Venezia, il tecnico Marangon in esclusiva ai microfoni di MondoPrimavera

Archiviati i playoff con la sconfitta contro il Lecce dopo una stagione esaltante, in esclusiva ai microfoni di MondoPrimavera.com ha parlato il tecnico del Venezia Calcio, Nicola Marangon nonché ex calciatore dei lagunari. L’attuale allenatore dei leoncini alati è intervenuto sul momento dei ragazzi che fanno base in laguna, con un occhio sulla prima squadra in vista dei playout contro la Salernitana per restare aggrappati al treno della Serie B.

Salve Mister, com’è stato questo ritorno a Venezia con la guida di una Primavera ambiziosa quanto lei dopo l’esperienza da vice? Più che un ritorno è stato uno scalare di categoria qua a Venezia. Da veneziano, da cittadino di questa città, è emozionante poter allenare qua nella città dove sono nato. Quest’anno è stata una stagione molto positiva sotto ogni punto di vista.”

Una stagione all’insegna del 4-3-3 questa, con innesti importanti arrivati dai migliori settori giovanili d’italia: come è nato questo Venezia? Noi lavoriamo molto sul nostro territorio e abbiamo a cuore questa politica della società, non abbiamo la possibilità di andare a scovare i ragazzi come fanno altre squadre perciò cerchiamo di crearla noi. Poi ovviamente anche quest’anno abbiamo preso ragazzi che arrivano da fuori e che hanno dato una grande mano al gruppo. Di sicuro il fulcro di questa squadra è dei giovani del Venezia, dove vengono seguiti passo dopo passo.”

In molti settori giovanili d’Italia, parlando sempre del campionato primavera, si parla quasi sempre del livello tecnico, lei mette invece al primo posto un sistema di gioco che mira all’aspetto mentale. Come mai questa filosofia di gioco? E da dove nasce. Questa mia filosofia nasce dopo dieci anni di studio, di esperienze fatte all’estero insieme allo staff per cercare di costruire un bagaglio per poi trasmetterlo ai ragazzi durante l’allenamento. Questo sistema di allenarsi è fondato sull’aspetto cognitivo di chi si allena, nessuna parte meccanica perché ai ragazzi gli si chiede di giocare sulle relazioni ed è molto difficile chiedere ulteriori sacrifici. Sono arrivato a questo modo di allenare dopo tanto studio e tanti sacrifici con gli insegnamenti che ho ricevuto a Barcellona nel loro settore giovanile.”

Come vede il sistema di gioco delle giovanili qua in Italia, e quale secondo Lei è il modello da prendere d’esempio. Lo scorso novembre al sito del Venezia parlava degli spagnoli, e degli olandesi vedendo questo Ajax cosa ne pensa? L’Ajax è una squadra che ha costruito tantissimo, hanno lavorato duro e sono stati educati grazie a una filosofia di gioco. Non viene mai nulla per caso. La nostra più grande soddisfazione quest’anno è stata quella di vedere due ragazzi della primavera esordire in prima squadra. Sono questi i successi e gli obiettivi del nostro settore giovanile, vogliamo preparare i ragazzi. Ovviamente anche l’arrivo ai playoff è stato un grandissimo successo, non dimentichiamolo perché abbiamo fatto una bellissima stagione.”

Quest’anno c’è stato l’exploit di Zennaro, grazie anche al suo zampino. Ci sono altri ragazzi che come Mattia possono ambire al suo percorso in prima squadra? E invece, parlando di Pimenta che ha seguito le orme di Zennaro, come ha visto le loro convocazioni? E’ stato bello vederli in prima squadra. In questo gruppo ci sono ragazzi importanti che hanno tutte le carte in regola per fare il salto di qualità. Molti in questa stagione erano dei 2002 e non è facile giocare tutta la stagione con i ragazzi sotto età. Per noi è importante la crescita dei ragazzi, poi il gioco. Noi cerchiamo di costruire i ragazzi per il successivo passo.”

Ha già in mente il disegno della prossima stagione, aspetta qualcosa o ha già deciso il percorso da intraprendere da luglio in poi? Qua con me non è facile allenarsi, ma sono davvero felice di esserci. Sono legato in amicizia a Mattia Collauto (responsabile del settore giovanile del Venezia Football Club, ndr) e adesso che siamo legati anche nel mondo del lavoro vogliamo cercare di restare perché siamo stati noi due  a portare a Venezia questa nuova filosofia per il settore giovanile. Per l’anno prossimo vedremo cosa deciderà la società, se resteremo in B ma tutto questo sarà deciso in un secondo momento, non adesso.”

Cosa ne pensa di questo regolamento giovanile collegato alla prima squadra? Il primo pensiero è che il Venezia si salvi, dopo aver ritrovato la categoria perderla sarebbe un grandissimo dolore per tutti. I ragazzi sono sicuro che daranno il massimo per restare. Sul regolamento del campionato primavera che è tutt’oggi collegato alla prima squadra posso solo dire che sta a noi educatori far fare il salto di qualità senza distinzione di categoria.

Si ringrazia il mister Marangon e tutto il Venezia Calcio per la gentilezza e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.

FOTO: Ufficio Stampa Venezia Calcio