ESCLUSIVA MP – Palermo, intervista a Simone Giuliano

In un calcio dove il “Dio denaro” sembra aver preso il sopravvento, ci piace ricordare che il calcio non è fatto solo da calciatori, ma anche da uomini, che hanno dato e continuano a dare la vita per il calcio. Oggi conosciamo meglio Simone Giuliano, terzino classe 1997, al Palermo da 11 anni, che coltiva il sogno di diventare capitano e bandiera rosanero.




Simone nasce il 28 aprile 1997 a Palermo e sin da bambino inizia la sua storia d’amore con i rosanero che dura addirittura dal 2006: infatti, l’attaccamento alla maglia è stato uno dei suoi punti di forza che in passato anche molti allenatori hanno evidenziato. E’ un difensore molto duttile capace di giocare sia da centrale che da terzino sinistro (suo ruolo naturale) ma capace addirittura a volte di giocare come esterno di centrocampo o di attacco.

Da ragazzino le sue doti si fanno notare anche fuori dal territorio e l’11 settembre del 2013 arriva l’esordio con l’Italia U17, in una partita contro l’Israele. Alla fine collezionerà più di dieci presenze con gli azzurri di mister Tedino (tra amichevoli e qualificazioni agli Europei). Le avventure di Giuliano con la maglia azzurra proseguiranno anche nell’Under 18 e nell’Under 19 (l’ultima presenza risale al febbraio del 2016). Nel frattempo Simone si impone anche nel baby rosa e durante la stagione 2013/14 arriva il debutto nella formazione Primavera, in occasione di Napoli-Palermo in cui parte addirittura titolare. Nella stagione 2014/15 scenderà in campo con la squadra di Bosi in sole sei occasioni segnando anche una rete al Latina, ma lo scorso anno rappresenta quello della vera consacrazione: Giuliano guadagna un posto fisso nella difesa rosanero e totalizza 32 presenze tra campionato, coppa e torneo di Viareggio, condite da un bottino di tre gol. Le sue ottime prestazioni porteranno Ballardini (ad inizio stagione allenatore della prima squadra) a portarlo con sé in ritiro precampionato e ad aggregarlo coi “grandi”. Sfortunatamente, Giuliano dopo 3 panchine in Serie A si infortuna, e al rientro torna ad allenarsi e giocare con i giovani per riprendere il giusto ritmo e un ottimale condizione fisica. Di seguito la nostra intervista al difensore del Palermo.




Simone, com’è cominciata la avventura con il calcio?
La passione per il calcio è praticamente nata insieme a me. Sin da piccolo correvo dietro ad un pallone, con il supporto di mio padre“.

Ti sei posto degli obiettivi a lungo termine?
Non mi sono posto nessun obiettivo in particolare, se non quello di apprendere e migliorare giorno dopo giorno per raggiungere livelli importanti“.

In prima squadra indossi la maglia numero 70, la stessa dell’ex capitano rosanero Sorrentino. Per quale motivo hai scelto proprio questo numero?
Ho scelto il numero 70 perché sono orgoglioso di indossare la maglia di un grande professionista come Sorrentino“.

In passato ti abbiamo visto giocare come difensore centrale, terzino sinistro ed esterno di centrocampo. Ma qual è il ruolo che rispecchia di più le tue capacità?
Sono nato come terzino, ma negli ultimi anni ho cercato di apprendere molto ricoprendo anche altri ruoli. Di base ho sempre dato il massimo in qualunque posizione del campo“.

Nella tua giovanissima carriera sei stato guidato da diversi allenatori. Con chi hai avuto più “feeling” ?
Nel mio percorso di crescita tutti gli allenatori sono stati fondamentali perché mi hanno insegnato qualcosa. Ho avuto un feeling particolare con Luigi Pecoraro, il mio primo allenatore nel Palermo“.




Secondo te al momento, chi è il terzino sinistro più forte al mondo?
A mio parere in questo momento i migliori terzini al mondo due brasiliani: Alex Sandro della Juventus e Marcelo del Real Madrid“.

Nel periodo in cui ti allenavi con la prima squadra ti sei infortunato, come stai adesso?
L’infortunio ormai è un lontano ricordo. Adesso mi sono ripreso del tutto e sono nel pieno delle mie forze fisiche“.

Molto spesso sentiamo dire che nel calcio non esistono più le bandiere di una volta. Se ti dicessi tu, tra dieci anni, ancora a Palermo e capitano, cosa penseresti?
E’ certamente un bel sogno. Penserei di essere onorato e fortunato di poter rappresentare la mia città da capitano“.

Pensi che qualcuno nella rosa attuale della Primavera un giorno possa giocare in un club importante?
Cosa succederà in futuro non lo so, ma sono molto legato ai miei compagni e spero che molti ragazzi del nostro settore giovanile riescano ad emergere e affermarsi nel calcio professionistico“.

Molti tifosi hanno chiesto il tuo esordio in Serie A: cosa daresti al Palermo in un momento difficile come questo?
Ho avuto la possibilità di allenarmi diverse volte con la Prima Squadra, cercando di rubare segreti ai più grandi. Sarebbe un grande orgoglio per me, ci metterei la stessa passione e la stessa intensità di sempre“.

Non vieni convocato in Nazionale dal febbraio del 2016: credi di meritarti una nuova chance in azzurro?
Non spetta a me decidere. Io penso soltanto al campo, a dare tutto allenamento dopo allenamento. Chiaramente spero di poter indossare di nuovo la maglia azzurra in futuro“.