolto nel vivaio.
Per rendere l’esperimento credibile e coerente, abbiamo considerato solo i calciatori che hanno realmente fatto parte del percorso formativo del club per almeno una stagione completa nelle giovanili, arrivando fino alla categoria Primavera o comunque completando un ciclo significativo. Dalle stelle affermate agli outsider inattesi, da chi è rimasto a chi è diventato grande lontano da casa: tutti riconducibili a una radice comune.
Dopo aver dedicato le prime puntate a vivai di alto livello come quelli di Atalanta, Fiorentina, Inter e Juventus (e non solo), è il turno della Lazio. Pronti a scoprire come sarebbe la squadra biancoceleste costruita soltanto con i figli della sua cantera? Iniziamo il nostro viaggio.
I portieri made in Formello
Tra i pali la scelta appare piuttosto naturale: Thomas Strakosha (1995), oggi all’AEK Atene, rappresenta il prodotto più completo e affidabile cresciuto nel vivaio laziale negli ultimi anni. Titolare per diverse stagioni in Serie A, ha maturato un’esperienza importante anche in campo europeo. Alle sue spalle si potrebbe collocare Antony Iannarilli (1990), portiere esperto con una lunga carriera tra Serie B e C, mentre il ruolo di terzo sarebbe affidato ad Alessio Furlanetto (2002), ancora in rosa alla Lazio
La difesa cresciuta alla Lazio
La linea a quattro presenta profili interessanti e molto diversi tra loro. Sulla destra troviamo Lorenzo De Silvestri (1988), uno dei simboli del vivaio biancoceleste degli anni Duemila e oggi punto fermo del Bologna. Sul lato opposto agirebbe Romano Floriani Mussolini (2003), esterno moderno e offensivo, attualmente alla Cremonese. Al centro la coppia sarebbe composta da Fabio Andrea Ruggeri (2004), difensore cresciuto a Formello e oggi alla Carrarese, e da Sergio Kalaj (2000), centrale fisico e strutturato in forza al Frosinone.
Tra le alternative spiccano profili come Nicolò Armini (2001) del Campobasso, Franjo Prce (1996) che gioca nel Petrolul, in Romania, e Angelo Ndrecka (2001) della Ternana, a testimonianza di una produzione continua nel reparto arretrato. Chiudiamo con un altro nome esotico: Moustapha Seck (1996), terzino sinistro passato sia dalla Lazio che dalla Roma e oggi al Neftchi PFK.
Il centrocampo di scuola biancoceleste
In mezzo al campo il punto di riferimento non può che essere Danilo Cataldi (1994), uno dei pochi prodotti del vivaio ad aver legato a lungo la propria carriera alla prima squadra. Al suo fianco spazio a Michael Folorunsho (1998), oggi al Cagliari, e a Manolo Portanova (2000), mezzala dinamica della Reggiana. Un reparto che unisce corsa, fisicità e conoscenza del gioco.
Dalla panchina emergono nomi come Alessandro Murgia (1996), finito in Romania all’Universitatea Cluj, Szymon Czyz (2001) del Widzew Lodz e Joseph Minala (1996), ripartito da Malta – gioca al Marsaxlokk – dopo una carriera poco fortunata nelle serie minori italiane. Tutti con percorsi professionistici differenti ma accomunati dalla formazione a Formello. All’estero troviamo anche Chris Ikonomidis (1995), in forza al Macarthur e con trascorsi anche nella Nazionale maggiore dell’Australia, e Luca Crecco (1995) del Sorrento.
L’attacco formato nel vivaio della Lazio
Il tridente offensivo racconta forse il lato più affascinante del vivaio laziale. Al centro dell’attacco troviamo Simone Palombi (1996), centravanti dell’Alcione Milano con una lunga carriera tra i professionisti. Sulle corsie spazio a Keita Baldé (1995) del Monz, il talento più luminoso espresso dal settore giovanile negli ultimi anni, e a Raul Moro (2002), oggi all’Osasuna dopo il percorso tra Lazio e Spagna.
Alternative come Valerio Crespi (2004) dell’Union Brescia e Massimo Zilli (2002) del Frosinone si aggiungono a un reparto offensivo ricco di soluzioni. Un ultimo nome? Sicuramente vi ricorderete di Mamadou Tounkara (1996): oggi gioca in Serie D, nel Pompei.
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