Vlahovic Atalanta - LEONARDO BARTOLINI
Atalanta

Un altro Vlahovic alla conquista dell'Italia. Dopo Dusan ecco Vanja

Il classe 2004 della Dea segna e sogna un futuro a cinque stelle

08.12.2023 11:20

E’ un cognome che attira il gol, non c’è altra spiegazione. Dusan Vlahovic segna con la maglia della Juventus, mentre Vanja Vlahovic lo fa con quella dell’Atalanta Primavera. Il classe 2004 è arrivato in Italia nel gennaio della scorsa stagione e in 16 partite ha collezionato ben 6 gol e 2 assist, numeri che hanno convinto la Dea a riscattarlo in questo nuovo anno calcistico per cinquecentomila euro. Una decisione che sembra già ripagare al meglio visti i 12 gol in undici match, tutti da vero attaccante, come solo un vero numero nove sa fare. Come Dusan, in pratica.

Vanja e Dusan: i punti in comune

Entrambi sono stati acquistati dal Partizan Belgrado, sbarcando in Italia a 19 anni: Dusan con la maglia della viola, come ben sappiamo, e Vanja con quella dell’Atalanta Primavera. Quest'ultimo ha siglato il suo primo gol italiano proprio contro la Fiorentina e in quella partita fece doppietta. Una giornata di certo fantastica per la  giovane promessa serba, dove nulla è passato inosservato agli addetti ai lavori, che hanno iniziato a parlare ancor più di lui. E poi due sabati fa, un’altra coincidenza, che fa capire quanto i due adorino trafiggere i portieri: Vanja segna due gol contro il Cagliari, mentre Dusan altrettanti contro la Lazio. Una curiosità: alla loro domenica si aggiunge Luka Vlahovic che segna in Serie D con la sua Imolese. Un weekend italiano targato Vlahovic.

Vlahovic Atalanta Primavera
Vanja Vlahovic Atalanta Primavera

Naturalmente Vanja in Serbia è già molto apprezzato: ha giocato con le nazionali U15, U16 e U18, vincendo il titolo U19 con la maglia del Partizan Belgrado e sedendosi in panchina con la prima squadra, giocando anche nella serie B serba con il Teleoptik dal gennaio al giugno 2022. In futuro per la nazionale maggiore si sogna la coppia d’attacco Vlahovic-Vlahovic che può certamente diventare realtà, visto che il classe 2004 sta conquistando con il passare del tempo l’ambiente bergamasco e magari un giorno tutta l’Italia, la quale lo ha già notato non solo per il cognome, ma anche per le qualità che possiede e non per niente i tifosi del Partizan non hanno gradito il suo trasferimento. Da evidenziare che tra i due non c’è alcuna parentela.

Famiglia e sport

Vanja inizia a tirare calci a un pallone a soli quattro anni, cercando di imitare il fratello Igor (attuale giocatore dei dilettanti dell'FK Veliki Borak) più grande di lui. Insieme giocano in cameretta, senza rompere nulla, anche perché la madre toglie tutto quello che può frantumarsi - afferma lo stesso attaccante in un'intervista rilasciata ai canali dell’Atalanta - e poi lui non poteva che essere un vero atleta: la mamma ha giocato a basket, mentre il padre a pallavolo, tra l’altro con la nazionale giovanile. Insomma, una famiglia sportiva che ha inculcato i valori giusti al piccolo Vunja che li sta dimostrando. Dopo i due gol contro il Cagliari parlava cosi ai microfoni ufficiali della Dea: "Sono molto felice perché ho segnato i miei primi gol in questa stagione e spero sia solo l’inizio, ma la cosa più importante è che abbiamo vinto. Ora bisogna solo continuare così, partita dopo partita”. Perché prima di tutto viene il gruppo, poi il singolo e in questo lui è un vero esempio.

L’identikit di Vlahovic

Inizia a giocare come ala e poi Zvonko Popovic lo mette al centro dell’attacco e mai scelta fu più azzeccata, vista la confidenza che ha con la porta. E’ un giocatore fisicamente importante, che sfrutta i suoi 184 cm e dà profondità alla squadra, senza rinunciare alla sua velocità. La Dea se lo gode, leccandosi i baffi per un futuro assicurato, visto quel che di bene sta facendo. Il suo idolo è Robert Lewandoski, ma attenzione perché studia tutti gli attaccanti della prima squadra: magari, un giorno anche al più presto, potrà strappare una convocazione a Giampiero Gasperini, senza dimenticare naturalmente l’U23 di Francesco Modesto. Un ragazzo che si allena al massimo per migliorare, un ottimo giocatore e una bella persona: che è quello conta veramente, in fin dei conti.

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