Luca Crivellari si racconta prima di partire per gli USA con YesWeCollege

Emozione, tanta emozione. Il 1° agosto sarà una giornata indimenticabile per Luca Crivellari: quel giorno, infatti, comincerà per lui una nuova vita a stelle e strisce. Nato il 13 marzo 1996 a Padova, Luca è prossimo a volare a Fulton, nel Missouri, dove al William Woods College inizierà la sua avventura da studente-atleta. Luca è uno dei ragazzi che si sono meritati l’opportunità di partire per gli Stati Uniti grazie a YesWeCollege, progetto giunto alla sua terza edizione che mette a disposizione di tanti giovani calciatori la possibilità di vivere il sogno americano, abbinando un percorso accademico di altissimo profilo alla possibilità di continuare a coltivare l’ambizione di una carriera da calciatore professionista, misurandosi ai massimi livelli del campionato universitario a stelle e strisce. Noi di Mondoprimavera.com ci siamo fatti raccontare questa esperienza direttamente dalla viva voce di Crivellari, che ai nostri microfoni ci ha raccontato il suo stato d’animo e le sue aspettative a pochi mesi dallo sbarco Oltreoceano.

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Luca, qual è la tua storia come calciatore? 

“Dopo aver mosso i primi passi nella squadra della parrocchia, sono andato a giocare nel San Paolo, che all’epoca militava nel campionato di Eccellenza. Grazie ad una fusione con l’Albignasego, poi, siamo saliti in Serie D. Dopo aver svolto tutta la trafila nelle giovanili, ho esordito in Serie D all’età di 16 anni. L’anno successivo, nel quale ho vinto il titolo nazionale con la Juniores, era entrato in pianta stabile in prima squadra: purtroppo però, mi sono rotto il crociato e da quel momento, valutando gli impegni scolastici, ho preferito scendere in Prima Categoria con l’Arcella. La stagione successiva ho giocato nel Torre in Promozione, per poi scendere nuovamente quest’anno in Prima Categoria con il Cadoneghe, arrivando primi in campionato e in finale di Coppa Veneto“. 

Come hai scoperto YesWeCollege?

YesWeCollege l’ho scoperto un po’ per sentito dire, visto che ho degli amici che, tramite altre agenzie simili, erano riusciti ad andare in America. Ero già a conoscenza di questa opportunità, solamente che all’inizio ero titubante perchè già due anni fa mi era pervenuta una proposta tramite un messaggio su Facebook, ma non sapendo bene di che cosa si trattasse ho preferito non darci peso. Scoprendo poi che questi miei amici erano riusciti ad andare negli Stati Uniti, ho pensato che non fosse un’idea proprio irraggiungibile. L’anno scorso ho svolto i provini a Padova, fino a raggiungere poi il provino finale: ed ora eccoci qua, pronti a partire tra due mesi“. 

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Come si concretizza il percorso dallo showcase di selezione fino all’arrivo in America?

“La selezione finale consiste in una serie di partite: ci sono circa 50 ragazzi, con gli allenatori americani presenti tutto il giorno per scegliere i rispettivi ragazzi. Al termine dei due giorni di provini, ai ragazzi selezionati vengono offerte diverse borse di studio; a chi non è stato selezionato direttamente, YesWeCollege è in grado di creare dei video sul giocatore in questione, per poi inviarlo a tutti i contatti dei college americani. Tramite questo video, poi, i college interessati contattano YesWeCollege e il ragazzo selezionato per offrirgli la borsa di studio. Io mi ritengo fortunato ad aver ricevuto quattro proposte concrete”.

Su quali criteri ti sei basato per scegliere la tua avventura negli USA? 

Mi sono basato principalmente sul piano accademico, visto che andare a studiare negli USA è un’opportunità unica. Imparare una lingua nuova, vivere un’esperienza di questo tipo potrebbe davvero cambiarti la vita. Ho scelto dunque il college che avrebbe potuto adattarsi di più alla mia persona, sia dal punto di vista accademico sia da quello calcistico. La scelta è ricaduta sul William Woods College, situato a Fulton nel Missouri. Guardando le graduatorie, è classificato 800esimo tra i 2.000 presenti nella classifica. Come detto, ho preferito un college più sviluppato dal punto di vista scolastico, piuttosto che un altro con una fortissima squadra di calcio”.

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Il campionato com’è organizzato?

“La stagione dura da agosto fino a gennaio/febbraio se arrivi alle fasi finali. Sono due partite a settimana, con gli allenamenti previsti ogni giorno. Le varie squadre sono inserite in un campionato con squadre appartenenti a quattro stati differenti. Se vinci la tua lega, la tua Championship, vai a giocare i play-off per le fasi finali nazionali: una volta superati i play-off, le squadre vengono radunate in una città nella quale si svolgeranno poi le fasi finali”.

Cosa ti aspetti dalla facoltà che hai scelto per il College?

“Allora, io ho scelto di proseguire gli studi che sto facendo qua in Italia. Attualmente studio Comunicazione a Padova: essendo al terzo anno, avrei potuto laurearmi qua in Italia e andare negli USA a fare il Master. Sotto consiglio di YesWeCollege, però, ho preferito concludere gli esami e lasciare solamente la tesi da discutere a Padova: in questo modo, andando negli USA, posso prendere anche la laurea americana oltre a quella italiana che prenderò quando tornerò da questa esperienza. Così facendo, se dovessi trovarmi bene negli USA sia dal punto di vista scolastico sia da quello calcistico, potrebbe esserci la possibilità di rinnovare la mia borsa di studio per poi iscrivermi ad un Master in America“. 

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Visto che hai accennato all’Università, qual è stato il tuo percorso scolastico fino ad ora?

“Dopo le scuole medie, ho frequentato il Liceo Scientifico “Alvise Cornaro” a Padova. Terminati i cinque anni, mi sono iscritto all’Università di Comunicazione sempre qui a Padova: essendo una facoltà a numero chiuso, ho dovuto sostenere il test ingresso prima di iscrivermi all’università. Come detto, ora sono al terzo anno per cui mi manca poco per concludere il mio percorso”. 

Come ti immagini il tuo futuro al termine di questa esperienza?

“Sinceramente io spero di ottenere qualche chance lavorativa negli USA. Il mio obiettivo è quello di laurearmi in America, rinnovare la borsa di studio, fare la specialistica e avere la possibilità di ottenere un lavoro lì. Penso sia un po’ il sogno di tutti“.