Intervista esclusiva all’ormai ex direttore del settore giovanile del Palermo Sandro Porchia

La situazione in casa Palermo è ancora avvolta in una nube densa e negativa, ma le decisioni prese dalla nuova dirigenza, non solo al livello burocratico, hanno suscitato numerosi dubbi. Una di queste è stata quella di lasciar andare via Sandro Porchia, responsabile del settore giovanile dei rosanero dal 2017 e in società da 5 anni. In esclusiva per MondoPrimavera.com il dirigente calabrese ha gentilmente risposto alle nostre domande.

– Si conclude una parentesi di 5 anni, cominciato come vice di Baccin e continuato come responsabile del settore giovanile del Palermo, che bilancio fa della sua avventura rosanero?
“Con Baccin c’è stato, e c’è ancora, un grandissimo rapporto. Lo ringrazio perché mi ha dato fiducia, ha creduto in me e mi ha insegnato tanto; gli auguro ogni bene e vederlo in un grande club come l’Inter mi fa tanto piacere. Dopo il suo addio le responsabilità sono aumentate ma già sapevo a cosa andavo incontro. Il bilancio è positivo: lo dimostrano i risultati ottenuti sul campo, i calciatori lanciati in questi anni e i ricavi ottenuti dalle loro cessioni”.

– Negli ultimi due anni, con lei a capo del settore giovanile, la squadra ha raggiunto importanti obiettivi: un campionato, una supercoppa e una salvezza tranquilla in Primavera 1. È soddisfatto?
“Abbiamo fatto il massimo secondo le nostre possibilità. Il primo anno abbiamo vinto il campionato e conquistato la supercoppa, è stato un’annata ricca di soddisfazioni. Il secondo, dopo un periodo non brillante fatto di 15 partite senza vittoria, ci siamo rialzati e abbiamo raggiunto una salvezza che, classifica alla mano, si può definire tranquilla. Tanti giocatori si sono confermati in questi due anni e il bel gioco espresso dai ragazzi è stato sotto gli occhi di tutti”.

– Rispetto agli anni scorsi, negli ultimi due, pochi giocatori hanno fatto però il “salto”; solo Cannavò ha esordito con la maglia rosanero, come mai?
“Abbiamo portato ben 3 giovani in prima squadra. Cannavò ha collezionato anche 2 presenze, Gallo e Santoro invece hanno fatto parte dei convocati per diverse partite. Questo sarebbe stato un anno importante per tanti ragazzi: oltre ai tre citati, in rampa di lancio c’erano Angileri, Ruggiero, Rizzo e altri che avevamo in mente di far esordire nel calcio professionistico”.

– Che rapporto c’è con Giuseppe Scurto?
“Nel mio primo anno Baccin si occupava della Primavera e io mi concentravo sugli under, fin da subito con Scurto c’è stato un bel rapporto. Nei 6 anni che è stato in rosanero ha sempre raggiunto ottimi risultati; dopo l’addio di Bosi non ho avuto dubbi nell’affidargli la panchina della Primavera, visto il suo lavoro di quegli anni. Oltre a essere un bravo tecnico è anche un serio professionista e questo per me è un aspetto imprescindibile”.

– Che consiglio gli darebbe per la carriera? Lo vedrebbe bene in Nazionale come sostituto di Gigi Di Biagio o eventualmente come CT dell’under 20?
“Beppe – Scurto n.d.r.- è pronto per svolgere qualsiasi incarico e perché no, anche in Nazionale farebbe bene. Io gli ho consigliato di provare ad allenare i grandi, spero possa trovare un progetto che lo valorizzi e che gli diano la fiducia che merita; lo vedo pronto”.

– Quanta tristezza c’è nel lasciare?
“Il dispiacere è stato tanto. Tuttavia, sono orgoglioso di quanto fatto. Il settore giovanile del Palermo è stato un fiore all’occhiello sia in termini di risultati sportivi che di calciatori lanciati; l’ha confermato anche Lucchesi”.

– La nuova società (nella figura di Lucchesi), al netto delle ultime vicende, ha deciso di non puntare più su di lei e voltare pagina. Come commenta questa scelta, sembra quasi un paradosso visti risultati prodotti?
“Eh… – Sorride (n.d.r.) – È stata una scelta, la rispetto perché questo è il mondo del calcio e può capitare di prendere strade diverse”.

– Si è fatta insistente la voce di un interessamento del Trapani per il ruolo di responsabile del settore giovanile dei granata, al momento cosa c’è di concreto?
“Al momento non c’è nulla di concreto, valuterò le offerte che arriveranno. Ho voglia di rimettermi in pista e cominciare una nuova avventura”.

– Quali ricordi di questa avventura porterà con sé? I momenti più emozionanti, le cartoline più belle di questi anni?
” Tra i momenti più emozionanti, senza dubbi, cito la finale del Viareggio persa contro la Juventus nel 2016. Lì arrivammo a un passo dal fare qualcosa di straordinario e impronosticabile; probabilmente avremmo meritato anche la vittoria, ma questo è il calcio. Emozioni amare anche l’anno prima, quando perdemmo lo spareggio per accedere alle final eight contro la Lazio, al termine di una serie infinita di calci di rigore. E poi, come non ricordare quella sorta di spareggio con il Cagliari nell’ultima giornata del Campionato Primavera 2, ci bastava un pareggio sì, ma quanta sofferenza! La supercoppa del 2018 è stata pure una grande soddisfazione. Ultima, ma non per importanza, la finale degli under 17 di Scurto persa contro l’Inter nel 2017″.

– Crede che il Palermo rimarrà tra i professionisti?
“È una situazione triste e strana, spero con tutto il cuore che possa esserci il lieto fine”.

– Quale è stato il rapporto con la città?
“Fantastico. Palermo è una città meravigliosa, la sua gente non ti fa mai mancare l’affetto nei tuoi confronti. Un pubblico appassionato e corretto. Ricordo con piacere un derby di Primavera Palermo-Catania, era il mio primo anno da dirigente rosanero, vedere sugli spalti del Comunale di Santa Flavia più di 2 mila persone a sostenere i ragazzi è stata una scena molto bella”.

– Ci sono delle persone con le quali ha avuto un rapporto speciale?
“Oltre la gente e la città voglio ringraziare tutti i dipendenti del Palermo e gli staff che hanno condiviso con me questi 5 anni bellissimi. Ma in particolare volevo ringraziare due persone che negli ultimi due anni hanno avuto un grande rapporto con me: il segretario del settore giovanile Lorenzo Farris e il responsabile dei dirigenti Danilo Flaccovio, con loro c’è stato un rapporto speciale”.

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