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Juventus, ecco Esad Deniz: un “nuovo Yildiz” alla corte dei bianconeri?
Esad Deniz, diamante della scuola Ajax classe 2010, è pronto a stupire tutti alla Juventus: pronto un percorso “alla Yildiz”?
Juventus, una finestra sul futuro: ecco Esad Deniz
La scuola Ajax come sigillo di garanzia, e le origini come tratto comune con un altro grande talento esploso di recente alla Juventus: Esad Deniz, gioiello classe 2010 naturalizzato olandese ma di origini turche, sta per varcare i cancelli di Vinovo. Attaccante atipico, estroso e creativo, il baby fenomeno è pronto ad ereditare il peso delle aspettative che un altro turco ha saputo trasformare in promesse mantenute. Il “nuovo Yildiz” è tra noi?
Similitudini e differenze tra Yildiz e Deniz
Il paragone può sembrare azzardato, ma ad alimentare un confronto tanto affascinante quanto ambizioso ci pensano alcuni elementi. A cominciare dalle origini: una parte della sua famiglia viene dalla Turchia, e nella Nazionale U15 e 16 turca ha già sprigionato il suo talento, anche se non ha ancora sciolto le riserve sulla scelta finale. Il classe 2010 ha infatti vestito anche la maglia “orange” Under 16, in due amichevoli contro l’Inghilterra dello scorso dicembre. Talento di caratura elevatissima, ha in comune con Yildiz anche un altro dettaglio: proviene da una delle scuole calcistiche più importanti d’Europa, quella dell’Ajax, mentre il 2005 veniva acquistato dal Bayern Monaco. Deniz potrebbe dunque ripercorrere i passi dell’attuale 10 della Juventus, inserendosi gradualmente in Primavera e imponendosi grazie alle giocate e alla sua naturalezza nell’imporsi durante la partita.
Chiudiamo con qualche differenza: il 16enne vive di più l’area di rigore, in Olanda agiva come rifinitore offensivo e accentratore. Un 9 piuttosto “naif” per il modo di interpretare il ruolo, vista la qualità nella ricerca di alcune giocate di tocco e la tendenza a fare anche da raccordo tra centrocampo e attacco. Anche la struttura fisica sempre leggermente diversa: meno esplosivo nel breve rispetto a Yildiz, Deniz preferisce attaccare gli spazi oltre la difesa. Insomma, un diamante grezzo che a Torino potrebbe trovare la sua dimensione, smussando alcuni difetti e imperfezioni e inserendo nel suo bagaglio nuove soluzioni offensive.
Deniz contro… i precedenti Ajax-Juventus
Nell’epoca moderna, l’asse di mercato Ajax-Juventus ha viaggiato su un’altalena continua di rendimento. Da nomi illustri ma deludenti, a fenomeni che hanno riscritto il calcio entrando nell’immaginario collettivo, fino a potenziali inespressi. Dal 1999/2000 fino ad oggi, i bianconeri hanno guardato in casa dei “lancieri” 7 volte: il primo acquisto da segnalare è Sunday Oliseh, 25enne centrocampista arrivato per rinforzare la mediana con il peso dei 10 milioni sborsati per portarlo a Torino. Una sola stagione nella “vecchia signora”, 19 presenze per un bilancio abbastanza sbiadito, prima dell’addio verso il Borussia Dortmund. Nella stessa stagione è Edwin Van Der Sar a fare lo stesso percorso: arrivato per 8,8 milioni per difendere i pali dei bianconeri, l’olandese mette in bacheca 1 Coppa Intertoto e trova 41 clean sheet in 88 presenze, nonostante un’andatura non sempre convinta.
Nella stagione 2000/01 invece, si registra il primo giovane talento: si tratta di Sergio De Windt, passato sottotraccia e autore di una carriera abbastanza anonima. Nel 2004 il primo acquisto pienamente riuscito: Zlatan Ibrahimovic è un capolavoro di mercato, un’intuizione da 16 milioni che porta a Torino uno dei talenti più impattanti sul calcio del ventunesimo secolo. Nel 2007 è il turno di Zdenek Grygera, terzino destro affidabile almeno nella prima parte della sua avventura in bianconero. Per lui 114 presenze all’attivo e due stagioni di Champions League. Impatto quasi nullo invece per Ouasim Bouy, che nel 2012 gioca una buona Viareggio Cup e impatta discretamente in Primavera, senza però incidere in prima squadra dove si affaccia con 1 sola presenza in Coppa Italia.
Terminiamo questo viaggio con il terzo acquisto più costoso nella storia del club: Matthijs De Ligt arriva nell’estate 2019 con le promesse e il potenziale di un futuro dominatore del calcio mondiale. Il bilancio a Torino però, è tiepido: difficoltà nell’imporsi anche a livello caratteriale, sprazzi di letture da grande centrale alternati ad amnesie difensive notevoli. Dopo 117 apparizioni, 8 gol, 1 Scudetto, 1 Supercoppa e 1 Coppa Italia, si chiude con più rimpianti che soddisfazioni la sua parentesi (in tutti i sensi) in bianco e nero.
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