Milan

Milan, Oddi: "Sono un terzino di spinta. Devo molto a Giunti"

Il giovane terzino rossonero si racconta a 360°

Riccardo Lionetto
23.04.2020 13:00

Sul campo tanta grinta e tanta corsa ma quando leva gli scarpini, Riccardo Oddi dimostra di avere tanta classe e molta raffinatezza. Il terzino sinistro del Milan, classe 2002, si è raccontato ai nostri microfoni parlando di calcio e non solo. 

Oddi ha cominciato a giocare all'età di cinque anni seguendo le orme del fratello. Fin da piccolo ha sempre giocato in difesa, un ruolo al quale è molto legato. I suoi trascorsi sono ammirevoli. Il giovane rossonero, prima di arrivare al Milan, ha militato nel vivaio del Parma, squadra della sua città, dove conserva anche il suo ricordo più bello: "Sono milanista, ma il mio cuore è anche gialloblu. Con il Parma ho trascorso dei bellissimi momenti: uno su tutti è il gol che feci contro l'Inter da calcio di punizione. Ero nell' Under 14, calciai da una posizione molto defilata. I nerazzurri erano uno squadrone, stavamo perdendo 1-0 e io riuscii a pareggiare con questo tiro che si infilò sotto il sette". Nel 2015 arriva la chiamata del club rossonero: "Purtroppo la mia squadra è andata in fallimento. Ho ricevuto diverse proposte, ma quando si è fatto avanti il Milan non ho saputo resistere e ho scelto la maglia rossonera". Negli ultimi anni, molti terzini del vivaio milanista sono arrivati in prima squadra, un buon auspicio per il suo futuro: "Lo spero. Sarebbe il sogno di tutti arrivare a giocare a quei livelli. Io lavoro sempre al massimo, poi vedremo cosa accadrà".

Riccardo è un terzino moderno, propenso più alla fase offensiva che a quella difensiva: "Si mi definisco un giocatore di tanta corsa e spinta. Partecipo molto alla manovra d'attacco. Devo migliorare su quella difensiva, infatti con il mister abbiamo lavorato molto sotto questo aspetto, e penso di essere migliorato. Poi, da mancino, uso poco il destro e questo è un'altro difetto sul quale vorrei lavorare". Caratteristiche che ricordano il terzino sinistro della prima squadra Theo Hernandez: "Non voglio esagerare, però mi ci rivedo un pochino in lui, proprio per queste doti che ci accomunano. Poi ovviamente io sono un giocatore che deve migliorare ancora parecchio sotto tanti punti di vista". Ma l'idolo di Oddi è un altro milanista: "Zlatan Ibrahimovic. Allenarsi con lui è qualcosa di straordinario. Una volta mi ha preso da parte e mi ha dato un consiglio sul tempismo dei cross per aspettare il movimento degli attaccanti: non sapevo cosa dire dall'emozione".

Oddi ha parlato anche della stagione disputata fino a questo momento: "La stagione è soddisfacente. Sono grato a Giunti per la fiducia che mi ha dato e credo di aver dimostrato di poter stare in questa squadra. Dal punto di vista collettivo sono molto contento, abbiamo vinto il campionato senza subire sconfitte e questo mi rende orgoglioso". Il pensiero, però, non può che andare all'anno venturo, quando i rossoneri se la vedranno nuovamente con le squadre di Primavera 1: "Io penso che questa squadra possa giocarsela alla pari con tutte, per via delle qualità dei giocatori e il carattere che abbiamo dimostrato. Quest'anno ci siamo posti degli obiettivi, che abbiamo raggiunto senza problemi. Sarà così anche per la prossima stagione, dove uniti cercheremo di raggiungere grandi traguardi". Inoltre, il giovane rossonero ha speso parole al miele proprio per il suo allenatore Federico Giunti: "Il mister è davvero bravo. Vuole il nostro bene, ad ogni nostro errore ci spiega e ci sprona perché ci tiene molto. Anche fuori dal rettangolo di gioco è una persona fantastica: nei momenti difficili c'è sempre. In questo periodo ci sta chiamando per sapere come stiamo noi e le nostre famiglie. A Giunti devo davvero tanto". Non manca l'ammirazione anche per alcuni suoi compagni di squadra: "Ammiro molto Sala e Brescianini. Il primo per il suo attaccamento alla squadra, farebbe di tutto per noi e dà sempre il massimo. Lo stesso Brescianini, ragazzo simpaticissimo, è di poche parole ma quando parla lo fa da vero capitano: ricorda un pò Maldini". 

Oddi, nell'ultima gara disputata prima dello stop, è stato protagonista di un brutto infortunio alla spalla, ma ha voluto rassicurare tutti: "La spalla è guarita, ora sto facendo potenziamento. E' stata una bella botta, ma diciamo che nel male, alla fine mi è andata anche bene. La società si è messa in contatto con un fisioterapista qui a Parma e mi dà degli esercizi da svolgere per il mio recupero. La squadra invece, si allena tramite videochiamata, divisi in tre gruppi da otto".

Non solo calcio. La passione sportiva di Oddi si estende anche ad altre due discipline: "Mi piacciono molto i motori, in particolare Formula uno con il quale gioco spesso alla Play Station: le automobili mi hanno sempre appassionato. Mi piace molto anche l'Atletica, dove seguivo con piacere Usain Bolt. Quando si è ritirato ci sono rimasto male". Nel tempo libero, invece, c'è spazio per un pò di riposo ma anche tanto studio da conciliare con il calcio: "In questo periodo seguo le lezioni online come d'obbligo. Studio al Liceo delle Scienze Umane a Milano e, vivendo in convitto, sono seguito dai tutor. Anche gli insegnanti della mia scuola sono molto disponibili, quindi diciamo che riesco a trovare l'equilibrio tra sport e studio. Nel tempo libero gioco alla Play con gli amici e faccio videochiamate, mi sento tutte le sere con Sala".

Infine, il giovane rossonero ha confidato i suoi sogni nel cassetto, sia sotto l'aspetto calcistico ma anche della vita quotidiana: "Il mio sogno più grande, dal punto di vista sportivo, sarebbe quello di giocare e vincere un mondiale con la Nazionale: penso sia il massimo che un giocatore possa raggiungere. Nella vita sogno di avere una famiglia, magari non subito però tra qualche anno ci potrei pensare. Poi ho avuto la fortuna di innamorarmi e al cuor non si comanda, quindi non so di preciso quando potrà accadere".

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