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ESCLUSIVA MP - Juve Stabia, Saby Mainolfi: "Nessuna vittoria vale quanto l'esordio di un giovane in prima squadra"

Intervista al responsabile del settore giovanile delle Vespe

Simone Negri
15.03.2021 16:15

Abbiamo fatto un viaggio all'interno del settore giovanile della Juve Stabia, una delle realtà più interessanti del campionato di Serie C. Le Vespe si distinguono per la grande attenzione dimostrata nei confronti dei giovani cresciuti nel proprio vivaio: negli ultimi anni, infatti, molti prodotti del settore giovanile gialloblu sono approdati in prima squadra, arrivando così a completare i rispettivi percorsi di crescita. Il responsabile del settore giovanile del club campano, Saby Mainolfi, ha parlato in esclusiva a MondoPrimavera.com spaziando a 360° sul presente e sul futuro del florido vivaio delle Vespe. Queste le dichiarazioni di Mainolfi. 

In prima squadra c'è Mariano Guarracino, arrivato a 10 presenze stagionali. Un giovane che si sta mettendo in mostra. Altri prospetti interessanti sono in prestito ma di proprietà della Juve Stabia.

Lasciamolo tranquillo, ogni giorno deve lavorare sodo in campo, cercando di apprendere dai suoi compagni esperti e dallo staff tecnico di mister Padalino, i segreti e le nozioni per affermarsi. Sono fiducioso, ha la mentalità giusta. Stesso discorso per gli altri ragazzi 2002 Todisco (Torino), Della Pietra (Genoa), Esposito (Savoia), Boccia (Taranto) che sono in prestito, sono sicuro che arricchiti dalle esperienze di quest’anno, potranno nel futuro prossimo, ritagliarsi uno spazio importante come sta avvenendo per Guarracino. Per avere le giuste opportunità, i giovani calciatori hanno bisogno del coraggio dei tecnici, di strategia societaria e della pazienza dei tifosi. I nostri sono stati fortunati ad avere negli anni passati Fabio Caserta e in questa stagione Pasquale Padalino, due tecnici che hanno il giusto coraggio e tanta competenza per far crescere e far esordire ragazzi neanche diciottenni”.

Campionato Primavera 3, la Juve Stabia ha optato per una squadra molto giovane, molto gioco ma pochi risultati sul campo per ora.

“Premettendo che la nostra squadra Primavera, avendo ragazzi in pianta stabile in prima squadra e ragazzi in prestito, scende in campo con un'età media molto inferiore alle avversarie. Cerchiamo di avere una visione prospettica, con tutti i nostri limiti e con tutta la nostra voglia di apprendere. Proviamo a formare un calciatore pensante e che sappia adattarsi al mondo del calcio in tutte le sue forme: tecniche, tattiche e relazionali. Purtroppo o per fortuna, per raggiungere tale obiettivo, bisogna scendere in campo cercando di ragionare e scegliere”.

Capita di perdere partite per errori?

“Pazienza! Per creare un giovane pronto per la prima squadra, gli errori individuali e le sconfitte di una squadra giovanile, sono parte importante per la crescita”.

Nell’ultimo triennio il lavoro in tandem con Roberto Amodio ha portato ad esordire 9 ragazzi in prima squadra

“Roberto è una fonte di sapere, parliamo di una persona che ha giocato in tutte le categorie professioniste dalla Serie A: da capitano e poi da dirigente ha creato giocatori importanti ed io da vero amico (ride, ndr) cerco di rubare tutte le nozioni possibili. Sa trasmettere sicurezza e competenza: molti di questi esordi sono frutto del suo contributo dato ai ragazzi. Come dicevo prima, queste sono le vittorie importanti all’interno di un settore giovanile, avere la fiducia della società, dei direttori sportivi e degli allenatori che si sono succeduti in questo triennio. Tutto ciò dimostra che qualcosa di buono lo si sta facendo e poi non me ne voglia nessuno, ma non esiste nessun risultato di una partita di un campionato giovanile che possa valere l’esordio di un ragazzo che abbiamo visto crescere. Leggere negli occhi di ognuno di loro le paure e le emozioni di quei momenti, è una vittoria con la V maiuscola”.

Il bilancio di questa particolare stagione?

“Nonostante veniamo da un anno particolare, che ci proibisce di lavorare serenamente con i gruppi e con lo staff tecnico, abbiamo ottenuto importanti risultati e ciò ci rende orgogliosi: 6 ragazzi sono in club di A, 2 in club di B, impegnati tra Primavera 1 e U16 Nazionale e in linea con la società si è scelto di dare in prestito, in club di prima fascia di Serie D, alcuni 2002 che avevano già fatto presenza in prima squadra, per una loro crescita caratteriale, il tutto finalizzato anche ad entrate economiche per il nostro club”.

Possiamo dire di essere in linea con i programmi societari?

“La proprietà, nel rinnovarmi il contratto fino al 2025, ha chiesto che annualmente i ragazzi provenienti dal settore giovanile potessero fare presenze in prima squadra: abbiamo iniziato la stagione tra Coppa Italia Tim e le prime partite di campionato con 9-10 ragazzi tra titolari o subentrati. Inoltre, considerando che per questa stagione in Serie C il classe 1998 è classificato come “giovane”, certamente possiamo dire di essere in linea con i progetti del Club, avendo tra i convocati delle ultime domeniche, due ragazzi del 2002 ed uno del 2004”.

Società che da pochi mesi vede nel ruolo di DG e DS Peppino Pavone, un cultore del lancio di giovani calciatori nel calcio che conta, Verratti, Insigne, Immobile, solo per citarne alcuni...

“La presenza del direttore Pavone è senz’altro una garanzia per il nostro lavoro e una garanzia per i ragazzi che mostrano valore. Nel suo curriculum non è facile contare i tanti giovani diventati big, con i quali ha raggiunto risultati importanti, dimostrando che si possono vincere campionati  arricchendo i bilanci societari. È molto attento alla crescita dei nostri ragazzi, spero che possano dimostrare di poter far parte dei suoi progetti sulla rosa futura della nostra prima squadra. Parlare con lui fa rivivere storie, aneddoti e segreti della famosa Zemanlandia: una realtà che ha cambiato il modo di intendere il calcio, ancora oggi fonte di ispirazione di molti allenatori, esaltando le verticalizzazioni, l’intensità, l’aggressività, le scelte semplici e qualitative”.

Appena ricevuta l’abilitazione al ruolo nel Settore Tecnico della figura voluta dalla FIGC di Responsabile di Settore Giovanile.

“Un percorso molto interessante, fatto di 192 ore di formazione presso la Scuola di Coverciano, coordinato da Filippo Galli, con docenti di primo livello e confronti quotidiani con tanti altri  colleghi impegnati in club di A-B-C. E' stato il primo corso integrale, sono contento, un giorno potrò dire di essere stato tra i primi abilitati. Da disposizioni Uefa, dalle prossime Licenze, per coprire il ruolo di Responsabile di Settore Giovanile bisogna essere in possesso della nostra qualifica. Segnale importante sull’attenzione da parte del Settore Tecnico al nostro ruolo che ci fa ben sperare per il futuro”.

Si ringrazia l'ufficio stampa della Juve Stabia per la foto e per la concessione dell'intervista
 

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