Meteore

Meteore - Che fine ha fatto... Joshua Brillante, il talento della "terra dei canguri"

La storia di Brillante, il promettente ragazzo in bilico tra Europa e Australia

Leonardo Bartolini
08.12.2020 13:00

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Joshua Brillante... forse per qualcuno di voi questo nome non sarà nuovo. Non che sia uno di quei giocatori che hanno lasciato particolarmente il segno nei campionati italiani di serie A e B, ma nemmeno uno che non ha mai visto il campo, perché qualche presenza nel nostro campionato l'ha collezionata, in fondo. Diciamoci la verità, questo giocatore potrebbe essere incluso in quell'elenco lunghissimo di calciatori che alle aste del fantacalcio vengono presi a 1 o poco più, un po' perchè nessuno li conosce e quindi non vengono rilanciati e un po' perché sono giocatori che partono quasi sempre dalla panchina ma che a volte, magicamente, compaiono tra gli undici titolari. E' proprio Brillante il protagonista di questa puntata di "Meteore: che fine ha fatto...", la quale vuole fare il punto sui giocatori che hanno calcato i palchi dei nostri campionati lasciando intravedere una qualche speranza ma che adesso si ritrovano catapultati in ben altri palcoscenici. 

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Joshua nasce nel 1993 a Bundaberg, non molto lontano da Brisbane, in Australia. Dopo la trafila nelle giovanili del Gold Cost United esordisce con la prima squadra a 17 anni e mezzo nella A–League, il massimo campionato australiano. Durante la stagione 2010/2011, tuttavia, trova pochissimo spazio e vede il campo soltanto una seconda volta, in occasione della sfida contro il Northern Fury FC. La stagione successiva viene acquistato dal Newcastle United Jets, dove vi resta per due anni, collezionando un altissimo minutaggio grazie alle molte presenze e riuscendo a trovare una certa continuità di rendimento sul campo nel ruolo di mediano, che ricoprirà per tutta la prima parte della sua carriera. A fine luglio del 2013, dopo due stagioni al Newcastle United Jets, arriva l’esordio con la nazionale australiana, all’età di poco più di vent’anni.

Grazie alle doti calcistiche e alla giovane età attira presto l'interesse di alcuni club europei, tra cui la Fiorentina. Fu proprio la squadra di Montella a volerlo prima del ritiro estivo a Moena e decise di acquistare il giocatore a titolo definitivo per un milione di euro. Poco, potremmo pensare. Vero. Ma quanti giocatori australiani di vent'anni sono stati pagati un milione di euro nella storia della Serie A? Se dovessimo trovare un punto di svolta della carriera di Joshua, questo potrebbe essere proprio l'estate del 2014, nella quale sbarcò in uno dei massimi campionati europei mentre la maggior parte dei tifosi viola, al suo arrivo, si domandava chi fosse questo Brillante arrivato dall'altra parte del mondo. Purtroppo in quei primi mesi della stagione Joshua trovò pochissimo spazio, complice forse la necessità di adattarsi ad un calcio molto diverso da quello australiano e il suo ruolo particolare, poco utilizzato dalla maggior parte delle squadre italiane già in quegli anni. Anche la concorrenza in squadra non aiutò: fin dall'inizio si trovò ad allenarsi con Salah, Bernardeschi, Gilardino e Babacar, solo per citarne qualcuno. A metà gennaio del 2015 le presenze di Brillante erano state soltanto due, entrambe con due squadre di vertice, ovvero Roma e Inter. Fu così che a metà stagione la Fiorentina lo mandò in prestito gratuito a pochi chilometri di distanza, precisamente all’Empoli, società con la quale i rapporti andavano pian piano rafforzandosi dopo anni di indifferenza tra i due club. Ad aspettarlo c’era il presidente Fabrizio Corsi, il quale lo accolse a braccia aperte per tentare una insperata salvezza sotto la guida di Maurizio Sarri, che arrivò alla quart'ultima giornata di campionato. A pochi giorni dal suo arrivo in biancoazzurro, avvenuto a fine gennaio 2015, Brillante esordì nel finale di gara sul terreno del "Castellani" in occasione di Empoli–Cesena, partita vinta dai toscani per 2-0. Questa partita segnò una tappa fondamentale nella costruzione di quella salvezza azzurra, anche perché i tre punti arrivarono proprio contro una diretta concorrente alla retrocessione in serie B. Tale partita non segnò invece la svolta della carriera di Brillante, perché dopo questo match lui non trovò più spazio fino alla fine della stagione. Fino a questo punto può sembrare che la carriera del giovane Joshua sia tutto sommato abbastanza promettente vista la giovane età e l'esordio sul palcoscenico della Serie A, ma in realtà si può dire che questa mezza stagione all'Empoli e la prima metà di campionato giocato con la maglia viola siano stati l'apice della carriera del talento australiano

Infatti, dopo un inizio promettente con l’Empoli, a fine stagione fece ritorno a Firenze e la società si accordò poco dopo col Como, società che allora aveva preso parte al campionato di B, per un prestito annuale a titolo gratuito. Durante quella stagione trovò molto spazio con la formazione lombarda, arrivando a contare 21 presenze e 860 minuti giocati, principalmente impiegato come mediano, ruolo che lo aveva da sempre caratterizzato fin dal suo esordio in A-League. Tuttavia, dopo questa esperienza in serie B fece il ritorno al campo base ma la Fiorentina, non intenzionata ad averlo in rosa per la stagione 2016/2017, si accordò col giocatore per trasferirlo nuovamente, stavolta in Australia, al Sydney FC. Fu da questo momento in poi che Brillante sparì dai radar degli amanti del pallone e dai fantallenatori di tutt’Italia e il suo ritorno nella madrepatria segnò in qualche modo un allontanamento in questo senso, oltre a segnare la sua consacrazione come centrocampista centrale rispetto al ruolo di mediano, da lui ricoperto per molti anni. Durante la prima stagione a seguito del suo ritorno nella terra dei canguri, Brillante collezionò ben 26 presenze e 2 gol mentre nella stagione successiva arrivò a 33 presenze tra A–League e AFC Champions League. Nella terza stagione al Sydney FC, cioè quella del 2018/2019, venne schierato sul campo ben 36 volte tra campionato, ACF Champions League e FFA Cup e mise a segno 4 gol. Nel luglio del 2019 venne acquistato dal Melbourne City e nella stagione successiva arrivò a 30 presenze e 4 gol, aiutato sicuramente dal suo nuovo ruolo di centrocampista centrale che gli permetteva maggiori incursioni nella metà campo avversaria. Circa due mesi fa, ovvero nell’ottobre 2020, è stato acquistato dall’AO Xanthi, club greco fondato nel 1987 e militante nella seconda divisione del paese. Chissà che dopo la Grecia non si avvicini nuovamente all’Italia, paese del quale ha la cittadinanza, oltre a quella della sua terra d'origine.

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