Alla scoperta di Marco Pedroni, il centravanti della Cremonese

Nasce a Rho, a mezz’ora di macchina da Milano, e il calcio non doveva essere il suo sport. Questa è la storia di Marco Pedroni, punta centrale in forza alla Cremonese, che sta trascinando la formazione lombarda verso il sogno Play-Off. Già, avete letto bene, non ha cominciato da subito con il calcio, dato che fino all’età di 8 anni non aveva mai messo gli scarpini e calpestato quel prato verde, preferendo il nuoto alla sfera di cuoio. Poi cambia idea, e il sogno di diventare calciatore l’ha convinto a iscriversi alla scuola calcio Fansport Pero Calcio.

Nella sua prima squadra ha trascorso quattro stagioni, vissute senza pressione e con tanta spensieratezza. Il suo primo ruolo è difensore, ma col passare delle annate si iniziano a intravedere doti da finalizzatore che convincono tutti a farlo giocare più vicino possibile alla porta. Queste doti convinco gli osservatori dell’Accademia Inter, una delle società satellite dell’F.C Internazionale, a portarlo a Milano dove passa delle stagioni fantastiche, togliendosi grandi soddisfazioni personali, come il premio di miglior giocatore alla Ghotia Cup, e di squadra, come la vittoria nel campionato regionale e il buon percorso nelle finali nazionali.

Nel frattempo si inizia a delineare il tipo di giocatore che sarebbe diventato Marco, cresce molto fisicamente e sviluppa una buona tecnica di base accompagnata da un’ottima velocità di esecuzione. Con queste caratteristiche e le ottime stagioni all’Accademia l’attaccante di Rho si guadagna la chiamata dell’Inter che accetta nonostante la fede juventina.

Però la spietata concorrenza e l’inevitabile pressione fanno sì che Marco ci metta parecchio tempo ad ambientarsi e così a giugno il bilancio della stagione non è esattamente positivo, con pochi minuti i giocati e pochissimi gol. Allora Marco, in comune accordo con la società, capisce che è il momento di provare una nuova esperienza altrove e dopo poco alla porta dei dirigenti nerazzurri bussa il Chievo Verona con un’offerta di prestito per un anno. Marco ci pensa molto perché questo trasferimento comporterebbe cambiare scuola, amici e allontanarsi dalla famiglia a cui è molto legato ma alla fine si convince e inizia la sua prima stagione di Primavera con la maglia gialloblu.

A Verona le cose vanno meglio che a Milano, ma la stagione non è indimenticabile con 13 partite, 3 gol e la manifestazione di un talento pronto a fare il salto di qualità ma a cui manca ancora qualcosa per consacrarsi. Umanamente, invece, è un’avventura molto importante per Marco che, con la maturità che lo contraddistingue, decide di continuare il percorso scolastico: crede fortemente nell’importanza dell’istruzione a prescindere dal futuro che gli aspetta.

A fine stagione torna a Milano sapendo già che le possibilità di permanenza nel club nerazzurro sarebbero state poche, ma inizia comunque la preparazione con l’Inter riuscendo anche ad allenarsi con i giocatori della prima squadra. Dopo qualche allenamento però arriva un’offerta di trasferimento dalla Cremonese, squadra che avrebbe iniziato a settembre il campionato Primavera 2. Marco vuole solo giocare con continuità per dimostrare il suo vero valore e così accoglie la proposta, traslocando nuovamente.

Arriva convinto di avere tutte le carte in regola per poter giocare titolare e infatti viene subito schierato da titolare nella prima partita contro il Venezia e, da buon centravanti, non si fa scappare l’occasione e sigla l’assist che permette alla Cremonese di pareggiare. Da quel momento in poi non esce più dalle rotazioni di Mister Lucchini e continua quella che è sicuramente l’annata più positiva della sua carriera con 8 gol e 1 assist in 18 partite giocate. Non si limita a mettersi in luce solo con la Primavera ma accoglie con piacere anche qualche chiamata di Mister Rastelli per scendere in campo in allenamento con la prima squadra e imparare da quelli che un giorno potrebbero essere i suoi compagni.