Matar Dieye: dagli inizi in Senegal fino alla consacrazione in Ucraina

Il calcio ci ha sempre insegnato una regola fondamentale: avere tenacia. Non esistono scorciatoie. Lavoro duro, pazienza e non mollare mai sono gli ingredienti indispensabili per raggiungere il successo. Spesso si crede basti solo il talento per arrivare al top, ma non è così. “L’artista è nulla senza il talento, ma il talento è nulla senza il lavoro” affermava Emile Zola: niente di più vero. Oggi racconteremo la storia di Matar Dieye, un’ulteriore testimonianza che mostra come con il sacrificio e la dedizione per il lavoro possano portare al successo.

Ciao Matar, sei carico per questa nuova esperienza all’Olimpik Donetsk?

“Si sono molto carico per questa nuova esperienza all’Olimpik, sto lavorando molto e mi sto trovando bene con i nuovi compagni. Qui voglio fare molto bene e ripagare la fiducia che hanno riposto in me allenatore e società.”

Prima della tua esperienza in Italia, dove hai vestito la maglia di Sacilese, Altovicentino, Vicenza, Juventus, Torino ed Este, quando hai iniziato a dare i primi calci al pallone?

“Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 8 anni. Ho iniziato in Senegal, nella squadra del mio paese: il Darou Salam Fc.”

Quali sono stati i momenti più difficili e quelli più belli del tuo trascorso in Italia?

“Quando sono arrivato in Italia ho iniziato a giocare nella juniores della Sacilese (club friulano che ai tempi disputava il campionato di Serie D, ndr) assieme a mio fratello Fallou Dieye perché abitavamo lì vicino. Qui abbiamo vissuto momenti difficili perché oltre agli allenamenti in campo con la squadra, ci allenavamo anche nel tempo libero per integrarci meglio ai ritmi del calcio italiano. Il momento più bello è stato sicuramente la vittoria del Torneo di Viareggio con la Juventus allenata da Fabio Grosso. È stato speciale perchè la Juventus è anche la mia squadra del cuore.”

Matar, tu sei un attaccante molto fisico. C’è un giocatore alla quale ti ispiri in particolare?

“Il calciatore a cui mi ispiro è Romelu Lukaku del Manchester United, ma il mio giocatore preferito rimane sempre Cristiano Ronaldo.”

C’è un compagno alla quale ti sei legato maggiormente in questi anni?

“Il compagno di squadra con cui ho legato maggiormente è Boubacar Faye Traorè conosciuto ai tempi della mia esperienza al Torino. Ci siamo trovati molto bene insieme.”

Hai hobby particolari nel tempo libero o altre passioni oltre al calcio?

“La mia passione totale è il calcio, mi piace guardarlo un sacco anche alla Tv. Nel tempo libero mi piace anche studiare e leggere ‘Khassida’ un tipo di Corano scritto dal leader religioso senegalese Cheikh Akhmadou Bamba.”

Qual è il tuo grande obiettivo calcistico da raggiungere?

“Il mio sogno è quello di riuscire a diventare un grande calciatore e vincere tutto quello che vincono loro.”

Chiosa finale su un tema delicato. Negli stadi italiani non è ancora scomparso del tutto il razzismo, con episodi recenti che sono stati molto sconcertanti. Cosa ne pensi tu del razzismo nel calcio?

Sono molto contrario al razzismo. Siamo tutti uguali in questo mondo e dobbiamo imparare ad amarci l’uno con l’altro e diventare un’unica famiglia.”

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Matar Dieye: from the beginning in Senegal to the consecration in Ukraine

Soccer taught us an important rule: tenacity. There’re no shortcuts. The talent is not enough: hard work, patience and never give up are the ingredients to achieve the top. Emile Zola said: “The artist is nothing without the talent,but the talent is nothing whitout the hard work”, is true. Today we wanna tell the history of Matar Dieye, an example that shows the success from the sacrifice and the workout.

Hi Matar, are you excited for the new experience at the Olimpik Donestk?

“I’m very excited for the new experience at the Olimpik Donestk, i’m working hard and i’m well with my new team mates. I want to do a good job for the mister and the club”. 

When you started to play soccer? 

“I beginning to play soccer at 8 in Senegal at the Darou Salam Fc, the team of my village”.

What were the most difficult moments and the most beautiful ones you spent in Italy?

“My first experience in Italy was in the Sacilese’s Juniores in fourth division with my brother Fallou Dieye because we lived there. There were very difficult moments because for us the workout was double, with the team and in the free time for understand the italian’s soccer. The best moments was the Viareggio Tournament’s win against Juventus (my favourite team)”. 

Matar, you are a very physical striker. Is there a player who inspires you? 

“Romelu Lukaku of Manchester United, but my favourite is Cristiano Ronaldo”.

Do you have a special friendly relationship with a member of your teams?

“Yes is Boubacar Faye Traorè, met him at Torino Football Club”.

Do you have more hobbies or passions?

“My first passion is the soccer and watch it on Tv. I love study and read too, a kind of Corano ‘Khassida’ writted by Cheikh Akhmadou Bamba (religious leader from Senegal)”.

Whats your most important goal? 

“My dream is to become a great player and win everything”. 

What do you think about the racism in the Football places?

” I’m against to racism. We must learn to love each other and become a single family”.