FOOTURE LAB – MONDOPRIMAVERA

Dopo le prime due puntate dedicata all’analisi di Vincenzo Millico (2000) del Torino e il confronto tra i due difensori Ferigra (Torino) e Rizzo (Inter), ecco un nuovo contenuto della nostra sezione “match and player analysis”. Ancora una volta grazie all’analisi e ad al lavoro svolto da Footure Lab.

In questa occasione non verranno analizzate le statistiche relative a dei giocatori in particolare, ma ad un’intera squadra. La prima TEAM ANALYSIS che siamo fieri di ospitare sulle nostre colonne è quella che riguarda l’Atalanta di mister Brambilla, attuale prima della classe nel campionato di Primavera 1. Da anni l’Atalanta Primavera, nonostante il ricambio di allenatori e giocatori, riesce a proporre un buon gioco e a valorizzare tanti talenti del vivaio. Quali sono i segreti dello staff nerazzurro e come questi si riflettono nel rendimento della squadra visto finora in campionato? Scopriamolo insieme.

N.B: i dati si riferiscono alle prime 9 giornate di campionato e non tengono conto dell’ultima vittoria della Dea

ECCO UN ESTRATTO DAL REPORT REALIZZATO DA FOOTURE-LAB 👇

FOOTURE LAB – TEAM ANALYSIS

L’Atalanta di Mister Brambilla occupa attualmente la prima posizione nel campionato Primavera 1, frutto di un lavoro e di un gruppo portato avanti dall’anno scorso: Carnesecchi, Del Prato, Zortea, Colpani, Kulusevski, Peli e Nivokazi garantiscono continuità nel biennio bergamasco e sono garanzia di grande forza e qualità, come testimoniato dalla classifica.

I numeri indicano un’identità ben precisa, che li colloca tra le pretendenti per arrivare in fondo in questa stagione: un 4-2-3-1 come modulo basico in fase di possesso, che spesso si tramuta in un 4-3-3 in fase di non possesso, con Kulusevski uomo chiave in questo senso.

COME INIZIA L’AZIONE E COME SVILUPPA

 

Distinguiamo la situazione da inizio azione, ovvero le scelte della squadra quando il gioco riparte dal fondo, in situazione statica, dallo sviluppo in zona bassa.

I dati sono chiari: l’Atalanta predilige iniziare l’azione dal basso, non ricerca quasi mai la soluzione diretta sul terzino (media) e sporadicamente cerca la palla lunga sugli attaccanti.

Un’identità in questa situazione ben precisa, marcata: soluzione adottata anche grazie all’ottimo livello tecnico e qualitativo presente in rosa.

Andiamo ora a capire, in base ai dati, quante volte questa scelta viene premiata, ovvero quante volte l’Atalanta riesce a consolidare il possesso nella metà campo avversaria in seguito alle scelte iniziali.

Il trend sull’esito di queste scelte non lascia spazio a dubbi: l’Atalanta trae beneficio nell’iniziare l’azione dal basso.

Con il 71% di tentativi positivi, la squadra riesce a consolidare maggiormente il possesso con la soluzione corta, percentuale che scende vertiginosamente quando si opta per la soluzione lunga (41% positiva): quando i dati ci forniscono strumenti per capire anche le caratteristiche e i trend della nostra squadra.

E quando la sfera è in possesso dei difensori, in una zona più alta, in situazione di attacco organizzato?

 

In questa fase, le scelte sono ancora più marcate: la costruzione corta continua a farla da padrona, con un 84% dominante sulle altre soluzioni.

Le percentuali positive di consolidamento del possesso nella metà campo avversario sono perfettamente uguali quando l’Atalanta opta per la soluzione corta (71% positiva), a testimoniare la scelta predominante come frutto di un lavoro portato avanti dallo staff tecnico.

COME PERDE IL POSSESSO L’ATALANTA?

Una squadra con un alto tasso tecnico e con una grande sicurezza dei propri mezzi: questa la prima opinione leggendo i dati su inizio azione e costruzione.

Ma come perde il possesso? E dove maggiormente?

