Primavera Tim Cup, Juventus-Genoa: le pagelle dei rossoblù

Russo 6: risulta difficile trovare delle sbavature nella prestazione dell’estremo difensore classe 2001. Esce con decisione per neutralizzare le minacce bianconere, prendendo spesso l’ascensore per salire in cielo e smanacciare via i pericoli. Trafitto dal dischetto da Petrelli, viene punito anche da Markovic ai tempi supplementari, con l’attaccante ex Crotone più lesto di tutti a ribadire in rete la sua precedente respinta.

Gasco 6: una prestazione a doppia faccia per il terzino rossoblù, che inizia nel migliore dei modi l’incontro. Sempre puntuale, preciso, ordinato in fase difensiva, concede soltanto le briciole a Monzialo sul suo versante. Con l’ingresso di Moreno, però, la musica cambia. Il numero due patisce le sortite offensive dell’esterno spagnolo, che lo punta e lo salta negli uno contro uno. Da evidenziare, inoltre, il rigore conquistato da Anzolin che s’incunea facilmente sul suo versante.

Piccardo 6,5: la fascia da capitano al braccio rispecchia il suo istinto da leader e da condottiero valoroso. Il binario di sinistra ha un solo padrone, e lo trova nella sicurezza e nell’esperienza conferita a tutto il reparto. Portanova fatica a liberarsi della sua marcatura, e in una partita così in bilico preferisce mantenere un’attenta posizione difensiva piuttosto che attaccare. Pochi errori e poche distrazioni, per un giocatore sempre concentrato e maturo (dal 104′ Dumbravanu 6: fa buona guardia il numero 13, che entra in un momento di massima spinta bianconera e tiene alto il livello di concentrazione).

Bellich 7: il centrale ex Novara giganteggia al centro dell’area di rigore, erigendo un muro invalicabile fino al 92′ per la Juventus e diventando autentico padrone del gioco aereo. Dotato di un fisico statuario, non disdegna nel far ripartire l’azione dalle retrovie e nell’incarnare il ruolo di playmaker. Quasi perfetto in copertura, è in grado di abbinare elegantemente quantità e qualità al servizio della squadra.

Da Cunha 7: gli interventi in scivolata sono il suo piatto forte, e si vede. Soprattutto nel primo tempo, il centrale portoghese ‘tappa’ qualsiasi pertugio utile per la Juventus, sventando in spaccata i filtrati disegnati da Nicolussi Caviglia & Co. Una grande iniezione di solidità e senso della posizione, posizione che non perde per tutto l’incontro e costituisce una coppia quasi impenetrabile con Bellich.

Adamoli 6,5: partita dal sapore speciale per il numero sei rossoblù. Tornato nel campo in cui è cresciuto e in cui ha vissuto tanti momenti della sua giovane carriera, il centrocampista classe 2001 ha voluto subito mettersi in mostra, cercando di dimostrare tutto il suo valore davanti al suo passato. Fondamentale il suo filtro davanti alla difesa, in cui ha funzionato da perfetto schermo per arginare le controffensive bianconere e dare una grossa mano in copertura (dal 69′ Cleonise 6: si muove tanto l’attaccante genoano, che cerca le combinazioni nello stretto con i compagni per chiudere la partita. Poche chance, invece, per incidere sotto porta).

Candela 6,5: terzino, esterno di centrocampo, esterno d’attacco. Tre ruoli in cui il numero sette è in grado di destreggiarsi ed esibire in vetrina tutte le sue potenzialità. Schierato nel tridente offensivo, apparentemente poteva sentirsi fuori luogo, ma ha saputo dialogare bene con i compagni e costruirsi azioni degne di note in virtù della sua grande duttilità. Uno dei talenti più interessanti della ‘cantera’ rossoblù.

Masini 6,5: un pallone basso e teso in mezzo nel primo tempo stava per regalare al Genoa il vantaggio, ma nessun compagno è riuscito ad intervenire sulla sua rasoiata. Lampi, strappi offensivi, emozioni improvvise. La sua partita è stata condita da molti spunti interessanti, che hanno mostrato le sue abilità palla al piede. Due fasi egregie, con il centrocampo rossoblù che può contare su un elemento davvero importante per il suo futuro.

Facchin 6: se il suo contributo sotto porta è stato piuttosto sterile, bisogna sottolineare il grande lavoro svolto dal numero nove nell’area di rigore della Juventus. L’attaccante classe 2000 ha fatto a sportellate con i centrali bianconeri, battendosi come un leone per ritagliarsi uno spazio da protagonista. Sempre in movimento davanti, ha dato profondità alla squadra e tenuto alto il baricentro (dal 69′ Karic 6,5: rimpolpa la mediana del Genoa di grande solidità, ricaricando le pile ad un centrocampo più spento fino a quel momento).

Pina Nunes 6,5: il centrocampista portoghese sta entrando piano piano nei meccanismi del calcio italiano, eliminando quelle leggerezze che avevano caratterizzato il suo avvio di stagione. Grintoso, carismatico, energico. Con la sua forza fisica e la sua ‘garra’ in mediana, il numero dieci ha rincorso con insistenza i portatori di palla, ringhiando fino all’ultimo minuto della sua partita (dal 91′ Zvekanov 6: entrato allo scadere dei tempi regolamentari, cerca di dare il suo contributo nei supplementari, correndo tanto e non lesinando generosità e spirito di sacrificio).

Petrovic 5,5: una nota stonata, questa, per l’attaccante croato, poco servito dai compagni e quasi mai nel vivo del gioco. Una prima frazione in ombra, in cui non è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante e ha faticato a superare Bandeira nell’uno contro uno (dal 46′ Bianchi 7: il suo ingresso in campo dà la scossa alla squadra. Mostra subito le sue qualità, andando al tiro con frequenza e facendo correre un brivido lungo la schiena dei tifosi bianconeri. Illude il Genoa con il gol del momentaneo vantaggio, con una perla nel repertorio di un grande attaccante).