Lorenzo Guagneli si racconta prima di partire per gli USA con YesWeCollege

“Quando mi hanno offerto la borsa di studio per me è stato un’emozione forte, all’inizio neanch’io ci credevo. Ho pensato, adesso si fa sul serio devo decidere se partire o meno.” Comincia così la nostra chiacchierata con Lorenzo Guagneli, ragazzo di 21 anni nativo di Cesenatico (FC) che il prossimo agosto partirà alla volta di Pittsburgh, dove inizierà la sua avventura da studente-atleta presso la Robert Morris University. Lorenzo è uno dei ragazzi che si sono meritati l’opportunità di partire per gli Stati Uniti grazie a YesWeCollege, progetto giunto alla sua terza edizione che mette a disposizione di tanti giovani calciatori la possibilità di vivere il sogno americano, abbinando un percorso accademico di altissimo profilo alla possibilità di continuare a coltivare l’ambizione di una carriera da calciatore professionista, misurandosi ai massimi livelli del campionato universitario a stelle e strisce. Noi di Mondoprimavera.com ci siamo fatti raccontare questa esperienza direttamente dalla viva voce di Guagneli, che ai nostri microfoni ci ha raccontato il suo stato d’animo e le sue aspettative a pochi mesi dallo sbarco Oltreoceano.

CE L’HAI UN PIANO B? CALCIO E UNIVERSITA’ NEGLI USA CON YESWECOLLEGE“

Lorenzo, qual è la tua storia come calciatore?
“Ho iniziato a giocare a calcio all’età di sei anni, nel Bakia Cesenatico, società dilettantistica della zona. A 13 anni ho fatto un anno al Cesena, facendo i giovanissimi regionali, per poi ritornare nel Bakia dove sono rimasto fino alla prima squadra, giocando anche un paio di campionati in Promozione. Mi ha chiamato il Ravenna e ho fatto due anni con loro in Serie D. Il secondo anno abbiamo vinto il campionato e siamo stati promossi in Lega Pro. L’anno successivo non mi hanno riconfermato e mi si è presentata questa opportunità con YesWeCollege”.

Come hai scoperto YesWeCollege?
“Assolutamente per caso. Quell’anno mi stavo guardando intorno, disposto ad accettare anche qualche chiamata all’estero e tramite gli annunci pubblicitari su Instagram e su Facebook sono venuto a conoscenza di questa opportunità, un’esperienza calcistica e di vita che mi ha subito intrigato”.

E nel frattempo?
“Ho scelto di giocare nel Cervia in Eccellenza, in modo tale da ottenere i crediti formativi che mi permettessero di entrare nel secondo anno di College”. 

Questi crediti a cosa servono?
“Avendo 21 anni, potevo entrare al secondo anno di College e per farlo dovevo ottenere 36 crediti formativi all’Università. Adesso dovrei iniziare dal secondo anno e farne altri tre, in modo tale da fare i quattro anni richiesti negli Stati Uniti per ottenere la laurea. Inoltre è richiesto un esame d’inglese da superare. Per chi non ha ancora iniziato l’Università, per sua scelta o per età, deve fare il SAT, un esame che valuta le tue competenze nelle materie principali”.

Visto che hai accennato all’Università, qual è stato il tuo percorso scolastico fino ad ora?
“Dopo le scuole medie, ho fatto cinque anni di ragioneria, superati senza alcun problema. Ho deciso allora di abbinare l’Università con la mia passione per il calcio. Mi sono iscritto per due anni a Beni Culturali. Il primo non è andato tanto bene, non sono riuscito a dare esami, complice, anche l’impegno con il Ravenna. L’anno successivo, quello appena terminato, giocando in Eccellenza, sono riuscito a dare esami e a ottenere i crediti necessari per il College. Negli Stati Uniti ho scelto di fare la facoltà di Comunicazione e Giornalismo”.

