Europeo U21, il bilancio degli azzurrini secondo Mondoprimavera

Con la sconfitta rimediata per 3-1 contro la Spagna, l’Italia U21 di Gigi Di Biagio saluta l’Europeo di categoria, fermandosi alle semifinali del torneo. Quella azzurra era una spedizione che poteva benissimo ambire alla vittoria finale della competizione, ma di fronte alla Spagna, a questa Spagna, l’impresa era tutt’altro che semplice. In fin dei conti però, al di là della vittoria dei gironi, avvenuta un po’ rocambolescamente, l’avventura azzurra può comunque considerarsi positiva. Ma come tutte le storie ci sono aspetti positivi e quelli negativi. Abbiamo cercato di evidenziare la prestazione complessive di alcuni elementi della rosa, che si sono contraddistinti, nel bene e nel male, durante le 4 partite disputate dall’U21.




GIANLUIGI DONNARUMMA: Non sarà stato certo un Europeo facile quello del portiere, classe ’99, di proprietà (chissà ancora per quanto) del Milan. Esordio contro la Danimarca positivo, ma strada facendo il numero 1 azzurro ha spesso deluso con errori grossolani e un’insicurezza a cui non eravamo abituati. Uscite incerte, errori di Donnarummaposizionamento, incertezza nelle prese e una scarsa attenzione nei tiri da fuori area mista a una poca esplosività nei tuffi laterali. Avere gli occhi di tutti costantemente puntati addosso, non è cosa facile; ma in un certo senso, doveva aspettarselo. Da questo Europeo Gigio potrebbe uscirne o distrutto, sommerso dalle critiche per le prestazioni non esaltanti e per le polemiche con quei tifosi sentitesi “traditi” da alcuni suoi atteggiamenti, oppure più forte di prima, convinto di poter dimostrare che, una volta risolti tutte le vicende in sospeso, l’etichetta di fenomeno gli si addice ancora. Per adesso l’etichetta che possiamo affibbiargli, prestazioni del torneo alla mano, è quella di FLOP.




CaldaraMATTIA CALDARA: Salta una partita e, guarda caso, l’Italia perde, beccandosi 3 gol da una modesta Repubblica Ceca. Il difensore bergamasco classe ’94, di proprietà della Juventus, ma in forza all’Atalanta, è il migliore dei 3 centrali di difesa che hanno giocato nelle 4 gare del torneo. Punto di riferimento per tutta la retroguardia, attento nelle chiusure e pronto all’impostazione quando serve. Mattia si conferma uno dei prospetti su cui fare affidamento, per continuare quella tradizione di difensori che è stata negli anni fiore all’occhiello della scuola italiana. La Nazionale maggiore è pronta ad accoglierlo, speriamo possa ancora continuare a crescere a suon di belle prestazioni, come fatto in questo Europeo. Etichetta TOP per lui.




BarrecaANTONIO BARRECA: Anche lui, come Caldara, salta la sfida contro la Repubblica Ceca e la sua assenza si fa sentire eccome. Un Europeo di grande spessore per l’esterno del Torino che si conferma un laterale di grande affidamento. Contro la Spagna forse la sua migliore prestazione, capace praticamente di annullare Asensjo (non di certo l’ultimo arrivato). Corsa, dribbling, grande temperamento, puntuali sovrapposizioni e grande attenzione difensiva, sono stati alcuni degli ingredienti che ha personalmente inserito nel menu europeo azzurro. Anche per lui etichetta da TOP.




GagliardiniROBERTO GAGLIARDI: Il centrocampista dell’Inter, classe 1994, non è arrivato al meglio della condizione a questo importante impegno. Alcuni acciacchi, misti ad un calo di rendimento già notato con i nerazzurri nell’ultima parte di campionato, non facevano di certo presagire a nulla di buono. Sia chiaro, con questo non vogliamo fare il classico giochino del “te l’avevo detto”, perché col senno di poi siam bravi tutti. Roberto doveva essere convocato, ma forse non lanciato tra i titolari. A parte la positiva parentesi contro la Germania, Gagliardini non brilla certo per attenzione e continuità nei 90’ in cui è stato impiegato da mister Di Biagio. Se con la Germania è stato il punto più alto, con la Spagna quello più basso. Troppo nervoso e con la spia della riserva che si era accesa troppo presto; finisce anzitempo il match a causa del rosso rimediato per doppia ammonizione. Il centrale di centrocampo trova posto tra i FLOP.




LORENZO PELLEGRINI: Probabilmente il migliore dei 23 azzurrini convocati da mister Di Biagio. Il centrocampista ormai praticamente un giocatore della Roma, realizza probabilmente il gol più bello di questa Pellegrini Italiacompetizione; quando si inventa quella rovesciata, che sblocca il match contro la Danimarca. Ma per essere considerato il migliore non basta semplicemente un gol; infatti, lui fa molto di più. Faro e leader indiscusso del centrocampo azzurro, sostituendosi a volte al capitano Benassi, Pellegrini mostra tutte le sue qualità a suon di prestazioni maiuscole. Ottimo in fase di interdizione e da applausi in quella di costruzione e magistrale in quella che riguarda gli inserimenti senza palla. La costanza di rendimento, con la quale affronta tutto il suo Europeo, lo consacrano come futuro craque del campionato italiano già dal prossimo anno. La medaglia di TOP è tutta sua.




FEDERICO BERNARDESCHI: Inizio in sordina e finale in crescendo. L’Europeo di Federico Bernardeschi non comincia nel migliore dei modi, nelle prime due partite non brilla e raramente risulta decisivo, ma negli ultimi due match sprizza classe da tutti i pori. Con la Germania è il trascinatore degli azzurrini e contro la Spagna tiene da solo Bernardeschile sorti di un attacco che, orfano di Berardi, punge pochissimo. Al di là dei suoi gol, alla fine è lui il bomber azzurro della competizione, ci mette sempre cuore e classe. Per lui si parlano di prezzi altissimi 30,40,50,60 milioni, il possibile costo del suo cartellino. Corvino già pregusta cifre monstre, che dovranno sborsare le squadre che vorranno strappare Federico dall’ombra della curva Fiesole. Chi lo acquisterà metterà in casa un talento cristallino, forse ancora un po’ incostante, ma di sicura prospettiva. Con queste premesse dunque, sarà probabilmente lui il giocatore per cui verranno spesi più soldi, almeno per quel che riguarda il mercato italiano. Anche per lui, medaglia da TOP.