Storia nella competizione

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46^ partecipazione del Torino alla Viareggio Cup, competizione sollevata per ben sei volte dai granata (quattro delle quali con Sergio Vatta in panchina). Nell’ultima edizione, dopo aver superato il girone a punteggio pieno, il Toro è stato eliminato ai calci di rigore dal Rijeka agli ottavi di finale. Ancora più amara, l’anno prima, l’eliminazione sempre ai penalty in semifinale contro il Sassuolo.  L’ultima vittoria risale al 1998, 2-0 ai brasiliani dell’Irineu, mentre l’ultima finale è del 2002, con la sconfitta per 2-1 con l’Inter.

La vittoria nella scorsa edizione per 3-1 contro il Perugia

Il Torino batte l’Atalanta e vola in finale di Coppa Italia

Cammino Stagionale

Un Torino che sogna in grande e gioca soprattutto da grande. Lo testimoniano i risultati, lo testimonia il super andamento in questa prima parte di stagione. Archiviata la finale di Coppa Italia con la rimonta al Filadelfia contro l’Atalanta e la Supercoppa sollevata ai rigori con l’Inter, è tempo di focalizzarsi su Viareggio Cup e campionato. I granata, dopo aver assaporato il primato, hanno perso un po’ di terreno dalla capolista Atalanta, ora appaiata in vetta solitaria con cinque lunghezze di distanza dalla squadra di Federico Coppitelli.

Statistiche Attacco & Difesa

  • Attualmente terza in classifica nel campionato Primavera 1, con 40 punti.
  • Il Torino è terzo per gol fatti nel campionato (51) e il miglior marcatore è Vincenzo Millico (classe 2000), con 26 reti (primo nella classifica marcatori, a + 4 da Celar della Roma, secondo).
  • Risulta seconda, con 24 gol, nella speciale classifica dei gol subiti.
  • È terza per differenza reti totale (+27) e la quarta come punti conquistati in trasferta (20), mentre per quelli conquistati in casa si classifica terza (20).
  • In rosa sono presenti 8 stranieri (il 27%) e due nazionali Under (escludendo l’infortunato Millico).
  • Età media: 18,6 (leggermente sopra la media del campionato Primavera 1).

Paragrafo Tattico

Il tecnico Coppitelli ha saputo forgiare il suo Torino nel modo migliore, adattando lo schieramento tattico in base alle caratteristiche dei suoi interpreti. Il 4-3-1-2 è l’abito più utilizzato in questa stagione dai granata, adattabile ad un 4-3-3 con l’inserimento di un esterno di grande rapidità. Gemello rappresenta una sicurezza in difesa dei pali torinesi, protetto da una solida difesa a quattro. Gilli e Ambrogio sulle corsie esterne abbinano ad un’attenta fase di copertura una costante spinta offensiva, rinforzati per vie centrali dallo schermo composto dal duo Ferigra-Sportelli. Qualità, muscoli e sostanza in mezzo al campo. Onisa ha stretto fra le mani le chiavi del centrocampo, incarnando il perfetto direttore d’orchestra della sinfonia del Torino. A spalleggiarlo ai suoi lati due interpreti con caratteristiche opposte: da un lato la poesia che nasce dalle giocate di De Angelis, dall’altro la forza fisica e l’esplosività di Kone. Tridente inedito, poi, vista l’assenza di Vincenzo Millico. Rauti perfetto terminale offensivo, supportato dalla fame di gol di Petrungaro e dalle giocate fuori categoria di Belkheir.

Da tenere d’occhio

L’assenza di Vincenzo Millico accende i riflettori su un altro gioiello della ‘cantera’ del Torino. Nicola Rauti si è caricato la squadra sulle spalle, vestendo i panni del leader nei momenti di difficoltà. Attaccante duttile, capace di disimpegnarsi egregiamente sia da esterno offensivo sia da prima punta. Senso della posizione, intelligenza tattica, killer instinct. L’attaccante classe 2000 ha insite nel suo curriculum queste caratteristiche, che lo rendono un pericolo numero uno per le retroguardie avversarie. Con la rete, decisiva, in Coppa Italia contro l’Atalanta sono 14 adesso i centri stagionali per il ‘torello’. Numeri importanti, che lo incoronano trascinatore assoluto di questo Torino pronto a stupire.

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