Dicono di loro

Dicono di loro: il giovane Sueva raccontato da mamma Ruleysi e l’amico Lorenzo

Mamma è migliore amico ci raccontano Sueva fuori dal campo

Onorio Ferraro
29.01.2020 11:00

 

Dopo un lungo stop, sui canali di MondoPrimavera.com torna la rubrica “Dicono di loro” e, questa volta, il protagonista sarà Gianluigi Sueva, attaccante classe ’01 in forza alla primavera del Cosenza. Il lupacchiotto sulle note di The Supreme e Sferaebbasta, dopo una prima parte di stagione infuocata, è pronto ora a caricarsi sulle spalle i rossoblù in vista del rush finale e per provare a regalarsi per la prima volta nella propria storia i playoff del Primavera 2B. L'attaccante cosentino, che sogna O' Ney sta trascinando i lupi della Sila nella parte nobile della classifcia e per raccontarvi al meglio le emozioni di Sueva in campo si è deciso di arrivare fino alla fonte originale, la madre Ruleysi che ha raccontato la passione della stellina calabrese.

"Signora Ruleysi, com’è nata la passione per il calcio a Gianluigi? Sin da quando era bambino è sempre stato attratto dal pallone, non lo lasciava quasi mai e ogni volta che ne aveva occasione cercava di giocarci. Con la famiglia ha un rapporto speciale e noi come lui siamo orgogliosi di quello che sta facendo. E’ sempre un’emozione per tutti noi vederlo a questi livelli. L’emozione che il calcio gli regala - continua la madre - è inspiegabile così come quando fa gol, quando entra in campo pensa solo a divertirsi con la palla tra i piedi”.

Per provare a scoprire com’è Gianluigi fuori dal campo e scoprire la sua eleganza abbiamo ascoltato le parole di Lorenzo, studente di fisioterapia all’Università di Tirana e intimo amico del nostro protagonista. “Gianluigi è un ragazzo unico nel suo genere – ci racconta Lorenzo. Sin da bambino ha sofferto l’assenza del padre che è scomparso quando era piccolissimo. Non ha mai pianto, ha sempre cercato di sorridere anche quando qualcosa andava storto. Già da quando aveva 13 anni prendeva ogni pomeriggio il treno per arrivare a Cosenza e potersi allenare. E’ sicuramente molto umile, non si è mai montato la testa e, tra le altre cose, - ci spiega l’amico – non l’ho mai sentito dire <<sono un calciatore>>."

Lorenzo poi, tre anni più grande, ci ha raccontato – nel più classico dei modi – com’è nata l’amicizia: “ci conosciamo da quando eravamo piccolissimi, la nostra amicizia nacque sul campetto da calcio di Cittadella (paesino calabrese alle porte di Cosenza, ndr) dove io andavo sempre in villeggiatura in estate. Nei pomeriggi che non avevamo voglia di stare in acqua andavamo a giocare a un campo di calcio a5 poco sopra la spiaggia e Gianluigi ci chiedeva sempre di farlo giocare ma essendo più piccolo e per paura di fargli male lo lasciavamo sempre fuori. Una volta poi si mise a giocare e da quel giorno iniziammo a supplicarlo perché si vedeva già da tempo che aveva un talento particolare con la palla. E’ sempre stato legato al calcio, e anche grazie a questa passione in comune è nata la nostra amicizia.”

Lorenzo, visto che ormai ha descritto Sueva, saprebbe dirci qual è il suo sogno più grande: “Senza ombra di dubbio è quello di diventare calciatore professionista. Insegue questa sua passione da quando era davvero piccolo, vorrebbe prendersi una rivincita per tutto quello che la vita gli ha tolto e magari regalarsi la sua passione più grande”. 

 

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