FiorentinaIl calcio dei grandi
Kouadio, bene il rinnovo: ora serve fiducia e continuità in prima squadra
Il primo passo è stato compiuto: la Fiorentina ha blindato almeno idealmente Eddy Kouadio. Ma il minutaggio in prima squadra…
Kouadio, il rinnovo è il primo passo
Partiamo dai fatti, dall’evento potenzialmente spartiacque: Eddy Kouadio ha rinnovato il suo contratto con la Fiorentina fino al 2030. Un certificato della stima dell’ambiente che lo ha visto crescere calcisticamente e come uomo, ma sul piatto non c’è solo questo. Nel contesto di una stagione tremenda, sia per il condizionamento di eventi extra-campo tragici che per l’andamento terrificante in campionato, il classe 2006 ha ottenuto comunque poco spazio in prima squadra. Per far sì che i viola non abbiano blindato solo idealmente il talento dell’accademy, servono dunque nuove prospettive con i grandi, a partire da questo finale di campionato che si preannuncia in ogni caso turbolento…
Ambizione alimentata dal talento
“Arrivare a giocare ad alti livelli? Mister Galloppa mi disse che te lo devi sentire dentro, è diventato il mio mantra”. Queste le parole di Eddy Kouadio in una sua recente intervista. Noi aggiungiamo tutte quelle sensazioni che sul video si percepiscono, ma che per forza di cose a parole vanno raccontate e rese note. La sicurezza, la tranquillità con cui il classe 2006 parla di un tema delicato come l’entrare nel mondo dei grandi. Una sfrontatezza consapevole, di chi sa guardare la vita direttamente negli occhi, senza temere tutte le sue spallate. E allora potremmo concludere che chi ben comincia è a metà dell’opera.
Sì, perché questo atteggiamento lo trasferisce anche sul rettangolo verde: i 191 centimetri aiutano ad assorbire i contatti, ma il centrale non abbassa mai lo sguardo e cerca sempre di dominare gli uno contro uno col suo atletismo e la sua presenza fisica. Non a caso, ben presto è diventato un veterano della Fiorentina Primavera: Galloppa, il suo mentore nonché l’allenatore che per primo ne ha esaltato le caratteristiche, lo lancia nella stagione 23/24. Nell’annata del primo impatto con l’Under 19, mette a referto 9 presenze tra Campionato e Coppa Italia di categoria, partecipando attivamente alla cavalcata verso la vittoria di quest’ultima.
Nel 24/25 invece, ecco la consacrazione: 40 presenze tra Primavera 1, Coppa Primavera e playoff, condite da 2 gol, 1 assist e il suo apporto difensivo preziosissimo. Da qui in poi però, qualcosa si inceppa: non tanto nelle potenzialità dell’opportunità che gli viene offerta, quanto nell’effettivo impiego.
Il paradosso di un’opportunità
Quest’anno infatti, arriva la promozione in prima squadra, ma si affaccia tra i grandi solo in 7 occasioni, giocando in maniera più consistente in Conference League. L’Europa è il teatro di un apprendistato comunque limitato: 4 apparizioni e 117 minuti messi nel suo bagaglio di conoscenze, oltre a 4 tackle riusciti e 2 palloni recuperati. La sensazione quindi, è che Eddy Kouadio si trovi attualmente in un limbo, tra la chance di poter assaporare la Serie A e il mondo del professionismo e un minutaggio che non decolla anche per questioni di classifica. La stagione disastrosa sotto tutti gli aspetti della viola, sta influendo dunque su un processo di crescita che era arrivato all’ultimo stage. Con Vanoli infatti, solo 25 minuti in campionato e quell’apprendistato internazionale che brilla come unico spiraglio di luce in un periodo piuttosto opaco.
Il rinnovo del contratto deve quindi funzionare come trampolino, perché è una mossa che da una parte sottolinea la fiducia da parte dell’ambiente nel talento del nativo di Prato; mentre l’altro lato della medaglia mostra qualche crepa, dovuta alle poche chance in cui cercare la definitiva consacrazione.
Un aiuto però, arriva dai precedenti e, quasi in controtendenza con l’umore attuale, dalla situazione di classifica: Fortini, Kayode e Comuzzo sono esempi di quella linea tracciata nell’era Rocco Commisso, di quell’attenzione verso il talento del settore giovanile esploso poi in prima squadra. In più, proprio la forza della disperazione dovuta da un terzultimo posto da raddrizzare, potrebbe spingere il tecnico dei toscani a cercare soluzioni più ambiziose nei concetti. E saranno proprio quelle eventuali chance a determinare la direzione che prenderà l’annata di Kouadio.
Luca Ottaviano
Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook