Intervista a Agostino Esposito, papà di Salvatore

Ritorna l’appuntamento settimanale con la rubrica “Dicono di loro” dove raccontiamo le future promesse del nostro calcio con l’aiuto di chi le conosce meglio: genitori, parenti e amici. Abbiamo fatto una chiacchierata con Agostino Esposito, papà di Salvatore, che ci ha raccontato aneddoti e curiosità riguardo al giovane centrocampista che sta facendo molto bene in questa nuova esperienza nella Spal. Originario di Castellammare di Stabia ma trasferitosi a Brescia, Salvatore inizia così nelle giovanili della nuova città prima di passare all’Inter che lo valorizzerà al meglio. Due scudetti vinti, numerosi gol e diversi ruoli coperti: conosciamo meglio Salvatore Esposito raccontato dal papà.

Buonasera sig. Esposito, innanzitutto la ringrazio per averci concesso quest’intervista. Lei è allenatore, vorrei cominciare chiedendole se questo ruolo possa aver influito sulla nascita della passione di suo figlio.

“No, questa passione si tramanda di generazione in generazione, da mio padre a me ed anche il fratello di mia moglie, abbiamo sempre giocato tutti a calcio. Passione di famiglia. Inoltre ho un aneddoto su Salvatore da raccontare: lui ha iniziato a camminare a 10 mesi proprio con una pallina, si può quindi immaginare… “

Dal settore giovanile dell’Inter all’aggregazione con la prima squadra della Spal. Ripercorriamo la crescita di Salvatore fin qui.

“Salvatore ha iniziato nel settore giovanile del Brescia quando ci siamo trasferiti, dopo 3 anni è passato all’Inter insieme agli altri due fratelli minori. Lì ha vinto due scudetti con l’Under 15 e con l’Under 17 facendo molti gol e giocando in due ruoli differenti: da esterno a trequartista, veniva sfruttato dove c’era più bisogno.”

La sua duttilità gli permette di ricoprire diversi ruoli. Qual è quello che predilige?

Io intravedevo già in lui le caratteristiche per svolgere il ruolo che svolge oggi: il playmaker davanti alla difesa. Duttilità, caparbietà, furbizia e scaltrezza associati ad un buon piede, per queste abilità penso sia il ruolo che più gli si addice. Anche Salvatore, infatti, si trova molto a suo agio”.

Da allenatore lei può darci un parere tecnico sulle qualità di suo figlio in campo e fuori?

Sì, Salvatore è dotato di una grande tecnica, di una grande personalità e il ruolo che ricopre oggi è quello che gli dona di più. Consapevole delle sue doti, deve sicuramente migliorare e per questo si allena molto sulle palle inattive. Ha un tiro a giro molto potente che sa sfruttare molto bene e lo allena costantemente. Ti svelo che dopo gli allenamenti lui si concentra un’altra mezz’ora a tirare solo calci piazzati, cerca l’angolino e a volte lo prende pure; è un gesto che va sempre allenato e Salvatore lo sa”.

Inizio di campionato che sta sorridendo a Salvatore, sta facendo bene da capitano della capolista di Primavera 2A. Come si sta trovando?

“Da gennaio scorso è passato alla Spal dove è contentissimo del percorso che sta facendo, è riuscito a fare 8 panchine in Serie A la passata stagione e quest’anno ha fatto il ritiro con la prima squadra. Lui comunque gioca nella Primavera, è il capitano e sono primi in classifica. Inoltre, continua ad alternare gli allenamenti con la prima squadra e la Primavera in cui penso stia facendo bene. Poi io sono abbastanza critico e se gioca male glielo dico (ride, n.d.r) non entrando nei meriti in quanto non sono il suo allenatore e lui deve prima ascoltare i consigli del suo mister. Aspetti che comunque Salvatore sa gestire bene in quanto ha sempre dimostrato maggior maturità rispetto alla sua età”. 

Settore giovanile nerazzurro importante per la vostra famiglia, anche Sebastiano e Francesco Pio giocano nel vivaio interista. Da genitore che emozioni si provano a vedere tre figli che promettono così bene?

“Le confido una cosa: di Salvatore quest’anno sto vedendo più partite perché per lavoro mi trovo sui campi, ma purtroppo degli altri due ne ho vista soltanto una fino ad ora. Quella del più piccolo (classe 2005, n.d.r.) di domenica scorsa che ha vinto il derby ed ha fatto anche gol e il secondo tempo di Sebastiano, sempre lo stesso giorno. Purtroppo le emozioni non riesco a godermele tutte, mentre la mamma li vive e li vede di più andando alle partite insieme alla sorella più grande. Io vedo una marea di partite per lavoro ma sono sempre altre e non quelle dei miei figli, ripeto purtroppo”.

Tornando a Salvatore, ha qualche idolo o calciatore al quale si ispira?

Il suo idolo è Totti, da tifoso della Roma. Inoltre si rivede un po’ in lui per qualche movenza che lo può ricordare”.

Il rapporto con la scuola ha mai creato problemi?

“No, Salvatore non ha mai dato problemi con la scuola, si applica abbastanza e quest’anno si diplomerà”.

Altra soddisfazione è senza dubbio vestire la maglia della Nazionale. 

“Sicuramente. L’ultima chiamata è arrivata l’anno scorso per l’Under 18, poi mai dire mai, magari quest’anno che agli occhi di tutti sta facendo bene potrà arrivare di nuovo. Speriamo bene”.

Quali sono i suoi progetti e sogni futuri?

“Salvatore sogna il debutto in Serie A, non ci è riuscito l’anno scorso ma quest’anno lui ci crede e ci tiene tantissimo. Fino ad ora sta facendo bene ma la prima squadra è ben messa a centrocampisti. Si sa mai che a gennaio abbiano bisogno e riesca a coronare questo suo sogno nel cassetto, anche se è ancora presto per parlarne…”

La ringrazio ancora per questa chiacchierata sig. Esposito.

“Grazie a voi!”