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Storie di Primavera

In una stagione segnata da continui cambi di scenario e da due soste per le nazionali, sia nel Campionato Primavera 1 che nella Serie A sembrano chiari i rapporti di forza: le due milanesi comandano in maniera relativamente agevole, le altre inseguono ma ogni tanto perdono il passo. Al momento però, a comandare in entrambi i campionati c'è il Milan, con Abate e Pioli che per ora sembrano muovere meglio le pedine nello scacchiere nei confronti di Chivu e Inzaghi. Proviamo quindi ad analizzare il momento dei rossoneri, ricordandoci però che siamo alla primissima tappa di un gran premio della montagna e che la stagione è ancora lontana dalla parola “fine”.

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DA INCUBO RETROCESSIONE A SOGNO SCUDETTO: I SEI MESI DEL MILAN DI ABATE

L'incredibile trasformazione da crisalide a farfalla dei rossoneri guidati da Ignazio Abate è l'esempio di come il duro lavoro e le idee siano il motore di questo sport. Il momento della svolta infatti arriva nel mese di Aprile della scorsa stagione: i rossoneri non hanno più speranze di agganciare il treno playoff e all'orizzonte si staglia uno scenario che mette i brividi, perché le altre dietro stanno ingranando le marce alte e la classifica è sempre più corta. E' proprio l'incubo della lotta per non retrocedere a svegliare dal torpore i ragazzi di Abate, che nelle ultime sette di campionato ritrovano convinzione e continuità in zona gol. Con la salvezza raggiunta al fotofinish, la off-season del Milan è fatta di riflessioni, ma l'operato molto convincente in Youth League (dove Abate cadrà solamente in semifinale) è sufficiente per la riconferma del tecnico originario di Sant'Agata de' Goti; ai blocchi di partenza del nuovo Primavera 1 si presenta un Milan veramente indiavolato, che a suon di prestazioni e prepotenza fisica e tecnica prende in mano il timone del campionato e non sembra volerlo cedere. 

TRA SFRONTATEZZA E UN PO' DI SANA FOLLIA: IL MILAN HA LE IDEE CHIARISSIME

Quello del Milan di Abate è un sogno lucido che si poggia su basi solide: il tecnico campano infatti sembra aver trovato una formula vincente indecifrabile per le avversarie, capace di garantirgli imprevedibilità negli ultimi metri di campo ma anche dominio del gioco e degli spazi. La cerniera difensiva è invalicabile, con Simic a prendere il ruolo di leader carismatico e gli esterni ad offrire opzioni in più nella metà campo offensiva; con quattro gol subiti i rossoneri sono secondi solamente alla Lazio come miglior difesa. L'elemento di rottura col passato però è la produzione offensiva, sorprendente e dirompente: miglior attacco in solitaria, con 16 gol in 6 partite; ma entrando in profondità nel dato statistico ci accorgiamo che non c'è un primo violino, al Milan segnano tutti perché tutti accompagnano l'azione e hanno la possibilità di arrivare alla conclusione. Il centrocampo infine sta raggiungendo l'espressione massima del concetto di dominio del gioco: Eletu e Zeroli sono alla stagione della definitiva consacrazione, tra rapidità di pensiero e giocate risolutrici anche negli ultimi metri. Insomma, senza avere la presunzione di voler rivoluzionare questo sport, Abate ha costruito una macchina che sembra perfetta, che non si fa travolgere dal corso degli eventi ma aggredisce la partita imponendo il suo ritmo. I risultati sono solo la diretta conseguenza di questo cammino che un'estate fa sembrava pura utopia: primato in classifica in solitaria, a +3 dall'Inter, accompagnato dal primo posto anche in Youth League. E adesso sognare non è più proibito, è un obbligo.

Ignazio Abate

PIOLI COME ABATE: ANCHE LA PRIMA SQUADRA GUARDA TUTTI DALL'ALTO

Quasi in fotocopia con Abate, anche Pioli sta vincendo il suo duello a distanza con Inzaghi: il Milan ha trovato forza e alternative in una panchina più lunga, con i volti nuovi calati perfettamente nei propri ruoli e un Pulisic nella sua versione più concreta in carriera. Insomma, tra Serie A e Primavera 1 il tifo rossonero vivrà con ogni probabilità una stagione da protagonista, per dare ulteriore linfa ad un progetto ambizioso ma non impraticabile: riuscire a fare il doppio sgambetto ai cugini nerazzurri.

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