Spezia

FOCUS - Spezia: storia di una programmazione decennale, dall'esplosione dei talenti spezzini all'importanza del "Ferdeghini"

I segreti del successo di una delle più grande sorprese del campionato

Niccolò Parenti
19.02.2021 18:00

Sono stati dei giorni importanti in casa Spezia. Dal cambio di proprietà alla famiglia americana Platek, con il conseguente addio del patron Volpi, dopo 13 anni, alla storica vittoria al "Picco" contro la capolista Milan, dominando i rossoneri sotto ogni punto di vista. Al momento la formazione bianconera si trova a 24 punti alla ventiduesima giornata. Un punteggio importante se consideriamo che per molti addetti ai lavori ad inizio campionato lo Spezia sarebbe stata la Cenerentola della Serie A.  

Per chi non conoscesse bene la storia dei liguri i risultati nella massima serie potrebbero destare clamore, ma dietro ad essi c'è una programmazione lunga anni. Nell'estate del 2008, lo Spezia, dopo la retrocessione in Serie C, non riesce ad iscriversi al campionato dovendo poi ripartire dalla Serie D, venendo poi acquistato da Gabriele Volpi, noto come l'italiano più ricco d'Africa, per i suoi investimenti in campo petrolifero/logistico e per essere il proprietario della formazione di pallanuoto della Pro Recco, capace in 20 anni di dominare sia in Italia che in Europa. 

Nella stagione 2011-2012, quattro anni dopo il fallimento vi è il ritorno in serie cadetta, riuscendo nell'impresa di fare il "triplete" con la vittoria del campionato, della Coppa Italia e della Supercoppa di Lega Pro. I liguri disputano otto anni di fila in Serie B non rischiando mai la retrocessione e riuscendo a disputare sei play-off. Uno dei punti più alti della storia della società aquilotta arriva nel gennaio del 2016 con la vittoria all'Olimpico di Roma ai rigori nell'incontro valevole per i quarti di finale della Coppa Italia. Proprio quando sembrava aver abbassato gli sforzi sul mercato con un allenatore alla prima esperienza nella categoria come  Vincenzo Italiano, arriva la prima storica promozione in serie A nella stagione 2019/2020, giocando un calcio innovativo e fuori dagli schemi. Oltre ai risultati sul campo, il patron Volpi ha compiuto importanti  investimenti per avere delle infrastrutture sopra alla media. Dalla nascita del centro sportivo "Ferdeghini" nel 2013, al Centro Sportivo di Follo nel 2014 e alla ristrutturazione per la massima serie del Picco.

Uno dei più grandi segreti della società ligure è la gestione del settore giovanile, capace di costruire elementi chiave per la prima squadra, che in certi casi sono stati ceduti a cifre remunerative per la classe societaria. Un grande apporto lo ha dato il Football College di Abuja, uno dei più importanti investimenti del patron Volpi in Nigeria, da cui sono usciti Sadiq Umar Abdullah Nura, entrambi ceduti alla Roma per 6 milioni di euro, Thomas Awua, ceduto all'Inter per 2 milioni e David Okereke, capace di essere un volto determinante sia della Primavera che della prima squadra, venduto poi per 10 milioni di euro al Club Bruges, con il quale ha debuttato in Champions League la scorsa stagione. Senza scordarci di due giocatori che giocano attualmente in Serie B, cresciuti nella riviera ligure, come Gabriele Corbo dell'Ascoli, di proprietà del Bologna, e Pietro Ceccaroni, difensore del Venezia.

Simone Bastoni (24 anni)

Ma il più grande segreto del settore giovanile sta nel saper lanciare nel calcio che conta diversi giocatori nativi della città bianconera, un dato che sta sempre più diventando raro in Serie A. Della formazione attuale ben 4 giocatori sono provenienti del vivaio e tre di loro nativi di La Spezia. Il più noto è sicuramente Giulio Maggiore, classe 1998 e  in prima squadra fisso dal 2016. Di lui si è sempre parlato molto bene, e nonostante la giovane età è il vice capitano (talvolta anche capitano come con il Milan) della squadra e volto assoluto della città in ambito sportivo. Non aveva le stesse aspettative Simone Bastoni  centrocampista di nascita, reinventato nel ruolo di terzino sinistro, che ha faticato non poco a trovare spazio, protagonista di diversi prestiti e di molte panchine in serie B. Paradossalmente ha trovato molto più spazio nella massima serie, confermandosi come uno dei terzini più in forma in questi mesi, realizzando un gol clamoroso contro il Milan. Una situazione simile anche quella di Luca Vignali, terzino destro classe 1996, capace di mettere in panchina Ferrer in più riprese, sovvertendo i pronostici. Meno spazio lo ha trovato Gennaro Acampora, originario di Napoli, prestato più volte nel corso degli anni, ma che sta trovando maggiore spazio nel centrocampo di mister Italiano e in gol proprio contro la squadra della sua città in Coppa Italia.

L'affermazione di questi giocatori è la prova di come si è lavorato bene al "Ferdeghini" nella costruzione di un impianto giovanile solido. Il caso dello Spezia è sicuramente un'oasi felice, di una squadra che nel suo undici titolare è stata capace di schierare dei giocatori provenienti dal proprio vivaio e nativi della città, cresciuti andando a vedere lo Spezia di Guidetti e Varricchio che si affacciava per la prima volta in Serie B, diversi anni or sono. Oggi quei bambini sono cresciuti e stanno lottando per poter regalare un altro sogno ai tifosi della propria città.

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