Idee & Consigli
L’Italia verso una radicale riforma del mercato: le licenze per il gioco online adesso sono solo 52
La riforma italiana ha comple͏tamente cambiato e rinnovato le regole del gioco online. Adesso, le concessioni sono poche e gli operatori attivi sono 46. Non ci sono più le skin e i siti clone. Ogni licenza vale 7 milioni di euro e dura 9 anni. Lo Stato prevede di incassare 364 milioni di euro grazie a questo passaggio.
In pratica, l’offerta adesso è più compatta perché ci sono meno licenze in circolazione, quindi per gli utenti è più semplice scegliere gli operatori migliori. Le procedure sono più lineari e tutto è più trasparente, anche i bonus di benvenuto casinò hanno dei termini e delle condizioni molto chiari, sono pensati proprio per far prendere confidenza agli utenti alle prime armi. Puoi approfittare dei bonus per esplorare la piattaforma e per testare i titoli, senza la paura che qualcosa possa andare storto. Dal 13 novembre 2025, se avevi un conto su una skin, lo ritrovi sul sito principale del tuo operatore, con le stesse credenziali.
Cosa significa passare da centinaia di brand a 52 licenze operative
Il cambio è strutturale, si passa da un mercato fatto di centinaia di marchi e di skin a un elenco ADM con solo 52 domini autorizzati. È una cura dimagrante che riduce la frammentazione, perché ogni concessionario mantiene un unico sito ufficiale e i portali collegati cessano l’attività o migrano. Secondo gli aggiornamenti post-riordino, più di 350 skin sono state rimosse dagli elenchi pubblici.
Il nuovo regime è entrato in vigore il 13 novembre 2025 e da quel giorno sono operative le 52 concessioni dalla durata di 9 anni, con i vecchi titoli cessati e i nuovi siti in linea con le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
La regola è che adesso c’è un dominio unico per ogni operatore. Niente più siti gemelli con brand terzi: si entra da un indirizzo principale, facilmente riconducibile al concessionario. Per gli utenti la migrazione è stata guidata, con la riattivazione dei conti sul sito principale e con la continuità del saldo e delle credenziali. In pratica, che tu sia un appassionato di calcio o di basket, c’è meno dispersione, ci sono meno link dubbi e il marchio titolare viene messo al centro.
Per verificare dove giocare, fa fede l’elenco ADM dei domini autorizzati aggiornato al nuovo assetto. Se compare in lista vuol dire che quell’operatore ha ottenuto la concessione, se non compare non è un portale di riferimento del nuovo regime.
Quanto costa una concessione e perché la soglia di ingresso è così alta
C’è da dire che i numeri hanno fatto un po’ discutere. Ogni licenza costa 7 milioni di euro una tantum, dura 9 anni e prevede un canone annuo pari al 3% del margine netto. In più, ai gruppi è consentito detenere al massimo cinque concessioni. Questi paletti alzano l’asticella di ingresso e spingono a degli investimenti più selettivi sui marchi, sulla tecnologia e sulla compliance.
In pratica:
- 7 milioni di euro per licenza, durata di 9 anni, canone 3% sul GGR netto.
- Dominio unico per ogni concessionario e limite massimo di cinque licenze per gruppo.
Con 46 operatori per 52 concessioni, la mappa competitiva si fa più compatta. L’aggiudicazione ha generato per l’Erario circa 364 milioni di euro, solo di upfront, segnale che i player rimasti hanno le spalle larghe e dei piani industriali solidi. Nel breve periodo ci si può aspettare un focus sui prodotti core, sulle campagne mirate sui canali ufficiali e sulle collaborazioni più strutturate con i provider di contenuti.
Per i giocatori cosa cambia: c’è meno confusione e i riferimenti sono più chiari
La prima differenza è la semplicità. C’è un unico sito per operatore, ci sono dei percorsi di registrazione standardizzati e anche le pagine promo sono più chiare. Le credenziali già in uso sulle skin o sui marchi collegati funzionano sul dominio ufficiale e i saldi vengono migrati secondo le istruzioni degli operatori. Per chi gioca, vuol dire che non bisogna star lì a cercare il link giusto e che c’è una relazione più diretta con chi gestisce la concessione.
Quindi, ecco cosa è cambiato:
- Liste ADM più corte ma leggibili, con 52 domini ufficiali e skin non più operative.
- Offerte e comunicazioni convogliate sul sito principale, con identità di brand più netta e percorsi di assistenza centralizzati.
Con il taglio a 52 licenze e l’addio alle skin, l’Italia ha scelto un mercato più ordinato e riconoscibile. I dati raccontano un settore che concentra gli investimenti su pochi operatori solidi, con delle regole omogenee e dei canali ufficiali univoci. L’impianto economico delle licenze, tra fee di 7 milioni e 3% annuo, spinge a delle strategie più selettive, mentre l’avvio del 13 novembre 2025 ha già dato forma al nuovo perimetro con 46 concessionari operativi. Per chi gioca, l’esperienza si fa più semplice e lineare. Per i brand, la partita si gioca sui prodotti, sulla tecnologia e sulla qualità del servizio, più che sulla moltiplicazione dei siti e dei marchi.
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