Europeo Under 21, Spagna-Italia: le pagelle degli azzurrini

L’Italia dice addio al sogno finale. A Cracovia, la formazione del commissario tecnico Luigi Di Biagio viene superata dalla Spagna trascinata da Saul, autore di una tripletta nella ripresa (clicca qui per leggere la cronaca). Queste le pagelle degli azzurrini:

Donnarumma 5,5: tempi duri per il portiere classe ’99, che si trova a dover sorreggere un peso probabilmente troppo grande per le sue larghe ma ancora giovanissime spalle. I tre gol iberici sono tre banderille piantate dal torero Saul nella schiena azzurra: imprendibili il primo e il terzo, qualche dubbio sul tracciante da distanza siderale che lancia gli iberici e lo vede partire in leggero ritardo.

Calabria 6: il laterale destro prende il posto dello squalificato Conti, proponendosi con grande attitudine e buona personalità al cospetto di clienti complicatissimi. Deulofeu prima e Asensio poi provano a mettere a ferro e fuoco la sua corsia, lui non fa una piega e tiene col petto in fuori sui due spauracchi iberici. Si arrende soltanto nel finale, quando Asensio riesce a sfuggirli per lanciare Saul verso il gol dell’apoteosi.

Caldara 6,5: ultimo baluardo di un’Italia che naufraga alla distanza, senza però che il centrale atalantino lasci il ponte della nave azzurra. Mette pezze sparse per tappare le prime falle del primo tempo, mette la museruola a Sandro al centro del tridente iberico ma è costretto a assistere inerme all’impeversare di Saul che lancia la Spagna verso la finale.

Rugani 6: il centrale juventino è la spalla perfetta per impermeabilizzare per quasi un’ora l’area azzurra. Attento in chiusura, tempista in anticipo e saggio nelle situazioni che richiedono di scappare all’indietro per non concedere la profondità al temibile tridente avversario. Una frazione di ritardo, rivelarsi fatale, nell’andare a chiudere sul gol di Saul che sblocca il risultato.

Barreca 5,5: gara senza infamia e senza lode per il laterale mancino, che non sale all’altari della cronaca senza nemmeno subire chissà quanto le iniziative avversarie. Due pecche, però, gli costano la sufficienza: nel primo tempo gli scappa Deulofeu che mette più di un brivido dalle parti di Donnarumma, nella ripresa si fa pescare fuori posizione nell’azione che propizia il vantaggio spagnolo.

Benassi 5,5: il capitano azzurro prova a suonare la carica, ma non riesce ad accendersi malgrado un atteggiamento senza dubbio volitivo. Non accompagna con la giusta precisione le sue giocate, non trova il passo per impattare un suggerimento interessante di Chiesa ma è scaltro nel battere rapidamente la punizione che lancia Bernardeschi verso l’illusione del pari. (87’ Garritano s.v.)

Gagliardini 4,5: il centrocampista dell’Inter vede rosso, macchiando indelebilmente una partita positiva con un’espulsione che taglia le gambe agli azzurrini intorno all’ora di gioco. Il direttore di gara lo grazia due volte nel primo tempo, lui non impara la lezione e dopo il giallo in avvio di ripresa rimediata il secondo con un intervento scriteriato su Ceballos. Un peccato, perché fino a quel momento era stato tra i più ispirati in fase di impostazione.

Pellegrini 6: il primo tempo del centrocampista classe ’96 conferma la bontà delle qualità di un prospetto che si candida ad un futuro brillante che lo vedrà tornare alla Roma. L’ottima gamba e la capacità di attaccare gli spazi gli permettono di essere al posto giusto nel momento giusto su un pallone invitante in area iberica. Kepa è bravo a murarlo coi piedi, vanificando una ottima chance che ha l’effetto di un sedativo per le velleità del numero 6 azzurro.

Chiesa 5,5: il classe ’97 sembra poter spaccare la partita col suo avvio sprint, con fuga sulla sinistra e annesso tiro-cross al veleno che testa la presa del portiere. Cala nella fase centrale del primo tempo, dimostrando però di essere sempre pronto ad accendersi, anche se non sempre. Sporca il cartellino con il leggero ritardo col quale arriva in chiusura sull’incursione di Saul che vale il vantaggio. (61’ Locatelli 5: entra in campo in un momento a dir poco complicato, funge da talismano visto l’immediato pareggio azzurro ma non dà traccia di sé nella mezz’ora concessagli da Di Biagio).

Bernardeschi 6: le chance azzurre passano per il suo estro e il suo mancino, ma il primo tempo del fantasista di scuola Fiorentina risulta essere un inno al vorrei ma non posso. Un ottimo spunto murato in angolo, un altro non rifinito a dovere causa scarsa fiducia in un destro che lo avrebbe messo in posizione di sparo. Poco lucido, fino al doppio guizzo che ridà colore agli azzurri: invenzione per Chiesa, caparbietà e audacia (aiutata dalla giusta dose di buona sorte) che lo portano a centrare un pari al profumo di illusione.

Petagna 5: partita apatica per il corrazziere azzurro, che resta ai margini del gioco per larghi tratti del match senza mai riuscire a dare un contributo sostanziale alla manovra della formazione di Di Biagio. Un unico spunto, nel finale di primo tempo: azione personale conclusa con un destro troppo debole e centrale per impensierire Kepa. (72’ Cerri s.v.).