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Come sarebbe la Juventus con soli giocatori del vivaio? Ecco l’ipotetica squadra bianconera
Come sarebbe la Juventus usando solo i giocatori cresciuti nel vivaio? Da Huijsen a Yildiz, l’ipotetica formazione fatta in casa.
La Juventus fatta in casa: la formazione con i prodotti del vivaio
Come sarebbe la Serie A se ogni squadra potesse schierare solo giocatori cresciuti nel proprio vivaio? Una domanda che negli anni ha acceso curiosità e qualche rimpianto. Perché dietro ogni club c’è un mondo sommerso fatto di talenti scoperti, coltivati, lanciati – o lasciati andare – che spesso continuano la loro carriera altrove, diventando protagonisti ai massimi livelli.
Noi di Mondoprimavera abbiamo deciso di trasformare questa domanda in un viaggio: una serie dedicata a tutte le squadre del massimo campionato, immaginando rose complete e formazioni titolari composte esclusivamente dai giocatori passati dal loro settore giovanile. Una sorta di universo parallelo in cui non contano i milioni spesi sul mercato, ma la qualità del lavoro svolto nel vivaio.
Per rendere l’esperimento credibile e coerente, abbiamo considerato solo i calciatori che hanno realmente fatto parte del percorso formativo del club per almeno una stagione completa nelle giovanili, arrivando fino alla categoria Primavera o comunque completando un ciclo significativo. Dalle stelle affermate agli outsider inattesi, da chi è rimasto a chi è diventato grande lontano da casa: tutti riconducibili a una radice comune.
Dopo aver dedicato la prima puntata al settore giovanile dell’Atalanta e aver analizzato il Bologna, il Cagliari, il Como, la Cremonese, la Fiorentina, il Genoa e l’Inter, è la volta della Juventus, una piazza che, soprattutto nelle ultime stagioni, ha puntato molto sui giovani. Pronti a scoprire come sarebbe la squadra bianconera costruita soltanto con i figli della sua cantera? Iniziamo il nostro viaggio.
I portieri made in Vinovo
Partiamo rigorosamente dai portieri, dove i guanti e la maglia di numero 1 andrebbe sulle spalle di Emil Audero (1997). L’estremo difensore italo-indonesiano, cresciuto nel vivaio bianconero, ha alle spalle diversi anni di Serie A e oggi difende i pali della Cremonese. Il suo vice potrebbe essere l’uruguaiano Franco Israel (2000), che oggi gioca con i cugini del Torino, mentre completa il reparto uno juventino doc come Carlo Pinsoglio (1990), terzo portiere proprio della Juventus.
La difesa cresciuta a Torino
La retroguardia bianconera sarebbe di altissimo livello. Sulla fascia destra adattiamo Koni De Winter (2002), centrale del Milan ma in grado di giocare anche come terzino. Al centro schieriamo invece una coppia internazionale composta da Dean Huijsen (2005), ceduto prima in Inghilterra e poi finito al Real Madrid, e Radu Dragusin (2002), difensore del Tottenham. Completa il quartetto titolare Leonardo Spinazzola (1993), con trascorsi nel settore giovanile della Juve e oggi al Napoli.
La Juventus ha sfornato così tanti ottimi elementi che avrebbe anche una difesa alternativa di tutto rispetto. A destra lo spagnolo Pol Lirola (1997), recentemente tornato in Italia – all’Hellas Verona – con a sinistra Nicolò Savona (2003) del Nottingham Forest, destro di piede ma in grado di agire anche sulla corsia opposta. Al centro Daniele Rugani (1994), formatosi tra Empoli e Juventus, e Tarik Muharemovic (2003), che dopo il vivaio bianconero si sta mettendo in mostra con il Sassuolo.
Il centrocampo di scuola bianconera
Andiamo avanti con il centrocampo: in cabina di regia spazio per l’argentino Enzo Barrenechea (2001), lanciato da Allegri alla Juve e oggi al Benfica. Ai suoi lati puntiamo sulla tecnica di Nicolò Fagioli (2001), ceduto alla Fiorentina, e sulla capacità di rifinitura di Fabio Miretti (2003), ancora in rosa nella Juventus di Spalletti.
Tra le alternative nel reparto mediano troviamo Hans Nicolussi Caviglia (2000) della Fiorentina e Grigoris Kastanos (1998), trequartista cipriota dell’Hellas Verona. Tra i tanti profili di scuola bianconera che militano in Serie B puntiamo su Filippo Ranocchia (2001), in forza al Palermo, e su Francesco Cassata (1997), tornato nella sua Spezia. Infine, un nome dalla Ligue 1 francese: Naouirou Ahamada (2002), giocatore dell’Auxerre.
L’attacco formato nel vivaio della Juventus
Chiudiamo il nostro percorso nella storia recente del vivaio della Juventus con gli attaccanti. Il tridente da noi scelto vede a destra l’argentino Matias Soulé (2003), sempre più importante per la Roma di Gasperini. Al centro spazio a Moise Kean (2000), uno dei prodotti più luminosi del settore giovanile bianconero: oggi è la punta di diamante della Fiorentina. Infine è impossibile non puntare su Kenan Yildiz (2005), stellina e numero 10 della Juventus nonostante la giovane età.
Interessanti anche le “riserve”: l’esperienza è sulle spalle di Ciro Immobile (1990), protagonista molti anni fa con la Primavera bianconera e oggi al Bologna. Sulle fasce ecco invece Samuel Mbangula (2004), che sta cercando di diventare grande in Germania con il Werder Brema e Kaly Sène (2001), finito al Middlesbrough dopo essersi messo in mostra nel vivaio della Juve.
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