Nazionali Giovanili
Italia U21, esame Svezia: Baldini carica gli Azzurrini
Tra cielo e ambizione: gli Azzurrini volano verso Göteborg
C’è un momento, prima di ogni grande sfida, in cui il silenzio pesa più del rumore. È lì che si costruiscono le partite vere. Domani alle 18:30, a Göteborg, l’Italia U21 si gioca un pezzo importante del proprio cammino verso gli Europei del 2027 tra Albania e Serbia, affrontando la Svezia in una trasferta tutt’altro che banale. La squadra di Silvio Baldini arriva all’appuntamento dopo aver chiuso questa mattina la rifinitura a Tirrenia, prima del trasferimento nel pomeriggio con volo da Pisa verso Boras. Ultimo impegno di marzo, ottava gara del girone, con un percorso fin qui quasi impeccabile: 21 gol fatti, appena 5 subiti e 6 vittorie nelle prime 7 partite. L’unico passo falso resta il 2-1 in Polonia, che oggi guida il gruppo a quota 21 punti, tre in più degli Azzurrini secondi a 18.
All’andata fu una serata perfetta: 4-0 netto contro la Svezia, firmato dalla doppietta di Pisilli e dai rigori di Camarda e Berti. Ma il calcio cambia in fretta: domani, di quei marcatori, ci sarà soltanto Berti. Pisilli è volato tra i grandi con Gattuso, mentre Camarda è fermo ai box per un problema alla spalla, con rientro previsto ad aprile. Toccherà ad altri raccogliere il testimone.
Baldini: “Conta la squadra, conta l’idea, conta la crescita”
Nella conferenza stampa di vigilia a Tirrenia, Silvio Baldini ha trasmesso serenità e fiducia, senza lasciare spazio a dubbi o tensioni. Il commissario tecnico ha spiegato come le scelte di formazione non rappresentino un problema: “Non sarà difficile decidere, perché tutti si stanno allenando bene. Chiunque scenderà in campo mi dà garanzie”. Parole che raccontano di un gruppo compatto, che ha risposto presente anche dopo l’ultima uscita contro la Macedonia del Nord. Baldini insiste su un concetto chiave: identità. “I ragazzi hanno capito che devono essere squadra, avere un’idea precisa e portarla avanti durante la partita”. E i miglioramenti, secondo il tecnico, sono evidenti rispetto ai primi raduni: “Da settembre sono cresciuti tanto, anche grazie allo spazio che stanno trovando nei club”.
Nessuna preoccupazione, dunque, ma solo la consapevolezza di aver lavorato bene. Il percorso passa dalla quotidianità: “Devono migliorarsi ogni giorno, perché poi è la prestazione a portare i risultati”. Un’evoluzione che riguarda anche la fase difensiva, con tutti coinvolti nel sacrificio, e quella offensiva, più verticale e aggressiva. “Attacchiamo l’area, i centrocampisti si inseriscono e così sono arrivati tanti gol”. Sulla formazione, Baldini non si nasconde troppo: confermati dieci undicesimi, con l’unica novità rappresentata da Seydou Fini al posto di Luigi Cherubini, alle prese con un lieve problema alla schiena.
Infine, uno sguardo agli avversari: “La Svezia è fisica, non possiamo prenderla alla leggera. Dobbiamo imporre noi il gioco, con ritmo e intensità, restando corti per recuperare subito palla. Sarà una partita vera”.
Un filo azzurro che porta lontano: lo sguardo verso il Mondiale
Ma quella di domani non sarà l’unica notte azzurra! Perché poche ore dopo, alle 20:45, toccherà alla Nazionale maggiore giocarsi un passaggio fondamentale verso il Mondiale 2026 contro la Bosnia. Un appuntamento che pesa, e non poco, se si pensa che l’Italia manca dalla fase finale dal 2014, dall’ultima apparizione in Brasile. Da allora, un vuoto lungo più di undici anni, quasi 4300 giorni: un’eternità per una Nazionale con quattro stelle sul petto. Baldini lo sa bene, e il suo pensiero va oltre l’U21: “Facciamo tutti parte della stessa famiglia. Il nostro cuore, i nostri occhi e le nostre orecchie saranno lì”. Un messaggio chiaro, diretto al gruppo guidato da Gennaro Gattuso, che si gioca tutto in novanta minuti (più eventuali tempi supplementari e calci di rigore). E in quel gruppo ci sono anche tracce del lavoro fatto in Under 21: ragazzi cresciuti sotto la gestione Baldini, come Pisilli e Palestra, già protagonisti con i “grandi”. Segno che il percorso è uno solo, e che ogni passo, anche quello di Göteborg, può avvicinare un sogno molto più grande.
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