Yes We College, le parole di Edoardo Durante in vista della partenza per gli States – 

Kentucky è uno stato federato degli Stati Uniti d’America, un importante centro sportivo e scolastico. Nel Kentucky è presente uno dei migliori college d’America, che consente ai ragazzi di avere un’ottima base di studio e un’importante disciplina a livello sportivo. Basket e baseball sono i due sport più conosciuti in USA, ma anche il calcio sta prendendo sempre più piede nel paese a stelle e strisce. La Northern Kentucky University ospiterà da settembre anche Edoardo Durante, un giovane ragazzo ligure che ha colto l’opportunità data da Yes We College di studiare e giocare a calcio in America. Una possibilità importante per il classe ’96, che potrà studiare e allenarsi in uno dei migliori college d’America. La squadra di calcio milita nella Divisione I, la più importante a livello collegiale negli States. Edoardo è un’attaccante a cui piace studiare e che vuole fare del calcio un lavoro: in Italia questo binomio non era possibile per questioni di tempo e impegni, ed ecco che si è presentata la possibilità di dare una svolta alla propria vita, ad attenderlo c’è il Kentucky. Però, prima di iniziare questa avventura, Mondoprimavera.com ha voluto intervistare il ragazzo, per capire le sensazioni e le motivazioni che lo hanno spinto a fare questa scelta. Ecco le sue parole in esclusiva ai nostri microfoni:




Ciao Edoardo, per farti conoscere ai lettori ti chiedo la tua storia calcistica: dove sei cresciuto?
Ho iniziato a giocare a calcio da bambino e ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile dell’Entella. Sono arrivato fino alla Berretti e dopo questo anno sono andato a Lavagna, per una parentesi brevissima. Infine, negli ultimi due anni sono stato al Sestri Levante in Serie D: nel primo anno sono stato il capocannoniere in Juniores, ma ho avuto la possibilità di andare in prima squadra grazie a mister Baldini. Anche il secondo anno a Sestri Levante è andato bene e ora ho preso un anno sabbatico. Mi sono preparato per questa nuova esperienza negli USA e mi sono concentrato sull’Università”.

E’ stato difficile il salto nel calcio dei grandi?
Sicuramente il salto nel calcio dei grandi è molto difficile. Molti ragazzi ne risentono soprattutto dal punto di vista fisico. Si esce da un campionato Berretti o Primavera che non si è ancora pronti. I ritmi sono più alti e giochi con giocatori con più esperienza. Impegno e mentalità sono grandi cambiamenti per un ragazzo giovane”.

E’ difficile abbinare sport e scuola specialmente in Italia. Cosa ti ha spinto a provare gli States?
Abbinare scuola e calcio è stato uno dei motivi principali per cui ho scelto di intraprendere questa avventura. Lo studio è importante e al giorno d’oggi serve tantissimo. In Italia conciliare lo studio con lo sport non è fattibile per gli orari e l’impegno che occupano entrambe le cose. L’opportunità di poter studiare e giocare a calcio contemporaneamente, proprio perché è la scuola che mi spinge a farlo e punta su di me, è uno dei motivi che mi ha fatto scegliere di fare questa esperienza in America”.

Negli Stati Uniti sono molto avanti sotto questo aspetto. In Italia dovremmo cambiare mentalità?
In America sono molto più avanti sotto questo aspetto. Purtroppo in Italia vive lo stereotipo del calciatore “ignorante” e secondo me qualcosa dovrebbe cambiare. In America è da tanto che funziona così, dove le squadre professionistiche di qualsiasi sport pescano i ragazzi nei vari College. In un certo senso, è la scuola che spinge questo aspetto”.




Come sei venuto a conoscenza di questa opportunità e di Yes We College?
Mi sono informato alla fine della stagione scorsa, poiché ero davanti ad una scelta, ed ho visto Yes We College. Ho cercato informazioni a riguardo e mi sono messo in contatto con Nicolò Baudo. Quello che mi ha spinto a provare con loro è stato il fatto di poter essere visti da coach di College che militano nella Divisione 1, quella in cui pescano maggiormente le squadre professionistiche. Anche per lo studio andare in College così prestigiosi ti consente di poter affrontare la scuola nel migliore dei modi. Ho fatto i vari showcase prima a Genova e poi a Padova. Alla fine mi hanno preso”.

Cosa hai provato alla notizia del risultato positivo dopo lo showcase di Padova?
L’emozione è stata tantissima, dico uno dei momenti più felici della mia vita. Ero felice per quello che avevo fatto vedere e per essere stato scelto, inoltre perché inizierò un qualcosa che mi cambierà la vita”.

Avventura che ancora deve iniziare. Quali sono i tuoi obiettivi scolastici e sportivi?
Sicuramente il mio obiettivo è quello di laurearmi e grazie al College avere una preparazione migliore al lavoro rispetto a quella italiana. Mentre, dal lato sportivo, punto ad arrivare tra i professionisti”.




Cosa pensano i tuoi genitori riguardo a questa scelta?
Un po’ di rammarico nei miei genitori c’è, ma comunque sono contenti dell’esperienza che andrò a fare. All’inizio erano diffidenti, si sono informati e alla fine hanno capito l’importanza del College che andrò a frequentare e dell’esperienza che farò. Ci tengo a ringraziarli per il supporto che mi hanno dato in questo periodo e soprattutto per essermi stati vicini nella scelta”.

Dopo esser stato scelto, hai avuto modo di parlare con il coach?
Il coach è molto professionale: ha dimostrato di essere un uomo che ci tiene ai rapporti umani. Ci siamo incontrati a Milano qualche mese dopo essere stato selezionato e mi ha spiegato tutta la situazione del College che andrò a frequentare. In questo periodo è molto presente, visto che ormai si avvicina il momento di partire”.

Esperienza che consiglieresti anche ad altri ragazzi?
Consiglio a chiunque questo tipo di esperienza. Io stesso me ne sarei pentito a vita se non avessi colto questa opportunità”.