Juventus-Manchester United: le pagelle dei bianconeri

Loria 6: l’estremo difensore bianconero risponde presente dopo pochi minuti, dicendo di no al tocco ravvicinato di Greenwood. Trasmette sicurezza ai compagni di reparto, guidando la linea difensiva da autentico leader. Poche, pochissime le colpe in occasione delle due marcature inglesi.

Anzolin 6: solita prova di generosità e sacrificio la sua. Avanzato il suo raggio d’azione, abbina ad un’ordinata fase difensiva una grande facilità nell’inserimento in area e nei traversoni dal fondo. Da questi ultimi, infatti, la Juventus si rende pericolosa, con il terzino bianconero in grado di esibire, per l’ennesima volta, le qualità del suo delizioso mancino.

Pereira Serrao 5,5: croce e delizia il portoghese in questa serata di Youth League. Nel primo tempo rimedia ad un errore precedente sventando in extremis una minaccia dell’attacco avversario. Nella ripresa, però, una sua deviazione sfortunata sul tiro di Chong propizia il pareggio dello United: difensore solido e imperioso, che a tratti si lascia andare a qualche ingenuità di troppo.

Capellini 5,5: primo tempo di ordinaria amministrazione per il difensore bianconero, schierato a destra nel trittico scelto da mister Baldini. Gli inglesi attaccano poco dal suo lato nelle prime battute, salvo poi liberarsi dalle catene nella ripresa. Greenwood è una scheggia impazzita e il centrale classe 2000 patisce le sue scorribande: è dal loro duello, infatti, che nasce il rigore del 2-2 poi trasformato da Barlow (dal 79′ Boloca s.v.).

Monzialo 6,5: è lui, sicuramente, l’emblema di questa serata per la Juventus. Snaturate le sue importanti doti in fase offensiva per dare una mano in copertura, l’esterno ex Caen sfodera una prestazione da autentico stakanovista. Corre, ripiega, contrasta nell’interdizione: se mister Baldini era alla ricerca di risposte questa sera non può che ammirare la sua invenzione. Il simbolo per eccellenza di una squadra compatta, unita, caparbia nel raggiungere i propri obiettivi (dal 66′ Di Francesco 6: entra con la voglia di spaccare in due la partita, cercando di cambiare l’inerzia dell’incontro con i suoi spunti e le sue accelerazioni. Freschezza e verve offensiva, però, non bastano per abbattere il muro eretto dalla retroguardia ospite).

Francofonte 6: fiducia ripagata, questa, per il centrocampista bianconero, schierato come mezz’ala e propenso a svolgere un importante lavoro per gli equilibri della squadra. Costruisce poco nell’impostazione, ma il pressing alto sui portatori di palla avversari e un giusto mix in mediana tra quantità e qualità valgono la sua riconferma. Anche lui, sicuramente, rappresenta un’ottima scoperta e un gioiello da coccolare in casa juventina (dal 62′ Fagioli 6: il gioiello della ‘cantera’ bianconera rappresenta sicuramente un patrimonio per la società. Incanta ogni volta che ha il pallone tra i piedi, pur faticando a liberarsi dalla morsa avversaria. Difficile, infatti, entrare a partita in corso in gare così delicate e combattute e lasciare il segno).

Petrelli 7: gli aggettivi per descrivere l’attaccante classe 2001, oramai, sono terminati. Ennesima partita di qualità, sostanza, carisma la sua, condita da una rete e da un assist. Nervi saldi dal dischetto per spiazzare Kovar e firmare il vantaggio, altruismo e fantasia nel disegnare per Portanova l’invito a nozze del 2-2. Non finiremo mai di ammirare il talento di questo giocatore, identificato già come il trascinatore indiscusso della Primavera di Baldini.

Portanova 7: che avesse un certo vizietto del gol era ormai noto a tutti, ma adesso sta davvero esagerando. Un’altra perla, di rara bellezza, da aggiungere alla sua già ricca collezione. Centrocampista moderno, letale negli inserimenti e dotato di un’estrema duttilità che lo rende elemento imprescindibile di questa Juventus. Il gol, poi, parla da sé: glaciale nell’uno contro uno con Kovar, e palla che passa tra le gambe dell’estremo difensore inglese (dal 79′ Moreno s.v.).

Nicolussi Caviglia 6: il fantasista aostano è sicuramente un giocatore dotato di un QI superiore alla media. Questa sera, infatti, ne ha dato un’ulteriore dimostrazione. Sembrava folle ipotizzare un tiro da centrocampo con la Juventus proiettata in contropiede: eppure, la realizzazione è stata quasi poetica. Peccato, soltanto, per l’esito finale, con il suo tentativo che si è spento di pochissimo dall’incrocio dei pali.

Gozzi Iweru 7: finalmente Gozzi Iweru verrebbe da dire! Dopo una fase iniziale in cui il difensore classe 2001 ha faticato a trovare minutaggio, è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante tra i titolari bianconeri, convincendo a suon di prestazioni da vero mastino difensivo. Forza fisica, accelerazioni, senso della posizione: è lui il chiaro esempio di chi, attendendo in silenzio il suo momento, ha arricchito il suo “carpe diem” con una prova davvero impeccabile.

Morrone 6,5: chiavi del centrocampo in mano, il numero 18 ha vestito i panni del metronomo, sventagliando in mezzo al campo per dettare i tempi di gioco. Con le sue giocate tutt’altro che banali e le sue verticalizzazioni improvvise, ha dato prova della sua grande personalità, unita ad un’attitudine tattica che lo ha visto uscire vincitore nel duello contro il centrocampo dello United (dal 66′ Makoun 6: la ‘garra’ e il carisma a centrocampo sono due aspetti che certo non gli mancano. Funge da schermo davanti alla difesa, bloccando sul nascere alcune iniziative pericolose targate Gomes e compagni, surriscaldando anche gli animi nel finale con Traore).