Le parole dell’allenatore del Genoa

Una doppia sconfitta di misura ha caratterizzato questo avvio di campionato per il Genoa. I giovani rossoblù, dopo il k.o. casalingo contro l’Atalanta, sono stati sconfitti dal Torino in virtù di un gol all’ultimo respiro di Nicola Rauti. Una partita emozionante, ricca di colpi di scena, commentata ai microfoni di MondoPrimavera in esclusiva dall’allenatore genoano, Carlo Sabatini.

Partendo dal risultato mister, è una sconfitta che fa male. Avevate riacciuffato una partita complicatasi già in avvio con il doppio svantaggio ma la squadra ha reagito bene. Come l’ha vista lei questa sfida?

“Una sconfitta che brucia per come è maturata. Da un certo punto di vista si può dire che il Torino ha meritato la vittoria per la mole di gioco costruita, ma noi eravamo assolutamente in partita. Avremo meritato anche noi di portare a casa il punto che sarebbe stato importante per come si era evoluta la situazione. Dopo quell’uno-due iniziale contro una squadra così forte, siamo stati bravi a reagire e a prendere le contromisure, anche se nel finale siamo calati soprattutto dal punto di vista fisico. Abbiamo sofferto alla fine, avendo comunque qualche occasione importante con alcune ripartenze. C’è quell’episodio finale, poi, che pesa ovviamente sul risultato: non gli daremo gran peso, perchè a livello giovanile sono molteplici gli aspetti da considerare, però bisogna dire che era un episodio che poteva incidere molto sul risultato”. 

Pronti, via e il Torino si è portato in vantaggio con un grande uno-due di Kone e Millico. Da cosa è derivato secondo lei questo approccio della sua squadra? Mancanza di concentrazione? 

“Probabilmente non avevamo trovato ancora gli equilibri. Oggi partivamo con un modulo relativamente nuovo: un 4-3-1-2 con alcune posizioni ancora da registrare. Quando poi l’abbiamo fatto, in effetti siamo stati più efficaci in tutte e due le fasi. Ci sta, però, perchè il Torino ha giocatori di qualità, ha impeto, una buona organizzazione di gioco e può starci che ci abbia messo in difficoltà all’inizio. Ripeto, siamo stati bravissimi poi noi a reagire”.

Sono andati via Zanimacchia e Salcedo, in avanti è rimasto il solo Micovschi dallo scorso anno. Volevo chiederle, a che punto era l’intesa in attacco tra lui e gli altri due nuovi interpreti del reparto avanzato Ventola e Flavio Bianchi?

“È ancora un po’ da costruire diciamo: c’è da dire che Micovschi è rimasto con noi anche se sembrava dovesse andare a giocare in Serie B. Siamo felici che sia rimasto, perchè è un giocatore che sa fare la differenza come ha dimostrato questa sera. È un reparto che sta funzionando abbastanza bene: sia contro l’Atalanta, sia quest’oggi abbiamo avuto delle opportunità. Essendo tre attaccanti, va ancora un po’ registrato l’equilibrio di squadra per non concedere delle ripartenze”.

Prime apparizioni nel nostro calcio per Pina Nunes. Come procede l’adattamento nel campionato italiano del campione d’Europa con il Portogallo? Che giudizio può darci sulle sue prime partite?

“È un giocatore che si deve ancora adattare al nostro calcio perchè è molto impetuoso e spesso tende ad andare fuori posizione. Il nostro è un calcio molto tattico, per cui basta una pedina mal messa che l’avversario sfrutta subito la situazione. Deve capire che qui la tattica e gli equilibri di squadra sono molto importanti: sta venendo fuori però, perchè è un giocatore che ha grande fisicità, recupera palla, è forte nel gioco aereo, e sta crescendo di partita in partita”.

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