 

Si può notare come la maggior parte delle palle perse deriva da un passaggio errato o dalla perdita di un duello. I dati, inoltre, indicano quello che rappresenta la normalità: ovvero la maggior percentuale di palle perse si concentra nella zona offensiva ed ultra-offensiva.

COME ATTACCA LA LINEA DIFENSIVA AVVERSARIA?

 

Di sopra vengono riportati il volume degli attacchi linea dell’Atalanta e la pericolosità, quantificata con il rilevamento delle occasioni gol create e le azioni promettenti (situazioni di pericolo vanificate al momento dell’ultimo passaggio o di un tiro ribattuto da buona posizione): gli sportsdata indicano che per il rapporto tra volume e pericolosità l’Atalanta sfrutta molto e bene i cross (circa il 30% dei gol deriva da questa situazione) e le triangolazioni per superare la linea difensiva avversaria (anche se le marcature derivanti da queste situazioni non superano il 5% del totale).

Dal grafico possiamo dedurre come l’Atalanta cerchi di attaccare la linea avversaria in situazione dinamica: dai cross (il 26% degli attacchi linea totali) derivano il 29% dei gol segnati, da inserire come uno dei punti di forza in fase offensiva.

Le triangolazioni e gli attacchi diretti, cercati spesso, non sono una soluzione che, ad oggi, sta portando particolare efficacia al club orobico.

Un’arma importante e non particolarmente sfruttata in confronto alle potenzialità espresse sono i tiri (da fuori area o in area), una delle soluzioni individuali insieme all’azione personale, frutto di creatività personale, che in relazione ai tentativi sono particolarmente produttivi.

Menzione anche per i calci piazzati, rispettivamente terza e quarta opzione più produttivi in termine di realizzazione.

 

FASE DI NON POSSESSO – COME RECUPERA LA PALLA E DOVE

Come dimostrano i dati sotto riportati, l’Atalanta non è una squadra che aspetta l’errore tecnico della squadra avversaria in maniera passiva e, pur avendo una percentuale relativamente bassa di recupero palla in zona ultra-offensiva (il 4% del totale), compensa con il 24% di recupero in zona offensiva, parametro molto importante e derivanti prevalentemente da passaggi intercettati o da duelli difensivi, che rispetto all’errore tecnico (anche se indotto da un pressing coordinato) dell’avversario, indicano la “presenza” attiva in quella zona di campo, nella fase di non possesso.

In generale, possiamo notare dal primo grafico come la squadra di Mister Brambilla abbia una maggior percentuale di recupero palla nei passaggi intercettati e nei duelli.

 

 

Dal grafico sopra, emerge il recupero palla prevalente in zona difensiva (dato normale e omogeneo): il recupero palla derivante da un errore tecnico (ricezione errata ad esempio) o da una spazzata degli avversari, denominato possesso vacante, si concentra in zona difensiva e ultra-difensiva.

Discorso a parte per le seconde palle: l’Atalanta ha una media di 7,5 di seconde palle difensive (ovvero derivanti da un possesso degli avversari) a partita, del quale il 79% finiscono con un recupero palla degli orobici, con dei picchi positivi in zona ultra-difensiva e difensiva.

COME SUBISCE GLI ATTACCHI ALLA PROPRIA LINEA E COME SUBISCE RETI

L’Atalanta, ad oggi, ha subito 8 reti in 9 partite, una media rovinata dalla sconfitta contro la Roma per 0-3, alla sesta giornata. Vediamo come avvengono gli attacchi linea alla difesa bergamasca.

Abbiamo messo in relazione le otto reti subite con il volume totale degli attacchi linea e, andando in profondità, come avvengono le occasioni gol e le azioni promettenti: si evince che soffre maggiormente situazioni difensive di cross e traversoni, in contesto collettivo e i reparto; otto gol sono ancora pochi, ma nel grafico delle occasioni gol e azioni promettenti subite notiamo che non subisce molto in relazione alle altre squadre, ma il denominatore comune è la situazione di sofferenza nei cross, mentre è presente un ottima gestione nel limitare i rischi negli attacchi diretti in relazione al numero di tentativi avversari.

 

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