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Milan Futuro… ma il presente cosa dice? Come stanno andando i “fuori sede”

Il Milan continua nel suo processo di crescita del proprio gruppo giovani. Ma come stanno andando i talenti “fuori sede”?

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Zeroli Milan
Zeroli Milan

Milan, come va la stagione dei giovani “fuori sede”?

Da Camarda Comotto: il Milan del futuro passa anche per il presente. Sono tanti i prodotti del settore giovanile che ancora devono plasmare la propria carriera nel club di via Aldo Rossi. Una storia che si arricchisce di pagine importanti e di tappe intermedie, rappresentate dai prestiti in Serie B o in Serie A. Proviamo dunque a delineare un bilancio provvisorio sulla stagione dei baby rossoneri fuori sede.

L’apprendistato dei diamanti grezzi

Nel film dei fratelli Safdie, i “diamanti grezzi” sono calamite di negatività, che avvolgono i protagonisti in una spirale di eventi dal retrogusto tragico. Il Milan invece, vuole ribaltare completamente questa prospettiva, facendoli diventare portatori sani del cambiamento e della crescita. E, almeno in parte, sembra riuscirci: c’è un nucleo di talenti che si è momentaneamente allontanato dall’orbita rossonera, per fare poi ritorno alla casa base possibilmente con un bagaglio di conoscenze maggiore.

L’esponente principale è sicuramente Francesco Camarda: stagione decisamente in chiaroscuro a Lecce, con quell’unico gol a tingere di azzurro un cielo terso. Per lui il futuro è decisamente a tinte rossonere, ma la prima stagione in Serie A ha portato più dubbi che certezze; incognite che andranno allontanate nel finale di questa annata e nella prossima.

Ad attirare i riflettori è anche Christian Comotto, che allo Spezia ha trovato una dimensione che gli calzasse come un vestito su misura, anche se i risultati di squadra non sono esaltanti. Il futuro potrebbe regalare orizzonti di Serie A, con tanti club alla finestra e un contratto che lo lega al Milan fino al 2028. Intanto però, la missione è finire in crescendo la stagione, provando a contribuire alla salvezza del club ligure. Chi ha già terminato (suo malgrado) le cartucce da sparare in questa annata, è Alphadjo Cissé: scelta forte del mercato di gennaio, ma parcheggiato a Catanzaro fino a giugno, il classe 2006 aveva brillato con una scintillante prima parte di campionato da 6 gol e 1 assist, prima di rimediare uno strappo agli adduttori che lo proietta già con lo sguardo al prossimo capitolo, da scrivere al Milan.

Kevin Zeroli invece sta vivendo un anno di grandi cambiamenti: prima il Monza, poi la Juve Stabia, sempre nel segno di una Serie B allenante e stimolante. Per lui 12 presenze totali 1 gol, nel 3-3 del 7 febbraio contro il Padova. All’orizzonte c’è il rientro a casa, quel Milan che lo ha accolto da teenager e che potrebbe rigirarlo in prestito (opzione più accreditata) o aggregarlo in prima squadra

Dal Milan del presente al Milan… Futuro

Perdonate il continuo e facile gioco di parole: per ora, il Milan dei giovani ha il… Futuro incerto. Sembrava un progetto con prospettive di crescita impressionanti, ma la retrocessione in Serie D ha fatto azionare il freno, con i ragazzi di Oddo proiettati in una realtà totalmente diversa dal professionismo. Un contesto che non ammette cali di temperatura, e i rossoneri lo hanno provato sulla propria pelle: una stagione sulle montagne russe, tra partenze lanciate, un mese di ottobre da incubo e continui giri della morte a cavallo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Adesso, la strada è praticamente tracciata: la promozione diretta dista 13 punti, mentre le prospettive reali di classifica vanno dal secondo al settimo posto, racchiusi in cinque lunghezze. Insomma, il ritorno in Serie C è legato inevitabilmente al finale di stagione e ad una probabile (ma non ancora certa) post-season.

I soliti noti

Chi avrà dunque il compito di alzare i giri del motore? Il gruppo ha dei leader tecnici e carismatici, ma la gestione (soprattutto in chiave prima squadra) è molto contorta. In porta c’è il solito Lorenzo Torriani, che nelle tournée estive dà sempre segnali e impulsi da talento cristallino, ma viene puntualmente relegato ad un ruolo più marginale. Quest’anno ha portato a casa 3 clean sheet, incassando 15 gol in 13 presenze, ma soprattutto guardando gran parte della Serie A dalla panchina. A centrocampo c’è Emanuele Sala a garantire dinamismo e soluzioni, con la sua profondità di campo e le letture anche negli inserimenti a fari spenti. Nelle ultime settimane ha ereditato anche la fascia da capitano, certificando un passaggio di… status: dall’idea del centrocampista totale, alla solida realtà di un ministro del ruolo.

La zona offensiva

L’attacco ha perso a gennaio Maximilian Ibrahimovic, il suo accentratore, l’ispiratore primario, ma ha altre questioni aperte. In primis, il “paradosso Chaka Traoré“: il classe 2004 è un mistero irrisolto, perché la sua carriera sembra aver preso la corrente dalla parte opposta. Nel 23/24 l’esordio in prima squadra e la parentesi in prestito in Serie B al Palermo. Ma nel 24/25 arriva la Serie C con Milan Futuro, mentre quest’anno sta continuando la sua parentesi nell’U23 in Serie D. Insomma, un continuo ridimensionamento decisamente in controtendenza con le premesse iniziali. Con lui, dovranno ingranare marce più alte anche Lorenzo Ossola (aggregato dalla Primavera e a quota 3 gol in 13 presenze) e il volto nuovo Yahya Idrissi, che sta completando una prima fase di rodaggio in U19.

Luca Ottaviano

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