Il calcio la sua più grande passione, Nadal e Francesco Totti i suoi due più grandi idoli. Nato il 06/03/2000 a San Miniato a in provincia di Pisa, Lorenzo Cavallini – millennials toscano – inizia giovanissimo nel settore giovanile della Fiorentina. Dopo la trafila nelle giovanili all’ombra della Cupola del Brunelleschi, e in famiglia solo tifosi viola sino al midollo, Cavallini intraprende una piccola deviazione nella sua Pisa prima di passare a titolo definitivo in quel di Foggia con un contratto triennale. In Puglia Cavallini si prende la fascia sinistra dei rossoneri, con ben sette gol nel campionato Primavera 2B. Tre al Lecce, due al Cosenza e uno rispettivamente al Perugia e al Benevento oltre alle sette convocazioni in prima squadra con l’ex Grassadonia nel calcio dei grandi al “Pino Zaccheria”.
Dotato di velocità e forza fisica vista anche l’esperienza nella Primavera dei nerazzurri da sotto età, è entrato a pieno regime nei dettami di Gaetano Pavone, l’allenatore che più di tutti gli ha dato consigli sul piano tecnico-tattico e tanta grinta affinché continui a sognare. Ragazzo umile fuori dal campo, parla con sincerità della pressione che sente quando indossa la maglia dei satanelli. Sa che deve fare la “bella figura” affinché a Foggia esploda il suo nome.
Come tutti i ragazzi che inseguono il sogno del calciatore, sa anche i sacrifici che questa strada chiede. Al primo anno in Puglia lega con i compagni del convitto per poi passare nell’anno corrente in un appartamento così da restare al passo degli allenamenti con la prima squadra. Nonostante la famiglia a oltre 600 km di distanza, Lorenzo conta ancora oggi sull’appoggio degli affetti più cari. Da “Devuélveme” di Ozuna alla racchetta di tennis, con la cornice della PlayStation a fine allenamento – Cavallini sa quando prendersi una pausa dal calcio senza correre troppo, aspettando con pazienza i traguardi futuri.