Come si concretizza il percorso dallo showcase di selezione fino all’arrivo in America?
“YesWeCollege ti dà l’opportunità di fare vari provini, prima di quello finale. L’ultimo quest’anno si  è tenuto a Padova, sotto la supervisione di sei allenatori americani che hanno valutato i 50 ragazzi lì presenti e a undici di questi hanno offerto una borsa di studio. Le borse di studio sono importantissime, perchè possono ricoprire anche il 70-80-90% o il totale della quota, che va dai 30.000 ai 45.000 dollari. Finito il provino, gli allenatori mi hanno parlato in privato con l’aiuto di intermediari e mi hanno offerto la borsa di studio. A questo punto sei stato preso e devi solo dare una risposta di conferma”.

In base a cosa vengono offerte le borse di studio?
“In base alle tue qualità calcistiche, ma non scolastiche. Il loro obiettivo è quello di migliorare il livello e la qualità del calcio negli Stati Uniti in modo da appassionare e coinvolgere maggiormente i ragazzi americani. Oltre all’esame di idoneità in lingua inglese, però, è fondamentale riuscire a completare con profitto i vari corsi previsti dal percorso di studi per poter prendere parte alle gare di campionato”.

Se non riesci ad essere presente ai provini, come puoi farti selezionare?
“Puoi farti visionare tramite dei video in accordo con la società. Questi video vengono poi inseriti in un circuito al quale possono attingere oltre 100 allenatori americani. Conviene però farsi osservare dal vivo perchè in genere vengono offerte borse di studio migliori”.

E adesso l’America… Quali sono le tue aspettative?
“Fino a qualche mese fa, non ci pensavo più di tanto, adesso che si avvicina sempre più la data, sono particolarmente entusiasta. Mi eccita il fatto di andare in America, in luoghi famosi, visti solo nei film. Pittsburgh dalle foto mi ricorda molto New York e questo non può che riempirmi di felicità. Sono curioso di confrontarmi con nuove persone, provenienti da ogni dove, e di viaggiare per tutto il paese in occasione delle partite fuori casa. Non resterò chiuso nel College. Loro inoltre puntano molto sul calcio, offrono borse di studio a ragazzi provenienti da tutto il mondo, nella nostra squadra sono solo quattro gli americani, e andremo là per vincere il campionato”.

Il campionato com’è organizzato?
“Si tratta di un campionato dei college, formato dai ragazzi usciti dalle scuole superiori, dai 19 ai 24 anni. Il campionato è diviso in prima, seconda e terza divisione. Io gioco nella prima, dove ci sono circa 150 squadre provenienti da tutte le parti degli Stati Uniti. Queste sono raggruppate in 12-13 gironi che costituiscono una fase nazionale, dove giochi quindi contro formazioni del tuo stato, se ti qualifichi passi alle fasi finali. Qualificarsi alle fasi finali è molto importante, perchè ottieni una maggiore visibilità e potresti essere scelto dalle squadre di MLS”.

Cosa ti aspetti dalla facoltà che hai scelto per il College?
“Ho scelto Comunicazione e Giornalismo perchè mi piace molto scrivere e mi aiuterebbe un percorso di questo genere. In Italia avrei voluto fare lettere, ma per problemi logistici ho dovuto rinunciare. Mi aspetto di poter ottenere la laurea nei quattro anni previsti e credo che una ottenuta qui valga tanto, perchè presuppone una conoscenza della lingua che in Italia non avrei”.

Come ti immagini il tuo futuro al termine di questa esperienza?
“Non ho ancora un’idea precisa, ci devo pensare. Certo è che dopo tre anni negli Stati Uniti si perdono i contatti in Italia sia dal punto di vista calcistico che lavorativo. Non escludo una permanenza là se si dovesse prospettare qualcosa di interessante. Una chiamata da una squadra professionistica o semi-professionistica, oppure un lavoro nell’ambito del giornalismo e della comunicazione”.

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