Virtus Entella, a tu per tu con il centrocampista Matteo Alluci – 




La Virtus Entella sta vivendo un’altra stagione importante a livello di Primavera. Se le finali dello scorso anno sono state etichettate come “sorpresa”, in questa stagione si può dire che i biancocelesti sono una piacevole conferma di quanto fatto vedere negli ultimi anni. La finale di Coppa Italia contro la Roma è la ciliegina di un percorso, che deve essere un punto di partenza per una società che punta forte sul settore giovanile: “La finale di Coppa Italia è stata un’emozione unica e indescrivibile. Arrivare in finale per una squadra di Serie B come l’Entella non è da tutti i giorni e quindi giocarla per noi è stata una bellissima esperienza. Calcare il prato dell’Olimpico è stata una grande emozione”, queste le parole di Matteo Alluci riguardo a quell’esperienza, che purtroppo per l’Entella è culminata con una sconfitta. Al termine della partita mister Castorina aveva ringraziato i ragazzi per le emozioni che gli avevano fatto vivere e per il traguardo che avevano raggiunto. Traguardo raggiunto con l’unione d’intenti del gruppo, che insieme al mister ha saputo creare grande alchimia. Matteo, in questa bella intervista rilasciata in esclusiva a Mondoprimavera.com, ha parlato anche del bellissimo rapporto con il tecnico della Primavera, recentemente promosso sulla panchina della prima squadra dopo l’esonero di Breda: “Ho conosciuto mister Castorina nella scorsa stagione e l’ho sempre visto come “amico”, sia io che i miei compagni. Lui ci ha sempre detto che non è l’allenatore ma un amico con cui scendiamo in campo tutte le partite, queste parole ci hanno dato forza e hanno creato il legame del gruppo che c’è tuttora. Ho un ottimo rapporto con lui e parliamo spesso”.




Matteo Alluci, centrocampista classe ’98, è uno dei protagonisti di questa bellissima stagione con la maglia della Virtus Entella. Dopo un’annata con poche presenze, con l’impegno e il sacrificio che lo contraddistinguono ha saputo ritagliarsi il suo spazio ed avere la fiducia del mister nel campionato corrente, fino ad arrivare ad essere anche capitano. Un ragazzo silenzioso, ma che in campo sa trascinare i suoi compagni: “La fascia di capitano è stata una grande emozione e motivo di grande responsabilità. Il mister con me ha sempre parlato e mi ha detto spesso che potevo dare qualcosa in più ai miei compagni ed è arrivato questo bellissimo riconoscimento. Ho lavorato al massimo per farmi trovare pronto in questa stagione e il mister questo lo ha notato”. Dunque è vero, un ragazzo di non molte parole, ma che con quelle poche fa capire di che pasta è fatto. Una passione per il calcio, quella di Matteo, iniziata all’età di sei anni: “Ho iniziato a giocare a calcio grazie a mio papà, è lui che mi ha trasmesso questa passione poiché lo vedevo sempre con i suoi amici quando ero ancora piccolo. Mi segue molto, così come tutta la mia famiglia. E’ molto contento di quello che sto facendo. Non mi mette troppe pressioni, mi lascia libero e quando è giusto mi dà dei consigli, questo è molto importante per me. Lui mi segue per il calcio e mia madre per la scuola”. La scuola, aspetto fondamentale nella vita di ogni ragazzo, un elemento importante anche per chi ha la testa immersa nel pallone, come sottolinea anche Matteo: “Le mie giornate sono molto impegnate: parto al mattino con la scuola, un pranzo veloce e subito gli allenamenti. Riesco a ritagliarmi un paio di ore di studio dopo cena facendo coincidere entrambe le cose; reputo che lo studio sia molto importante soprattutto, perché ti consente di avere un diploma e quindi un futuro qualora il calcio non dovesse diventarlo. Inoltre quest’anno mi aspetta un doppio esame: sono in quinta e ho la maturità e anche i play-off per raggiungere le finali, due esami che voglio superare al massimo”. Un diploma, quello da ragioniere, e un obiettivo, quello di arrivare alle fasi finali come nella scorsa stagione: “Dobbiamo concludere la stagione nel migliore dei modi prima di tutto, cominciando dalla partita con il Frosinone. Affrontare i play-off con la testa giusta, perché nonostante la finale di Coppa Italia vogliamo arrivare ad altri obiettivi che avevamo sin dall’inizio della stagione”.

Matteo sa quello che vuole e con la testa sulle spalle sa di avere davanti un finale di stagione calcistico e scolastico davvero importante per il suo futuro. Futuro che senza dubbio sognerà Matteo, come tutti i suoi coetanei, osservando dei modelli a cui ispirarsi. Se il sogno è come quello di tanti ragazzi, ovvero arrivare a giocare in Serie A, il modello non è propriamente legato al suo ruolo: “Ho tanti modelli, ma quello che mi fa venire la pelle d’oca quando lo vedo giocare è Neymar, un fuoriclasse del quale mi piacerebbe imitare i colpi e le giocate. Nonostante non sia lo stesso ruolo, e non posso esprimermi magari come lui in quel senso però è un modello che seguo con attenzione“.
L’intervista volge al termine, però una domanda sul gruppo è d’obbligo. Un gruppo di amici prima che calciatori, che insieme navigano verso un sogno e non solo, lasciando spazio anche per qualche scherzo per liberarsi dalle tensioni pre-gara: “Siamo un grande gruppo e siamo anche una squadra molto scherzosa, ci divertiamo molto nelle trasferte. Sul pullman ci mettiamo in un gruppetto e diamo fastidio ai ragazzi che dormono: qualche caramella in bocca oppure bottigliette d’acqua in testa. Cose molto “stupide”, ma che ci fanno svagare e per un momento ci tolgono dalla tensione della partita”.
Matteo Alluci si è così raccontato ai nostri microfoni, un ragazzo semplice che nonostante la giovane età sa quello che vuole. Una stagione, la sua, che ha toccato quota 29 presenze e ben 6 gol: numeri da autentico trascinatore dei diavoletti neri. Una vita di corsa quella del giovane Matteo, e totalmente immersa tra studio e pallone, con lo sguardo fisso verso il proprio futuro: diploma e fasi finali.

Si ringrazia la società Virtus Entella per la concessione dell'intervista e Vittorio Sanguineti per la foto.