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ESCLUSIVA – Lorenzo Lepore: “Vi racconto il mio ponte tra Firenze e i Balcani, da Jakirovic alla Fiorentina di Galloppa”

Intervista a Lorenzo Lepore: dai retroscena su Jakirovic e Mlacic al primato della Fiorentina. Il futuro di Galloppa e la sfida con la Bosnia.

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Lorenzo Lepore

Il ponte tra Firenze e i Balcani: la “scuola” croata e il futuro della Fiorentina

Se il calcio giocato ha i suoi talenti precoci, il giornalismo sportivo ha trovato in Lorenzo Lepore il suo “top player”. Classe 2005, Lorenzo si trova in quella che potremmo definire la Primavera dei giornalisti: ha l’età per giocare il campionato giovanile, ma la stoffa, i contatti e la visione di un veterano della Serie A. In questa chiacchierata esclusiva, l’esperto di mercato della Fiorentina e del calcio balcanico ci racconta come sia passato dalle dirette Twitter durante il Covid ai microfoni della BBC e di Sportitalia, analizzando il momento d’oro della Fiorentina Primavera di Galloppa e i segreti delle accademie croate.

Lorenzo, il tuo percorso è fulmineo: dalle dirette sui social a realtà come Sportitalia e TuttoMercatoWeb. Com’è nata la tua specializzazione sul calcio balcanico e sulla Dinamo Zagabria?

“Sì, tutto è nato durante il periodo del Covid. Ho iniziato con delle semplici dirette su X per commentare le partite e i movimenti della Fiorentina. Ho notato subito un grande seguito e da lì sono partite le prime collaborazioni. La vera svolta è arrivata grazie a un’esclusiva sulla trattativa tra lo Shakhtar Donetsk e la Fiorentina per Dodô. In quell’occasione fu fondamentale l’aiuto di un grande amico, Luca Bendoni, che ha la mia stessa età e mi ha supportato in questo viaggio: grazie a lui riuscii a trovare il contatto giusto all’interno del club ucraino. Da quel momento il meccanismo non si è più fermato. Nell’estate del 2022 ho seguito la trattativa tra Dinamo Zagabria e Fiorentina per Šutalo e lì è nata la mia specializzazione sui Balcani. I tifosi croati iniziarono a chiedersi come un ragazzo italiano potesse dare notizie così affidabili sul loro club principale. Oggi, con progetti come Balkans Sports, copriamo tutti i mercati di quell’area, arrivando a collaborare con testate come la BBC News. È un percorso di crescita continua che mi ha portato prima a TuttoMercatoWeb e poi a Sportitalia.”

Talenti balcanici in Italia

Hai seguito da vicino l’arrivo di Leon Jakirovic all’Inter dalla Dinamo Zagabria. Finora sta faticando in Primavera: cosa dobbiamo aspettarci da questo 2008?

“È una trattativa che ho seguito molto bene. Sicuramente ci si aspettava di più, visto che aveva già esordito in prima squadra con la Dinamo contro il Milan. Credo però che vada aspettato: sta attraversando il classico periodo di ambientamento. Il livello del calcio croato è inferiore a quello italiano e l’impatto fisico e tattico richiede tempo. Ha un’ottima personalità, gamba e tecnica; può fare tutta la fascia o giocare come difensore. L’Inter ha fatto bene a investirci, le sue qualità verranno fuori.”

A proposito di talenti balcanici, che idea ti sei fatto di Mlacic dell’Udinese? Anche lui era stato cercato dall’Inter.

“È un ottimo calciatore, tra i futuri titolari della nazionale croata. È pronto per il calcio dei grandi. L’Inter aveva l’accordo con gli agenti, ma il ragazzo, spinto anche dal padre, ha preferito l’Udinese per un progetto che gli garantisse continuità. Ha dimostrato grandi cose in un ambiente difficilissimo come l’Hajduk Spalato, dove la pressione è incredibile — Gattuso stesso ha riferito che Spalato è più pressante di Napoli o Marsiglia. All’Udinese può crescere con serenità, senza l’obbligo del risultato immediato. L’Inter ha perso un altro gioiellino.”

L’ostacolo Bosnia verso il sogno Mondiale

Domani c’è una sfida decisiva per l’Italia contro la Bosnia. Tu che vivi “tra due mondi”, che partita ti aspetti e perché la Croazia continua a produrre campioni come Modric nonostante i pochi abitanti?

“C’è un aspetto culturale: in Croazia il calcio è vissuto in modo viscerale, ma la vera differenza la fanno le accademie formidabili di Dinamo, Hajduk e Lokomotiv. L’Italia è venti volte più grande, ma a livello di scuola calcio la Croazia è avanzatissima. Per quanto riguarda la partita di domani, tifo Italia senza dubbi, ma sento il carico dei miei amici bosniaci: per loro è un sogno. La Bosnia ha crack come Dzeko e Demirovic, ma gioca sotto ritmo rispetto all’Italia. Gli azzurri dovranno essere solidi e coraggiosi in un ambiente che sarà un catino.”

Sulla Fiorentina

Torniamo a Firenze. La Primavera di Galloppa è prima in classifica insieme alla Roma. Questa posizione rispecchia quanto visto in campo?

“La stagione di Galloppa è un ottimo esempio di quello che dovrebbe essere il calcio giovanile. Penso che l’allenatore sia pronto per il grande salto, probabilmente già su una panchina di Serie B l’anno prossimo, perché possiede grandi qualità tecniche e umane. La squadra ha una qualità immensa: penso a Leonardelli (portiere 2006 di grandi prospettive), Balbo, o Trapani, un terzino molto intelligente che vedremo presto nel giro della prima squadra. C’è anche Eman Kospo, difensore bosniaco scuola Zurigo preso dal Barcellona, un prospetto top. La Fiorentina continua la sua grande tradizione di rampa di lancio per i giovani.”

Si parla molto dell’addio di Galloppa a fine stagione. Chi vedi come suo successore e dove immagini il mister l’anno prossimo?

“Un probabile intreccio potrebbe vedere Aquilani al Sassuolo (visto che sta facendo bene a Catanzaro) o verso altre piazze di Serie A. Qualora il posto del Catanzaro dovesse liberarsi, penso che Galloppa potrebbe andare lì. Per la successione sulla panchina della Primavera Viola, credo che la società opterà per una soluzione interna: Marco Capparella, che ha appena vinto il Torneo di Viareggio con l’Under 18, è il profilo più accreditato.”

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