Le parole di Francesco Baldini, allenatore della Juventus Primavera

Serata europea quella appena trascorsa per la Juventus targata Francesco Baldini. Incontro emozionante, da brividi, in bilico fino all’ultimo, contro quel Manchester United che all’andata si era imposto per 4-1. Esito diverso, fortunatamente per i bianconeri, nella gara di ritorno: 2-2 e tanti applausi al termine dei 90′, in cui le reti di Petrelli prima e Portanova poi, sono state agguantate dai Red Devils. A margine della sfida di Youth League, il tecnico Baldini ha rilasciato questa intervista, rispondendo anche ad alcune domande del nostro inviato di MondoPrimavera.com.

Oltre alla reazione in seguito alle ultime apparizioni, la squadra ha disputato anche un’ottima prestazione contro un avversario di grande valore…

“C’è un po’ di rammarico perché i ragazzi hanno disputato un’ottima partita contro una squadra fortissima, formata a partire da una selezione di oltre 50 ragazzi. Eravamo consci della loro forza, per questo abbiamo preparato la gara in maniera maniacale. I ragazzi, in questo, sono stati bravissimi. Dentro lo spogliatoio, ho detto loro che non voglio più vedere quello che è successo sabato contro il Palermo. Questa è una squadra forte, di grande qualità, e l’esempio della prima squadra che è un martello pneumatico e non molla di una virgola nessuna partita deve essere preso come modello. Se qualcuno ci batte voglio che andiamo là a stringergli la mano, ma senza agevolarli ulteriormente. Contro lo United c’è stata un’ottima reazione, e ora mi aspetto un’altra grande prestazione contro il Sassuolo”. 

La linea difensiva formata da tre centrali di ruolo l’ha soddisfatta? 

“È stata una fase difensiva importante, finché non siamo calati un po’ fisicamente. Monzialo ha fatto un lavoro strepitoso sulla destra a dare una mano a Capellini, e nel momento in cui è calato lui abbiamo fatto un po’ più di fatica in mezzo al campo. I ragazzi hanno giocato una partita a viso aperto, con la consapevolezza che in Europa devi saper soffrire e poi attaccare mettendo in sofferenza l’avversario. Oggi questo è stato un aspetto importante della nostra partita”. 

Guardando la classifica, adesso c’è la possibilità di blindare il secondo posto e andare avanti nella competizione. Un traguardo che manca da qualche anno…

“Siamo in una buona posizione, però io sono già concentrato alla gara di domenica mattina con il Sassuolo. I miei giocatori lavorano come dei matti dal 18 luglio e, ogni volta che c’è la pausa per le Nazionali, me ne portano via fortunatamente 15/16. I ragazzi non si sono mai fermati, quindi dopo la sfida con il Sassuolo staccheremo un po’ la spina per avere del riposo. Per chi andrà in Nazionale, invece, i giorni liberi arriveranno più avanti. Dopo il tour de force contro Inter e Palermo, abbiamo concesso due giorni liberi a chi non si era ancora fermato, e questi sono fattori che in una partita come quella contro il Palermo paghi. Però la situazione è questa e non possiamo fare altrimenti, se no a Natale non ci arrivo (ride n.d.r.)”. 

C’è una motivazione particolare per cui Fagioli non è sceso in campo dall’inizio? 

“Siamo tutti d’accordo con le dichiarazioni fatte da Allegri in conferenza stampa. Fagioli è un ragazzo che sa giocare a calcio, e ricordiamoci che lo scorso anno non era titolare in Primavera per cui arriva anche lui dall’Under 17. Oltre alle indiscusse qualità tecniche, riconosciute da tutti, ci vuole anche la condizione fisica perché lo stiamo piano piano recuperando. Non è partito quest’estate con questo gruppo, quindi abbiamo bisogno che si inserisca al 100%. Ha bisogno di migliorare alcuni aspetti del suo carattere se vuole diventare il top player di una squadra importante. Mi sento di fare i complimenti a tutti gli allenatori che lo hanno avuto nel settore giovanile e lo hanno aiutato nella sua crescita. Adesso deve fare uno step di crescita dal punto di vista fisico soprattutto, avendo la pazienza per farlo diventare un top player”.

È arrivata una risposta da chi, nelle prime gare, giocava un po’ meno? 

“Sono cresciuti veramente tutti. Li sto vedendo crescere, giorno per giorno anche a livello di atteggiamento. Sapevate che ho avuto qualche problemino comportamentale all’inizio con Di Francesco, i miglioramenti di Gozzi sono sotto l’occhio di tutti, ma parliamo sempre di un giocatore titolare nell’Italia Under 19 ma che inizialmente era ancora legato alla fotografia della Juve Under 17 così come Leone. In Italia, lo scorso anno ho avuto la fortuna di vincere il campionato con gli Allievi della Roma, e quest’anno, nell’ultima partita, di quel gruppo ha giocato uno solo, ossia Cangiano. Noi li stiamo facendo giocare tutti quelli che sono stati riconfermati: è logico che io devo essere bravo a moderare il loro inserimento. Naturalmente, i ’99 e i 2000 sono più grandi, anche sotto altri punti di vista, ma Gozzi, Boloca, Leone, Di Francesco, Francofonte li sto vedendo crescere tra le mie mani, e con lo staff stiamo svolgendo un grande lavoro. I ragazzi si stanno compattando in maniera importante”. 

Visto che ha parlato della Roma, che differenza c’è tra Riccardi e Fagioli? 

“Riccardi ha già disputato un campionato intero lo scorso anno con la Primavera della Roma, è già andato in panchina diverse volte con la prima squadra anche. Ha avuto semplicemente un percorso diverso. A livello tecnico, riconosco una similitudine incredibile. Sono due giocatori che possono fare gli esterni d’attacco e i centrocampisti. Riccardi è leggermente un po’ più avanti semplicemente perché ha fatto un percorso diverso. Percorso che stiamo cercando di far fare a Fagioli, che sono convinto arriverà ad essere devastante”. 

Tralasciando il fattore casalingo, qual è stata secondo lei la grande differenza rispetto all’andata? 

“All’andata sembravamo intimoriti. Davamo la sensazione di avere paura. Forse, arrivando da tante vittorie consecutive, avevamo pensato che fosse più facile, io per primo. Non l’avevamo preparata come abbiamo invece fatto questa sera, non li conoscevamo bene. È più facile, per un allenatore, veder giocare una squadra dal vivo e preparare di conseguenza la partita. I ragazzi hanno svolto un lavoro clamoroso, siamo andati uomo contro uomo a tutto campo perché penso sia l’unico modo per limitare una squadra che gioca un calcio così da vent’anni. Noi stiamo iniziando un certo tipo di calcio da poco, nei nostri settori giovanili, quindi è chiaro che all’inizio paghi un po’ lo scotto. L’unico modo era quello di non perdere i duelli: non era facile e i ragazzi sono stati bravi”. 

Per quanto riguarda Moreno, già domenica potrebbe tornare titolare? 

“Moreno era arrabbiatissimo ma io gli ho detto che non deve farsi più male perché deve durare otto mesi. La stima per il suo recupero era fissata a ieri, quindi possiamo dire che lo staff ha svolto un lavoro incredibile rendendolo disponibile una settimana prima. Era un rischio molto grande: è logico che se gioca 15′ in questo modo, magari la prossima non giocherà tutta la partita ma 40′. Andremo a inserirlo piano piano. È logico che un giocatore così è mancato in questo periodo ma i suoi compagni hanno comunque fatto bene”.