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Una piccola luce nel momento più duro: Rao ancora a segno col Bari

Nel momento più difficile del Bari emerge Emanuele Rao: crescita, minuti e fiducia con Moreno Longo in panchina.

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Emanuele Rao, la piccola luce del Bari nel momento più duro

Quando la classifica stringe e l’urgenza prende il sopravvento, il calcio tende a rifugiarsi nell’esperienza. A Bari, invece, in una stagione diventata più complicata del previsto, una storia diversa sta trovando spazio. È quella di Emanuele Rao: arrivato in estate quasi in silenzio, rimasto ai margini nei primi mesi, oggi sempre più presente con l’arrivo di Longo in panchina. Una crescita che non fa rumore, ma che racconta molto del momento del Bari e del percorso di un giovane che sta imparando a stare dentro la difficoltà.

Un campo che non perdona

Il San Nicola, nei momenti delicati, è uno stadio che misura tutto. Le scelte, i tocchi, perfino le esitazioni. Per un giovane non è il contesto ideale per emergere, perché ogni errore pesa il doppio. Rao, invece, sta iniziando a muoversi come se quella pressione facesse parte del processo. Non cerca la giocata risolutiva a tutti i costi, ma prova a rendersi utile, dentro una squadra che spesso gioca più con la testa che con le gambe.

Da Ferrara a Bari, passando per la crescita

Il percorso di Rao non nasce oggi. Alla SPAL, in Serie C, aveva già mostrato continuità e personalità: una stagione da protagonista, con presenze costanti e numeri importanti per un esterno giovane, capace di incidere e di reggere responsabilità. Quel rendimento lo aveva portato a fare il salto di categoria, con l’approdo a Bari come banco di prova più complesso.

L’estate e l’attesa

L’impatto con la Serie B, però, non è immediato. Nei primi mesi Rao gioca poco, spesso a gara in corso. È una fase di osservazione, quasi di protezione. Il Bari fatica, la classifica non aiuta, e lo spazio per sperimentare è ridotto. In quel periodo Rao resta sullo sfondo, accumula minuti senza riuscire davvero a lasciare un segno continuo.

Il cambio di passo con Longo

La svolta arriva con l’avvicendamento in panchina. Con Moreno Longo, Rao comincia a essere considerato una risorsa vera. Aumentano i minuti, aumentano le responsabilità. Non è un lancio improvviso, ma una fiducia costruita partita dopo partita. E insieme allo spazio arrivano anche i numeri: più presenze dall’inizio, più coinvolgimento e anche qualche rete che certifica il salto di fiducia.

Numeri che vanno letti

I numeri stagionali di Rao non gridano al miracolo, ma raccontano una progressione chiara. Dopo una prima parte di campionato vissuta ai margini, il suo utilizzo è cresciuto sensibilmente con Longo, così come il peso offensivo. Gol e occasioni create non sono solo statistiche: sono il segnale di un giocatore che ha iniziato a credere di poter incidere anche a questo livello.

Gioventù dentro l’urgenza

In una squadra che lotta e che spesso sembra giocare col freno a mano tirato, Rao porta qualcosa di diverso: leggerezza, disponibilità, una certa incoscienza positiva. Non risolve i problemi del Bari, ma ne alleggerisce alcuni momenti. E soprattutto dimostra che affidarsi a un giovane, anche quando la classifica spinge verso scelte conservative, non è per forza un azzardo.

Una storia ancora in costruzione

Rao non è ancora un punto fermo, né deve diventarlo troppo in fretta. La sua stagione resta legata a doppio filo a quella del Bari. Ma dentro un campionato che chiede risposte immediate, la sua crescita è uno dei pochi segnali di continuità. Non una soluzione, ma una direzione. E, in questo momento, può bastare.

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