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ESCLUSIVA – Dietro il primato del Como: visione, dati e lo sviluppo del talento. L’intervista ai match analyst della Primavera lariana

Come lavora la capolista del Como Primavera? Intervista a Sami El Bouziri e Filippo Artifoni tra match analysis e sviluppo individuale dei talenti.

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Esultanza Como

Oltre i dati: il metodo Como Primavera tra analisi tattica e crescita umana

Il campo dice +4 sulla diretta inseguitrice, il Lecco, a sole cinque giornate dalla fine di un campionato di Primavera 2A fin qui dominato. Ma per il Como, la classifica è solo la punta dell’iceberg. Dietro i risultati della capolista guidata da mister Buzzegoli c’è un lavoro meticoloso che mette al centro non solo il tabellino, ma la crescita olistica del calciatore.

In questa intervista doppia, entriamo nella “sala macchine” del club lariano con Sami El Bouziri (Team Analyst) e Filippo Artifoni (Responsabile dello sviluppo individuale). Due professionisti che, tra algoritmi, analisi video e coaching, ci spiegano come si costruisce il futuro di una società ambiziosa, dove vincere il campionato è l’obiettivo, ma massimizzare il potenziale dei giovani è la vera missione.

Il tuo è uno dei mestieri più ambiti dai giovani appassionati del mondo calcistico. Lo consiglieresti ai ragazzi?

Filippo Artifoni: “Lo consiglierei senz’altro a coloro che, oltre alla passione, possiedono grande curiosità, spirito di abnegazione e capacità di adattamento. Dal mio punto di vista, è importante che il ruolo di analista sia interpretato con flessibilità: le competenze tecniche sono sì importanti, ma devono essere abbinate alla conoscenza e alla comprensione delle dinamiche “sfumate” del gioco”.

Sami El Bouziri: “È un ruolo ancora relativamente nuovo, soprattutto nei settori giovanili, ma negli ultimi anni l’interesse è cresciuto molto, anche grazie alla diffusione di contenuti legati all’analisi tattica e ai dati. Lo consiglio a chi ha una forte passione per il calcio e curiosità verso la sua componente strategica. È un lavoro che richiede studio, attenzione al dettaglio e capacità di leggere il gioco in profondità”.

Come ti sei appassionato al lavoro di match analyst e come ti sei sentito quando è arrivata la chiamata del Como?

Filippo Artifoni: “Il mio è un percorso lungo, che parte da studi specifici nel Regno Unito e passa attraverso lo svolgimento di diversi ruoli all’interno degli staff tecnici. Negli anni ho ricoperto mansioni di coaching, analisi e direzione tecnica. Se si ama questo sport, bisogna saperne apprezzare le sfaccettature e declinare le proprie abilità e conoscenze in base al contesto in cui si opera. La chiamata del Como, tramite l’Head of Development Osian Roberts, è stata una grande soddisfazione. Tuttavia, quello del calcio è un mondo in cui non si ha mai tempo di sedersi sugli allori, ed è proprio questo il bello”.

Sami El Bouziri: “Il mio percorso inizia nel 2016 alla Cardiff Met University, in Galles, dove ho studiato Sports Coaching. Durante l’università ho avuto modo di approfondire la match analysis attraverso alcuni moduli specifici, e da lì è nata la passione per l’analisi strutturata del gioco. La chiamata del Como è stata molto gratificante: avevo individuato la società come l’ambiente ideale per il mio modo di vedere il calcio, soprattutto per la coerenza tra prima squadra e settore giovanile. Entrare in un contesto così organizzato e ambizioso è stato uno stimolo importante”.

In che modo vengono comunicate le informazioni prima, dopo e durante le partite? Qual è la differenza nel modus operandi?

Filippo Artifoni: “Questo è un macro-tema di cui potremmo discutere per ore. Lascio onore e onere a Sami, che svolge effettivamente il ruolo di Team Analyst”.

Sami El Bouziri: “La comunicazione cambia nei tempi e nei modi, ma l’obiettivo resta lo stesso: supportare lo staff e la squadra nel processo decisionale. Durante la settimana il lavoro è continuo: analizziamo gli allenamenti, lo sviluppo individuale e le caratteristiche degli avversari. I video sono lo strumento principale per trasferire concetti chiari e costruire il piano gara, evidenziando sia i punti di forza che le criticità. Nel post-partita, l’analisi si divide tra collettivo e individuale: da un lato valutiamo quanto la squadra abbia rispettato il piano gara, dall’altro analizziamo la performance dei singoli all’interno del sistema. Utilizziamo sia video che dati, soprattutto per un’autoanalisi. Durante la gara, invece, la comunicazione è rapida e costante. Il focus è capire subito eventuali adattamenti degli avversari e fornire indicazioni utili alla panchina per correzioni in corsa, sempre nel rispetto dei nostri principi di gioco”.

Il lavoro di Artifoni ed El Bouziri, tuttavia, non si esaurisce davanti a un monitor o nel chiuso di un ufficio. Se nella prima parte della nostra chiacchierata sono stati svelati i segreti “tecnici” della match analysis, la sfida vera si sposta ora sul campo e nelle relazioni umane. In un calcio giovanile che corre veloce, dove il Como si trova a gestire la pressione del primato, diventa fondamentale capire come trasformare i dati in messaggi efficaci per i ragazzi.

