Primavera 1

Nicolato: "Italia, sveglia! Sui giovani siamo lontani da altri paesi..."

Il Ct dell'Under 21 commenta la situazione italiana sull'utilizzo dei giovani nei maggiori campionati

28.01.2022 12:27

In un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il Ct dell'Under 21 azzurra Paolo Nicolato ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito all'utilizzo dei giovani nel maggiore campionato italiano. Di seguito le sue riflessioni:

“Non appena è arrivata la pandemia e le prime squadre hanno dovuto fare i conti con le rose decimate, si è avvertita subito la necessità di integrarle con i giovani del proprio settore giovanile. Quando però la prima ondata è sfumata, i giovani sono stati messi in secondo piano. Come facciamo a giudicare un ragazzo che non ha neanche la possibilità di esprimersi ed essere messo alla prova? Va bene l'allenamento ma è la partita che fa la differenza e che misura quanto un ragazzo può essere o meno in linea con il resto del gruppo. Il problema del nostro campionato è proprio la mancanza di una fascia media, cioè una categoria di calciatori che hanno bisogno di un percorso basato sull'esperienza per crescere e affermarsi”.

Il commissario tecnico, riguardo allo scarso utilizzo dei giovani e alla possibile introduzione di regole under, afferma che è impossibile imporre regole per chi non se lo merita ma è necessario introdurre percorsi preferenziali che possano favorire la crescita di un talento italiano di qualità laddove emerga. Un aspetto importante toccato dal Ct è quello relativo al minutaggio degli under italiani. Nicolato, infatti, ritiene che la situazione del campionato italiano sia molto diversa rispetto a quanto accade nel resto dell'Europa soprattutto nei maggiori campionati europei. Secondo lui, l'utilizzo dei giovani dovrebbe essere stravolto e la Lega dovrebbe cercare di ribaltare questa situazione drammatica, pena un futuro in chiaroscuro per la Serie A, oltre al fatto che quest'ultima altro non si manifesti come un campionato straniero che si fa in Italia. Riguardo a questo, viene evidenziato come anche in altre nazioni ci siano squadre che lottano per salvarsi o per essere promosse dalla seconda divisione alla prima, ma i giovani giocano molto di più anche in queste realtà. Inoltre, a questo si aggiunge il fattore investimento: secondo Nicolato è proprio in vista del futuro che le società dovrebbero investire molto di più sui ragazzi. Sebbene questo rappresenti un rischio visto il percorso di crescita necessario che un giovane deve affrontare, con errori e sbavature che appartengono alla carriera di ogni professionista, il vero guadagno sarebbe in termini di resa negli anni a venire, con prodotti nostri che giovano nel campionato italiano.

In un ultimo passaggio viene fatto notare come non per forza tutti gli stranieri che giocano nel nostro campionato siano più forti dei giovani italiani, i quali a volte sono costretti a fare esperienza all'estero o in categorie decisamente inferiori rispetto alle prime categorie. Da un punto di vista tecnico, i ruoli maggiormente critici per la nostra nazionale sarebbero quelli dei difensori e dei centravanti mentre il centrocampo sarebbe un po' più coperto secondo il tecnico. Come sottolineato già in precedenza, il Ct esorta la Serie A ad utilizzare maggiormente i giovani italiani anche nel massimo campionato così da poter permettere a talenti under di emergere e affermarsi, sulla falsariga di quanto accade un po' più spesso nel campionato di Serie B, che si sta dimostrando una discreta fonte di giovani under di buone qualità.

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