Atalanta-Juventus, le pagelle dell’Atalanta

Carnesecchi 6: il numero 1 atalantino non ha subito molte minacce nel corso dei primi 45′, sporcandosi poco i guantoni in occasione delle sporadiche conclusioni bianconere. Al 31′ è la rete di Delli Carri a sbloccare il match, prendendo in controtempo il portiere bergamasco che non si aspettava un colpo di testa così potente e preciso del difensore bianconero. Nella ripresa il copione della gara rimane invariato, con la Juventus quasi mai pericolosa dalle sue parti e un risultato messo al sicuro con il tris calato da Barrow. L’estremo difensore classe 2000 ha posto i sigilli alla sua porta, guidando la squadra verso l’ennesima vittoria preziosa.

Zortea 7: di professione terzino, ma le sue qualità non rispecchiano quelle di un semplice difensore. E’ il padrone indiscusso della fascia destra, nella quale instaura un duello entusiasmante con un altro talento del calibro di Tripaldelli. I suoi cross tagliati a centro area alla ricerca di Barrow creano qualche pericolo alla difesa bianconera, costretta agli straordinari per disinnescare i suoi traversoni. Agli sgoccioli della prima frazione, è abile a procurarsi il rigore del pareggio, trasformato poi con freddezza da Barrow. Anche in fase difensiva non si fa sorprendere: riesce ad abbinare alle sue spiccati dote offensive una grande concentrazione in fase di copertura (dall’84’ Zanoni s.v.).

Carminati 6: sul versante opposto ha agito il terzino bresciano. Molta meno spinta rispetto al collega di reparto,, ma tanta attenzione in fase difensiva a non concedere spazi agli avversari. Il difensore atalantino ha sfruttato la chance concessagli dal tecnico Brambilla, sfoderando una prestazione di qualità e quantità. Ha svolto in maniera puntuale entrambe le fasi di gioco, oscurando dal vivo del gioco Bandeira. Quando l’allenatore orobico sarà deciso a chiamarlo nuovamente in causa, Carminati saprà sicuramente farsi trovare pronto, come d’altronde questo pomeriggio.

Bolis 6: il perno del centrocampo nerazzurro si è reso protagonista di una prestazione positiva, priva però di qualche guizzo in più al quale ci ha abituato. Ha mantenuto saldamente la sua posizione in chiave di regia, svolgendo il ruolo di metronomo con tanta personalità. Alle sventagliate a tagliare il campo ha affiancato giocate semplici ma efficaci, nel tentativo di scardinare una compatta difesa juventina. Il centrocampo atalantino spicca per la qualità dei suoi interpreti, capaci di inventare in qualsiasi momento la giocata per rivoluzionare il match.

Guth 5,5: il difensore brasiliano è stato schierato a sorpresa dal primo minuto dal tecnico Brambilla. Qualche difficoltà, nel primo tempo, ad arginare i continui movimenti sul fronte offensivo di Olivieri, che non ha dato punti di riferimento alla retroguardia orobica. L’allenatore atalantino ha preferito sostituirlo al termine dei primi 45′, preferendo affidarsi all’esperienza e alla solidità di Alari. (dal 46′ Alari 6: il suo ingresso in campo ad inizio ripresa è servito a dare più compattezza al reparto arretrato di casa. Nel secondo tempo l’Atalanta ha tenuto lontani dalla propria area di rigore gli uomini d’attacco bianconeri, non correndo pericoli verso la porta di Carnesecchi. Ordinaria amministrazione per il difensore classe ’99, punto di riferimento di questa Primavera da sogno).

Del Prato 6,5: il centrale bergamasco ha fornito una prestazione ordinata, priva di sbavature ed errori grossolani. Dopo un’amnesia iniziale su Olivieri e il gol concesso a Delli Carri, il pacchetto arretrato atalantino ha saputo prendere le misure nei confronti degli avversari, non concedendogli più nulla. L’affiatamento del reparto è ben evidente, come dimostra il fatto che quest’oggi 3 titolari su 4 non erano presenti. Il tecnico Brambilla può contare su una rosa completa, composta da tanti giocatori di qualità in ogni reparto.

Peli 7,5: un inizio di partita da grande protagonista per l’esterno classe 2000. Da una sua serpentina lungo il versante di destra, infatti, ha preso vita l’azione che ha portato alla traversa di Kulusevski. Il giocatore nerazzurro è riuscito a mantenere i ritmi alti esibiti nei primi minuti, risultando una costante spina nel fianco della difesa avversaria. Non solo corsa e sacrificio, però, perchè è dal suo destro che l’Atalanta ha firmato il sorpasso nei confronti dei bianconeri: dopo una respinta sulla linea di Zanandrea sulla conclusione di Barrow, Peli è stato più lesto di tutti ad insaccare in rete il gol che è valso il 2-1. Chapeau!

Melegoni 7: al numero 8 orobico sono affidati i consueti compiti di impostazione, che riesce a realizzare con la solita dose di qualità ed eleganza. Dopo aver cominciato il match con un raggio d’azione piuttosto limitato, il centrocampista nerazzurro è riuscito a liberarsi dell’asfissiante morsa avversaria, concedendosi anche qualche sgroppata nella metà campo avversaria. Da registrare due conclusioni insidiose nel primo tempo, entrambe murate da Loria. Nella ripresa, complice una Juventus più in difficoltà, è riuscito a salire maggiormente in cattedra, guadagnandosi il privilegio di essere tra i migliori in campo. Non una novità, di certo, per un giocatore del suo calibro.

Barrow 8: è semplicemente la sua presenza, il suo peso offensivo a spaventare le retroguardie avversarie. Il capocannoniere del campionato ha posto il suo immancabile sigillo anche nel match di quest’oggi, riaccuffando una partita incanalatasi in binari sfavorevoli grazie ad un preciso piazzato dal dischetto. Non contento, si è reso protagonista anche del raddoppio atalantino: da una sua fuga sulla destra a superare Vogliacco, è riuscito a presentarsi di forza a tu per tu con Loria, con la sua conclusione murata sulla linea da Zanandrea e ribadita in rete da Peli. Barrow ha calato anche il tris per la sua Atalanta, sigillando la sua doppietta che è valsa anche la 19° rete in campionato: numeri da capogiro!

Mallamo 6: per assistere al primo spunto offensivo del giocatore classe ’99 bisogna aspettare ben 35′: dialogo preciso con Barrow e volée dal limite di destro, parata senza difficoltà da Loria. L’attaccante nerazzurro è stato poco incisivo sotto porta, preferendo agire in una posizione più arretrata e prediligendo le combinazioni strette con i compagni. Una prestazione comunque positiva, a sottolineare l’impegno di un giocatore instancabile, l’ultimo a mollare tra i suoi compagni.

Kulusevski 5,5: pronti, via e il numero 11 nerazzurro coglie una clamorosa traversa: un mancino a giro dal limite dell’area che termina la propria corsa sul legno, con la Juventus a tirare un sospiro di sollievo per il pericolo scampato. Nella restante parte di gara, però, il giocatore svedese non è più riuscito a ritagliarsi uno spazio da protagonista, venendo oscurato dal vivo del gioco e finendo per essere tra i meno positivi dei suoi nel match di questo pomeriggio.