Yes We College, le parole di Filippo Tamburini in vista della partenza per gli States – 

Buffalo, uno stato a nord di New York: un piccolo centro dove è presente una delle migliori università americane. In questo stato federato è presente il Canisus College, università fondata nel lontano 1870. College storico degli Stati Uniti, è un polo importante sia a livello scolastico che a livello sportivo. In questi ultimi anni sta crescendo anche il calcio come sport, in questo College, tanto è che nella formazione sono presenti molti ragazzi europei. In questa stagione Canisius punterà alla vittoria della Division I per poi partecipare al campionato nazionale. Per questo College partirà anche ad agosto il giovane Filippo Tamburini, attaccante romagnolo classe ’96. E’ un giovane ragazzo, che in questi anni ha trovato sulla sua strada molti ostacoli, superati grazie anche alla forza di volontà e ai genitori. Raccontiamo un po’ chi è Filippo Tamburini… il ragazzo inizia sin da piccolo a giocare a pallone e da subito fa vedere le sue qualità tanto è che il Rimini lo porta nel proprio settore giovanile. Dopo qualche anno “tradisce” la sua Rimini per approdare al Cesena, dove nei tre anni di permanenza riesce a trovare anche la convocazione in Nazionale Under 15. Successivamente San Marino, Santarcangelo e poi il salto nei grandi: Romagna Centro e Virtus Castelfranco in D. Una giovane carriera ma piena di cambiamenti, sempre restando nel territorio emiliano. Ora l’America, ma anche qui la strada è in salita con un truffa subita e poi l’arrivo di Yes We College, capace di far vivere al giovane Filippo il proprio sogno. Mondoprimavera.com ha voluto intervistare Filippo Tamburini sulla vicenda che lo ha visto coinvolto e sul suo futuro a stelle e strisce.




Ciao Filippo, ti chiedo prima di tutto che Università stai facendo e il tuo rapporto con studio e sport come è?

“A livello scolastico ho ripreso l’Università scegliendo Scienze Motorie, per rimanere nell’ambito sportivo. Rapporto scuola-calcio non facile. Io personalmente avevo iniziato con il Liceo facendo uno scentifico, ma ho dovuto cambiare scuola visti anche i tanti impegni con il calcio. Impegni che non mi consentivano di studiare nel migliore dei modi. Sul calcio puntavo e punto ancora molto, tanto è che ho scelto di fare un professionale, meno dispendioso nello studio e ora di accettare questa opportunità con Yes We College”.

Prima dell’opportunità di Yes We College, hai vissuto in prima persona una triste vicenda… Puoi raccontarci come è andata?

“Prima di Yes We College avevo già avuto modo di poter partecipare a dei provini. Avevo notato queste iscrizioni su Icaro Sport giornale di Rimini e su altre testate importanti, tanto è che mi hanno spinto a provare ad avere questa possibilità. Questo procuratore aveva creato anche il sito online, dove poter iscriversi e iniziare così i provini. Ho partecipato ai provini e sono stato selezionato nei tre che poi sarebbero dovuti partire per la nuova avventura. Ero contento per questa cosa e stavo già facendo le varie carte che mo consentivano di iniziare questa avventura, quando poi un giorno hanno iniziato a non rispondere alle mail e da li ho capito della truffa: sono stato dalla guardia di finanza e poi ho anche denunciato tutto, per fortuna dopo i provini non mi hanno chiesto soldi, probabilmente essendo cascato nel tranello li avrei anche potuti dare”.

Come sei venuto a conoscenza di Yes We College?

“Dopo questa truffa è arrivato Yes We College nella persona di Nicolò Baudo, che mi ha scritto un messaggio. Inizialmente ero titubante perchè scottato dall’esperienza precedente, ero quasi tentato anche di non rispondere a Nicolò però poi parlando con i miei genitori, soprattutto con mia madre, ho deciso di rispondere e ora ad Agosto partirò per Buffalo. Il fatto che Nicolò mi abbia contattato è stata uuna manna dal cielo perchè mi ha dato questa grande opportunità ed è stato bravo a farmi capire la serietà di Yes We College”.




Con che motivazioni parti per questa avventura?

“Le motivazioni che mi hanno spinto a partire sono sostanzialmente due: la prima è che penso che posso ancora arrivare in alto con il calcio e la seconda è quella di avere l’opportunità di studiare in uno dei migliori College americani e quindi avere anche una strada nel mondo del lavora qualora il calcio non andasse bene”.

Si potrebbe provare a portare l’idea Americana anche in Italia?

“Io spero che anche in Italia si possa arrivare a fare come in America. Qua in Italia o fai sport o vai a scuola, è difficile abbinare entrambe le cose nel migliore dei modi. Io non sono mai stato in America e sono curioso di capire come riescono a gestire questo aspetto”.

Andrai alla Canisius College, Università importante sia a livello scolastico che calcisitico. Hai avuto modo di parlare con qualcuno che ti presentasse un pò la nuova squadra e i compagni? 

“Si la Canisius College parteciperà alla Division I e punta a vincere la Conference, dunque oltre ad essere una grande Università sotto l’aspetto scolastico, mi darà anche la possibilità di poter giocare a calcio a buoni livelli. Ho avuto la possibilità di parlare con Marco Trivellato, che mi ha parlato molto bene di questo College e mi sta invogliando a partire facendomi sentire già parte della squadra, questo è importante per me”.




Che impressione ti ha fatto il coach? 

“Con il coach ho avuto modo di parlare dopo il provino e mi ha fatto una grande impressione. Tramite il suo preparatore mi ha anche fatto avere una scheda di allenamento da seguire prima di andare là negli USA. Questo dimostra anche la loro grande serietà e il fatto che vogliono farti capire come funziona la in America è importante”.

Quali sono i tuoi obbiettivi?

“Sono stato ultimamente a Manchester per imparare l’inglese e credo che il mio sogno sia quello di andare a giocare in Inghilterra. Mi sono innamorato degli impianti e dell’atmosfera che c’è in Inghilterra. Ora però l’obbiettivo primario è quello di arrivare in Mls”.

Con che sensazioni parti per questa avventura?

“Parto molto carico per questa avventura in America. Ho dovuto lasciare il calcio nell’ultimo periodo per studiare l’inglese e continuare l’Università. Non vedo l’ora di tornare a giocare ed allenarmi costantemente. Sarò lontano da casa e inizialmente sarà dura ambientarsi, però sono sicuro di fare bene. Ci sono sensazioni positive”.