Alla scoperta di Leonardo Mazza

Nell’anno più difficile e complicato del Bologna americano di Joey Saputo, terz’ultimo in Serie A e in piena lotta salvezza, la speranza per il tifoso rossoblu è data da uno sguardo ottimista verso il futuro. Dopo la retrocessione della passata stagione, la Primavera felsinea sta vivendo una delle migliori stagione della sua storia: mentre in campionato ha controllato e dominato il girone A del Primavera 2, raggiungendo l’obiettivo di tornare nella massima serie giovanile, in terra toscana, ha appena compiuto qualcosa di straordinario riportando a casa il torneo di Viareggio che mancava a Casteldebole da ben 52 anni. Se dalle parti del Dall’Ara si sono viste contestazioni, figuracce, cambi in panchina e varie modifiche in sede di mercato, al Comunale Biavati, sede delle gare casalinghe dei ragazzi di Troise, la routine del sabato è talmente positiva da risultare persino noiosa. La squadra vince e convince, senza risparmiare nessuno (o quasi) e senza far mancare mai nulla: dall’impegno alla tecnica, passando per la volontà di emergere. Simbolo e rappresentante di queste caratteristiche è senza dubbio il capitano Leonardo Mazza, vero e proprio punto di riferimento della squadra.

UN PERCORSO TUTTO ROSSOBLU – Leonardo Mazza si inserisce nella nuova generazione dei millenials italiani che si stanno affermando a livello giovanile o in categorie già professionistiche. Nato il 27 settembre 2000 a Bologna, comincia all’età di 5 anni a giocare nella scuola calcio dei felsinei, seguendo così le orme del padre Cristian che aveva vestito la maglia rossoblu fino ai 16 anni. Descritto sempre dagli addetti ai lavori come un ragazzo dotato di “colpi” e buona tecnica, inizia a giocare da trequartista con i Giovanissimi Nazionali di Pagliuca e da sotto età con gli Allievi Nazionali di Magnani. La svolta tattica avviene con l’Under 17 di Troise quando, complice la difficoltà a trovare spazio sulla trequarti, viene prima spostato mezz’ala e poi mediano davanti alla difesa: alla vigilia di una sfida contro il Milan a Vismara, il mister va a parlargli in privato dicendogli che avrebbe giocato la gara da play basso. Da quel giorno nessuno lo sposta più. È grazie al suo rendimento in campo che raggiunge la convocazione con l’Under 17 azzurra di Bigica. L’anno successivo passa in Primavera dove, nonostante la retrocessione della squadra, consolida le proprie qualità, ma il bello deve ancora venire…

CHE ANNATA!  Dire che siamo davanti alla stagione del grande salto e della consacrazione sarebbe un giudizio esagerato, o quantomeno frettoloso. Certo è, che è di quelle buone: 20 presenze in campionato in 21 giornate (una sola gara saltata per squalifica) con 7 assist e 10 gol, ai quali vanno aggiunti la rete nell’unica presenza in Coppa Italia e un gol alla Viareggio Cup (peraltro un rigore decisivo all’esordio) nei 7 gettoni collezionati. Un totale di 12 firme che gli permettono di superare la doppia cifra già a fine marzo. Mica male per un mediano. Il ragazzo però non produce solo bonus da fantacalcio, ma è un centrocampista a tuttotondo: mancino di piede ed eccellente tecnica alla quale abbina tanta grinta per sopperire ai 170 centimetri di altezza. Gli addetti ai lavori già se ne sono accorti e si sono appuntati il nome: prima in estate è arrivata la chiamata dal Napoli, ma per svariati motivi la trattativa salta, poi ad ottobre quella di mister Pippo Inzaghi per un’amichevole in Prima squadra contro il Perugia, nella quale parte titolare e gioca 70 minuti.

SOGNI, AMBIZIONI E… Eh già, ma allora qual è la destinazione di questo viaggio? Domanda banale che comporta una risposta altrettanto inutile e scontata. Impossibile saperlo. Certo è che l’attesa in certe situazioni, se diventa frenetica, può essere la peggior nemica. Non c’è fretta, il tempo è dalla sua parte e Leonardo sembra saperlo meglio di tutti. I due grandi sogni sono chiari: il ritorno in Nazionale e l’esordio in Prima Squadra col Bologna. Un calciatore non deve però focalizzarsi troppo su progetti e programmazioni future e per raggiungere i propri obiettivi la miglior ricetta è il lavoro quotidiano in un clima sereno. Seguendo questo solco, il ragazzo che impara dai modelli Xavi, Iniesta, Verratti e Torreira, non preclude nulla riguardo alla sua carriera, senza chiudere le porte ad un eventuale addio ai colori rossoblu: sarebbe un colpo al cuore per lui, ma per farsi le ossa servono anche esperienze lontano da casa. E se dunque il futuro, com’è normale che sia a quest’età, non è scritto, lasciamo concentrare il ragazzo su un presente ancor più roseo. Dopo il trionfo a Viareggio sono arrivati numerosi complimenti e i primi illustri paragoni che lo avranno di certo spedito in Paradiso per qualche ora. Leonardo ha la testa sulle spalle e sa bene che c’è ancora tanto da dimostrare sul terreno di gioco.

… EXTRA CAMPO Maggiorenne lo scorso settembre, frequenta l’ultimo anno di un liceo economico-sociale privato e tra pochi mesi svolgerà, come tanti suoi coetanei, l’Esame di Stato di fronte ad una commissione di professori. Ben diverso dall’esibirsi davanti ad un pubblico come ogni sabato. La famiglia è il suo primo sostegno dentro e fuori dal rettangolo verde. Papà Cristian, mamma Manuela e la sorella Sofia sono i principali e più accaniti tifosi, senza mai dimenticare nonna Giovanna che da poco lo ha lasciato. Nel poco tempo libero concessogli al di là dello studio e degli allenamenti, si distrae andando al cinema o per negozi insieme alla fidanzata Benedetta. Semplicità, determinazione e talento, ecco Leonardo Mazza: il capitano rossoblu dal futuro (radioso) tutto da scrivere.