Il calcio dei grandi
Non solo Tresoldi: da Stankovic a Spileers, al Bruges si coltiva il talento
Bruges, non solo Tresoldi: gli artisti fiamminghi fanno calcio
L’arte, come tutte le cose nella vita, ha un suo percorso; ebbene, la tensione evolutiva del Belgio, ha portato i fiamminghi a spostarsi dalle arti visive a quelle più pratiche, posando il pennello e prendendo il pallone da calcio come musa ispiratrice per il proprio cambiamento. In questo senso, il terreno di gioco è diventata la tavolozza su cui riscrivere la storia del paese, plasmando generazioni di talenti. Il centro gravitazionale del movimento belga è senza dubbio il Bruges, club appena uscito (a testa altissima) dalla Champions League. Una squadra che ha dimostrato, una volta di più, che puntare sui giovani è una scelta vincente se si vuole costruire.
Da Tresoldi a Stankovic: il talento come motore del successo
Visione, programmazione e coraggio: gli ingredienti principali nella ricetta Bruges sono questi. E il risultato finale non è il proverbiale “mappazzone”, ma una commistione di stili molto interessante. Ebbene sì, perché nel panorama della Champions League, dove ogni passo falso può essere fatale, i nero-azzurri hanno dimostrato di saper attendere l’esplosione definitiva dei propri talenti, alimentando un ottimo percorso fino a sfiorare gli ottavi di finale. Una storia che parte da lontano, ovvero da due turni preliminari superati quasi in scioltezza, e contro avversarie non scontate. Salisburgo regolato con un 2-3 e un 1-0, mentre i Rangers sono stati dominati, con un 6-0 al ritorno che risuona come una dichiarazione d’intenti.
A salire in cattedra sono, in particolar modo, Romeo Vermant (attaccante classe 2004, 2 gol in 3 presenze durante i preliminari di Champions) e uno dei leader tecnici, Christos Tzolis (esterno d’attacco classe 2002, incisivo con 1 rete e 4 assist nelle 4 gare dei preliminari). Il mazzo però si arricchisce gradualmente di jolly, con gli acuti di tanti altri interpreti che si uniscono ad un coro che difficilmente stecca. Il girone unico parte con un secco 4-1 al Monaco, per poi flettere la curva improvvisamente verso il basso: sconfitte con Atalanta, Bayern, Sporting e Arsenal; nel mezzo un pareggio con il Barcellona, con i blaugrana che erano sotto 3-1. Da qui, il cambio di passo: 4-1 al Kairat e 3-0 al Marsiglia di De Zerbi; biglietto per i playoff staccato.
Nel percorso, brillano anche le stelline di Nicolò Tresoldi, Carlos Forbs, Aleksandar Stankovic e Joel Ordonez.
La corsa in Champions si arresta, ma la maratona continua
Il progetto del Bruges guarda chiaramente al medio-lungo periodo, ed è per questo che la frenata in Champions League non compromette ciò che è stato costruito. In particolare, le tracce del lavoro si vedono nella produzione di talento, che ha permesso ai fiamminghi di rimanere competitivi con la terza rosa più giovane della competizione, con età media di 24,0 anni e dietro soltanto al Psg (23,9) e al Chelsea (23,4). In difesa, stiamo assistendo alla consacrazione di Joel Ordonez, classe 2004 ecuadoriano, centrale roccioso, dinamico e fattore nelle palle inattive (3 gol stagionali). Sta prendendo quota anche la crescita di Jorne Spileers, 2005 belga pronto a recitare il ruolo di ministro difensivo. Sulla corsia di sinistra, Joaquin Seys sprinta con regolarità e ha concretizzato il passaggio di consegne da De Cuypers, prendendosi la fascia grazie agli spunti nell’ultimo terzo di campo.
In mediana, oltre alla certezza Onyedika, si sta facendo le ossa Aleksandar Stankovic: classe 2005, regista con visione e tempi di inserimento, a fine stagione tornerà all’Inter con un bagaglio di conoscenze molto più ampio e un’esperienza da titolare in Europa. In avanti, Tzolis ha cifre da accentratore, con 38 presenze condite da 12 gol e 16 assist; lo accompagnano Forbs, esterno classe 2004, rapido e con un grande allungo, che aggiunge alla sua stagione da 37 partite, 6 reti e 9 offerte ai compagni. Infine, il talento più chiacchierato, quel Nicolò Tresoldi che, mentre sogna assist da Leao con la maglia del Milan, incanta a Bruges con 13 timbri, cifre da top scorer stagionale.
Insomma, nelle fiandre si pensa calcio di qualità, e in Europa se ne stanno accorgendo sempre di più. Citofonare a casa Milan, che negli ultimi anni ha chiuso operazioni come De Ketelaere e Jaschari, prodotti proprio del vivaio Bruges.
Luca Ottaviano
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