Primavera 2B

Mattia D'Agostino, la spinta 'dance' per l'Ascoli

Chi è l'esterno tutto dance, con il vizio del goal, dell'Ascoli?

Karim Dafirbillah
05.05.2020 19:00

La dance, come sappiamo, cominciò a prendere piede tra gli anni ottanta e gli anni novanta. In Italia uno dei pionieri è stato il famoso Gigi D'Agostino, conosciuto nel mondo soprattutto per il singolo 'L'Amour Toujours'; ma ovviamente non stiamo qui a parlare di musica, tantomeno del dj torinese. Da Gigi D'Agostino a Mattia D'Agostino, però, il passo è breve. Non sono parenti, chiariamolo subito, eppure qualcosa che li accomuna c'è, oltre al cognome. Il dj faceva, e fa tutt'oggi, scatenare giovani in pista e non solo, l'esterno dell'Ascoli fa scatenare i tifosi marchigiani ad ogni suo dribling, assist e goal. Nasce ad Avezzano il 12 maggio del 2000 (proprio quando 'L'Amour Toujours' è nel pieno del successo), iniziando a giocare all'età di cinque anni negli 'Aquilotti', piccola società della città natale, ma come portiere. Sì! Totalmente differente da ciò che è ora, ma si sa, da bambini ruoli predefiniti non ce ne sono. A dieci anni il suo primo trasferimento di squadra e di ruolo: passa alla Soccer Team, altra squadra avezzanese, 'traslocando' nella parte offensiva del rettangolo verde, precisamente sulla fascia sinistra, essendo lui un mancino, cominciando a far capire che un portiere, di certo, non è. Un anno in cui attira l'attenzione di un'altra squadra del luogo: la Marsica. Qui la sua evoluzione comincia a prendere corpo, riuscendo a dare un buon contributo su entrambe le fasce, sempre come esterno, realizzando 28 reti nella seconda stagione, facendo ballare molte difese, ed essere notato in Lega Pro dall' Aquila. È un bel passo in avanti per l'adolescente che, continuando a sfornare cross e anche goal, lo porterà di lì a poco ad indossare la casacca bianconera dell'Ascoli e l'Azzurro della Nazionale, anche se quella B. È il 2017 e nel Torneo per Allievi 'Lazio Cup' viene convocato da mister Piscedda, sfruttando al meglio l'occasione mettendo a segno quattro reti, pur giocando nella sua posizione naturale, trovando come compagno un certo Sandro Tonali e trionfando in finale contro l'Albania. Un Torneo che negli anni ha visto, tra i tanti, la presenza di Barella, Insigne, Bernardeschi, Zaniolo, Chiesa, per citarne alcuni, chissà che non sia di buon auspicio anche per Mattia. Da qui cominciano a manifestarsi al meglio le sue qualità anche nel club marchigiano: venendo spostato, quasi definitivamente, sulla destra per un'ottima intuizione del mister, ha maggiore libertà nel tiro, rientrando con il suo sinistro. Dribbling, assist, tiro e velocità: qualità che gli consentono di essere schierato anche come attaccante a due e come esterno d'attacco nel tridente. Tutto questo lo avvicina molto al giocatore al quale s'ispira: Neymar. Nessun paragone, certo, ma come posizione e caratteristiche, nel piccolo, non è poi tanto azzardato. Ecco, se davvero vuole avvicinarsi ancora di più al talento brasiliano dovrebbe migliorare il destro, oltre che nel colpo di testa. Dagli Allievi bianconeri ci ritroviamo in Primavera, dove il primo anno inizia nel peggiore dei modi: durante la preparazione, il 16 agosto del 2018, si rompe il crociato. La tenacia che ha sul campo, però, la sposta tutta sulla riabilitazione rientrando in formissima per il 'Viareggio', segnando anche due goal, e riuscendo a totalizzare, da lì a fine stagione, cinque reti. Nell'ultima stagione, sospesa da mesi per il virus, stava contribuendo alla grande (sei reti all'attivo), insieme, tra gli altri, al capocannoniere brasiliano Matos, alla promozione nel Primavera 1; promozione che, nonostante tutto, non dovrebbe essere messa in discussione secondo le ultime decisioni prese. Sacrificio, concentrazione e determinazione che impiega non solo sul campo ma anche negli studi, deciso ad intraprendere l'Università in Scienze Motorie dopo essersi diplomato al Tecnico Industriale. Ovviamente in tutto ciò ci sono anche momenti di svago, come giusto che sia, come la PlayStation e la musica dance e trap. Un ragazzo semplice che partendo dal basso ha saputo mantenere un buon ritmo, alzando sempre di più l'asticella, come un buon ballerino, e che potrebbe portarlo ancora più in alto, continuando a far ballare difese e scatenare i propri tifosi, come un grande dj.

Lazio 2012/13, piccoli campioni per una grande prima squadra
Inter, prolungamento per il giovane Persyn