Primavera Tim Cup, Juventus-Genoa: le pagelle dei bianconeri

Israel 6: ancora titolare l’estremo difensore uruguaiano, sempre una garanzia quando si tratta di sostituire Loria. Partita attenta e priva di sbavature la sua: sicuro nelle uscite alte e nelle respinte con i pugni, abile e talentuoso nei disimpegni con i piedi. L’unica ‘macchia’ della sua partita è l’essere andato giù senza troppa opposizione nel tu per tu con Bianchi, spalancando la strada al talento rossoblù per il momentaneo vantaggio.

Bandeira 6,5: la frizzante verve offensiva del terzino portoghese è diventata ormai un marchio di fabbrica nella manovra di gioco della Juventus. Il numero due si sgancia con frequenza nella metà campo avversaria, liberandosi dalla catene soprattutto nella ripresa. Cross, sovrapposizioni, accelerazioni: il suo repertorio è ben noto a tutti, e risulta difficile trovare una partita in cui Bandeira non lo abbia esibito con grande classe.

Anzolin 6,5: questo pomeriggio non ha la fascia al braccio che lo ha contraddistinto contro lo Young Boys, ma l’apporto che dona alla squadra è tipico di un leader. Carattere, ordine, esperienza. Il terzino classe 2000 dirige la difesa come un perfetto direttore d’orchestra, abbinando ad un’attenta copertura qualche guizzo offensivo degno di nota. Dal suo spunto, infatti, è nato il calcio di rigore trasformato con freddezza da Petrelli.

Makoun 6,5: “Se dovessi andare in guerra mi porterei Gattuso”, diceva Zlatan Ibrahimovic. La Juventus, invece, si porterebbe volentieri con sé il centrocampista venezuelano. Adattato ancora una volta sulla linea dei difensori, il numero quattro ha saputo fornire la sua solita dose di ‘garra’ e sostanza, andando anche poche volte in difficoltà nei duelli con gli attaccanti avversari. Prestazione di carisma, di solidità, di un giocatore in continuo crescendo.

Morrone 6: balza agli occhi, immediatamente, la reazione del centrocampista bianconero dopo il gol subito. Scuote la testa, si innervosisce, suona subito la carica ai compagni. Testimonianza di come, insito nel suo carattere, sia innato il desiderio di vincere e la volontà nel prendere per mano la squadra nei momenti di difficoltà. Meno incisivo in regia, risulta prezioso nell’interdizione con alcuni preziosi palloni recuperati (dall’ 85′ Markovic 7: un voto alto simbolo del gol pesante che ha realizzato. Al posto giusto, nel momento giusto, l’attaccante ex Crotone ha ribadito in rete una respinta di Russo da vero rapinatore d’area di rigore, indicando la via dei quarti di finale alla Juventus).

Boloca 6,5: sta acquisendo fiducia e autostima il centrale romeno, che in queste ultime apparizioni sta trovando maggiore continuità. Baldini lo aveva detto: “Arriverà per tutti l’occasione giusta”, e la granitica prova del difensore classe 2001 sta ripagando le scelte del tecnico bianconero. Nell’inedita coppia con Makoun, ha braccato a uomo Facchin, oscurando il killer instinct dell’attaccante rossoblù e intervenendo in anticipo con grande puntualità (dal 76′ Gozzi 6,5: il suo ingresso in campo dà la giusta carica in termini di grinta e carisma. Respinge con attenzione gli ultimi assalti rossoblù, sganciandosi in avanti per supportare la manovra bianconera).

Monzialo 6,5: finalmente si è rivisto il Monzialo che tutti conosciamo! Schierato nel trittico offensivo, l’esterno francese è tornato a spingere e cavalcare sulla fascia sinistra. Esente da compiti difensivi, ha potuto concentrare tutte le sue energie negli uno contro uno e nei guizzi in area avversaria, risultando tra i più pimpanti nella prima frazione. Con il passare dei minuti, però, il numero sette finisce con l’uscire piano piano di scena (dal 65′ Moreno 7: la vera rivoluzione è stata dettata del suo ingresso. Ha voglia di incidere, di mettersi in luce, di dimostrare a tutti di essere tornato. A sinistra è una scheggia impazzita, e i suoi movimenti mettono in seria difficoltà la retroguardia genoana).

Francofonte 6: il gol realizzato contro l’Udinese è stata la giusta medicina per iniettare nelle sue vene la fiducia di cui necessitava. Parliamo di un centrocampista versatile, duttile, capace di svolgere con diligenza i compiti assegnatogli e mantenere l’equilibrio di squadra. Incontro positivo il suo, nel quale è mancata un po’ di fantasia e di personalità ma è da evidenziare il ‘lavoro sporco’ con il quale ha vestito i panni del filtro davanti alla difesa (dal 65′ Fagioli 6: pimpante, vivace appena entra in campo. Il suo estro e il suo talento sono ben noti a tutti, tant’è che la linea difensiva rossoblù lo tiene sotto osservazione. Si vede meno col passare dei minuti, partecipando poco al forcing finale).

Petrelli 7: partita complicata, stregata, di grande sofferenza, nella quale l’attaccante ex Cesena si è battuto come un leone per 90′ senza essere servito nel modo corretto dai compagni. Fino al 92′, quando il calcio di rigore conquistato da Anzolin necessitava di un degno tiratore per risollevare il morale e le speranze. Il bomber bianconero non ha tradito le aspettative, prendendosi la responsabilità e riaccendendo le speranze in una serata davvero difficile.

Nicolussi Caviglia 6,5: è uomo-ovunque il centrocampista aostano, che svaria su tutto il centrocampo alla ricerca del pallone. È lui il punto di riferimento in mezzo, dando sempre la giocata ai compagni che si rifugiano in lui per non perdere il controllo della sfera. Con Nicolussi Caviglia, il pallone è in cassaforte. Tanta personalità, tanta fantasia, tanta intelligenza nel ricercare sempre la giocata più adatta a quella situazione.

Portanova 6: la posizione di esterno destro è solo una tra le tante presenti nel ricco identikit del centrocampista ex Lazio. Giocatore duttile, capace di disimpegnarsi sempre senza sforzo in qualsiasi ruolo venga schierato. Patisce, quest’oggi, la solida difesa del Genoa, che gli concede soltanto pochi metri per agire, stringendogli attorno al collo una morsa che non lo lascia respirare e lo oscura per quasi 80′ (dal 76′ Frederiksen 6: pericoloso quando va alla conclusione, l’attaccante danese ha creato qualche grattacapo a Russo con i suoi tiri dalla lunga distanza. Si divora il gol del pareggio, non riuscendo ad indirizzare in porta di testa il traversone di Moreno).