È risaputo che la società Como miri maggiormente alla crescita dei talenti piuttosto che al solo risultato: questo rende il modo di lavorare diverso rispetto ad altre realtà?

Filippo Artifoni: “Senz’altro. All’interno dello staff tecnico ricopro il ruolo di Responsabile del programma di sviluppo individuale, la cui istituzione dice molto sulla visione del club. Ancor prima dei risultati nel breve termine, la società ci chiede di effettuare un tracciamento olistico del progresso dell’atleta che consideri ogni area prestativa e permetta di stilare piani di sviluppo tecnico-tattico, fisico e psico-sociale. Solo attraverso questo lavoro meticoloso dietro le quinte la società vuole perseguire i risultati sportivi. Un esempio è il fatto che, in Primavera, diversi ragazzi giochino “sotto età” per favorirne lo sviluppo, pur a fronte di qualche inevitabile peccato d’inesperienza”.

Sami El Bouziri: “Assolutamente sì. Il focus sullo sviluppo dei giocatori orienta tutto il nostro lavoro. L’analisi è mirata alla crescita individuale all’interno di un contesto collettivo ben definito. Ci concentriamo meno sul singolo episodio e più sulla qualità e sulla coerenza della performance nel tempo. Questo richiede un lavoro molto preciso e allineato con le idee del club”.

I ragazzi della Primavera sono “nativi digitali”: credi sia più facile comunicare con loro rispetto a chi gioca in prima squadra?

Filippo Artifoni: “Penso proprio di no! L’adolescenza è un periodo estremamente complesso e i nostri ragazzi sono spesso esposti a livelli di stress poco comuni per i propri coetanei. Ciò è acuito dal fatto che le nuove generazioni sono sovrastimolate e hanno capacità di apprendimento differenti rispetto al passato (non migliori o peggiori, semplicemente diverse). Ciò rende cruciale l’aspetto pedagogico: il “come” si trasmette un concetto è importante quanto il concetto stesso”.

Sami El Bouziri: “Sono sicuramente più abituati agli strumenti digitali e questo facilita la trasmissione delle informazioni. Allo stesso tempo, però, è fondamentale essere sintetici ed efficaci: assorbono molte informazioni, ma per trasferirle in campo serve chiarezza. Per questo proponiamo contenuti mirati, diretti e facilmente applicabili”.

C’è mai stato un calciatore o una squadra che avevate preparato in un determinato modo, ma che poi si è rivelata differente dalle aspettative?

Filippo Artifoni: “Il calcio è multifattoriale e le variabili sono infinite: è naturale incontrare situazioni diverse da quelle preventivate. Il valore di uno staff si misura anche nella capacità di reazione agli scenari inaspettati. Passo ancora la palla a Sami che, come Team Analyst, saprà approfondire con esempi di merito”.

Sami El Bouziri: “Sì, è successo. Alcune squadre hanno cambiato struttura rispetto a quanto analizzato. In questi casi, però, il nostro approccio resta coerente: lavoriamo su principi di gioco solidi. Durante la partita possiamo fare piccoli aggiustamenti, soprattutto nelle uscite in fase di non possesso o nell’occupazione degli spazi in fase di possesso, ma senza mai perdere la nostra identità”.

Qual è la tua più grande soddisfazione da quando ricopri questo ruolo?

Filippo Artifoni: “Il calcio è uno sport sociale e le soddisfazioni più grandi sono di carattere umano. Ho avuto modo di stringere legami forti con i ragazzi; ultimamente, uno di loro ha fornito prestazioni di alto livello dopo mesi di ambientamento difficili. Accompagnare un giovane in un percorso di sacrificio e constatarne il miglioramento è una grande gioia. Certo, anche il primo posto in classifica non è male…”

Sami El Bouziri: “Lavorare in un ambiente competitivo con richieste chiare. Questo mi permette di crescere ogni giorno e di contribuire concretamente allo sviluppo dei giocatori. Sapere di poter incidere sulla crescita dei ragazzi è l’aspetto più gratificante”.

Nella stagione fenomenale del Como Primavera c’è la vostra mano: dove possono arrivare questi ragazzi con mister Buzzegoli e quanto credete nella promozione in Primavera 1?

Filippo Artifoni: “Mister Buzzegoli è fenomenale, non solo nel trasmettere i principi di gioco, ma anche nel trascinare i ragazzi con la sua energia contagiosa. Con lui la squadra sta riuscendo ad abbinare gioco, sviluppo a lungo termine e risultati. Ci crediamo: non è un’ossessione, ma un obiettivo chiaro che vogliamo raggiungere senza trascurare la crescita dei singoli. Grazie al Mister, staff e squadra sono un’unità coesa”.

Sami El Bouziri: “Credo molto nel lavoro che stiamo facendo. Il Mister è un professionista che stimo per dedizione e il gruppo risponde bene. La società ci mette a disposizione giocatori di qualità e strumenti di alto livello. Il nostro obiettivo resta lo sviluppo dei ragazzi: i risultati sono una conseguenza del lavoro quotidiano. Siamo fiduciosi e vogliamo continuare su questa strada”.

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